{"id":840,"date":"2017-09-27T18:25:55","date_gmt":"2017-09-27T16:25:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/?p=840"},"modified":"2017-09-28T19:43:52","modified_gmt":"2017-09-28T17:43:52","slug":"modaioli-della-morale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/2017\/09\/27\/modaioli-della-morale\/","title":{"rendered":"Modaioli della morale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/09\/beatrice-borromeo-a.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-841\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/09\/beatrice-borromeo-a-300x300.jpg\" alt=\"beatrice-borromeo--a\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/09\/beatrice-borromeo-a-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/09\/beatrice-borromeo-a-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/09\/beatrice-borromeo-a.jpg 633w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Era da molto tempo che volevo affrontare analiticamente ci\u00f2 che abbiamo sempre afferrato con l\u2019intuizione, quasi come percezione immediata dei principi primi. Devo confessare che in questo spazio ho trovato interlocutori profondamente intelligenti, e lo dico senza piaggeria, tali da farmi sentire in eminente compagnia nella mangiatoia di un comune intuire. Ma il metodo scientifico serve per rendere manifesto e immanente ci\u00f2 che la trascendenza suggerisce. Nella speranza che questo approccio convinca chi cerca appigli concreti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Osservazioni: negli individui si nota un\u2019evidente convergenza fra le pi\u00f9 significative convinzioni etico-politiche e il pi\u00f9 superficiale aspetto esteriore; a tal punto evidente che guardando la faccia, lo stile, i tic di una persona puoi gi\u00e0 sapere che convinzioni propugner\u00e0, e dalle convinzioni etiche e politiche \u00e8 possibile risalire con buona attendibilit\u00e0 alla faccia, allo stile e ai tic di chi le professa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Domande: Come \u00e8 possibile che le deliberazioni morali del singolo, teoricamente forgiate e custodite nelle segrete stanza della coscienza, siano invece, nella maggior parte dei casi, cos\u00ec accessibili, cos\u00ec trasparenti? E come si spiega che processi evidentemente funesti per la stragrande maggioranza dei cittadini \u2013 per esempio la precarizzazione del lavoro e del futuro, la cessione della sovranit\u00e0 popolare, le spoliticizzazione dell&#8217;economia, lo sgretolamento della tradizione, il livellamento degli universi simbolici, l\u2019immigrazione di massa &#8211; vengano dai pi\u00f9 vissuti con gaudio e allegrezza?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ipotesi: le risoluzioni morali, che si calcificano in convinzioni etiche e quindi nelle loro posizioni politiche, nella stragrande maggioranza degli individui non sono il frutto di un\u2019indagine interiore, di un sofferto setaccio critico, ma vengono scelte esattamente come si sceglie un oggetto di status e soggiacciono alle stesse logiche dell\u2019acquisto di un bene materiale che si ritiene collocante. L&#8217;etica non si consolida dall&#8217;habitus aristotelico, come comportamento morale sedimentato e riaffermato, ma viene infilata come un abito pr\u00eat-\u00e0-porter, gi\u00e0 confezionato da altri. Proprio come&#8230; indossando una borsetta di Vuitton o un foulard di Gucci quel tipo di donna si sente immantinente charmant, cos\u00ec indossando un\u2019idea \u00e0 la page ingaggia l\u2019appartenenza che desidera esibire. A nulla serve macerarsi nell\u2019incredulit\u00e0 cercando di far rinsavire chi vuole a tutti i costi acquistare a carissimo prezzo una patacca griffata fatta in serie. Lei la vorr\u00e0 lo stesso, ostinatamente, contro ogni obiezione, perch\u00e9 non \u00e8 interessata in alcun modo al contenuto, alla qualit\u00e0 intrinseca dell\u2019oggetto, bens\u00ec al dispaccio simbolico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Verifica. Prendiamo la locuzione radical chic, la cui natura intellettualmente pornografica ci suggerirebbe di vietarla ai troppo impressionabili. La maggior parte degli adepti che ne abbraccia l\u2019intera Weltanschauung non lo fa certamente per convinzione politico-ideologica, n\u00e9 per inclinazione umanitaria, ma ne segue i precetti per pura esibizione. E il magnete di questo narcisismo fesso sta proprio nell\u2019espressione: radical chic. Che evoca alta societ\u00e0, distinzione sociale ma libera da prammatiche austere, ispira audacia, indipendenza di pensiero, raffinatezza di gusto, ma con sfumature post-convenzionali. Quasi come \u00absinistra al caviale\u00bb. Tante volte, intervistando rampanti massaie fra i banchi del salumiere, ho ascoltato questo refrain: \u00abS\u00ec, chiamatemi snob, chiamatemi radical chic, ma io la penso cos\u00ec!\u00bb. Affermazioni che sottintendono proprio il desiderio di essere etichettati, che rivelano il pi\u00f9 patetico compiacimento per il riconoscimento di un\u2019appartenenza dai connotati eterodiretti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Conclusioni. Questa gente, ovvero la gente comune &#8211; che di rado approfondisce tematiche filosofiche, geopolitiche o anche solo condominiali, ma che poi parla, che poi twetta, che poi vota \u2013 mira a ottenere ci\u00f2 che l\u2019arricchito vuole garantirsi comprando la Bentley e le aziende vitivinicole: certificati di status. Il marketing della signorilit\u00e0 intellettuale e morale oggi veicola status symbol chiarissimi e si polarizza contro \u00abdisvalori\u00bb altrettanto icastici. Parlare di Patria, di consuetudine, di famiglia, di identit\u00e0, di disciplina, di manzo all\u2019olio\u2026 non fa chic; \u00e8 out. Fa retrivo. Fa zotico. Fa provinciale. La tendenza \u00e8 il terzomondismo, il multiculturalismo, il giovanilismo, il genderismo, la cucina molecolare, l\u2019apertura verso l\u2019oppresso, purch\u00e9 esotico, eccentrico, etnico ed eteroscettico. L\u2019industria culturale \u00e8 scesa sino ai recessi della coscienza, disinnescando ogni sana reazione alla psicopatologia aspirazionale. Scegliere sul mercato delle idee quelle pi\u00f9 alla moda, quelle pi\u00f9 trendy, scimmieggiare dai tavolini di un sushi bar le moine ideologiche che magari furono di Beatrice Borromeo, per poi venir assorbite da Concita de Gregorio e colare infine nelle salivanti affermazioni di qualche opinionista da talk show, aiuta a sentirsi parte della classe dirigente, ma con lo spirito gregario tipico del parvenu. Moine ideologiche che seguono lo stesso percorso del maglioncino ceruleo ne Il Diavolo veste Prada. E l\u2019accessibilit\u00e0 della comunicazione permette anche all\u2019omuncolo o alla donnetta di paese di inventarsi fashion blogger dei valori pi\u00f9 \u00abin\u00bb, per aspirational moral e luxury ethics sempre pi\u00f9 in saldo. Il leopoldino come tipo umano di riferimento, gli elettori democratici come esercito che marcia dal basso nella straziante speranza di trovare emancipazione porgendo le mani al carceriere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come il borghese nell\u2019Antico regime cercava di emulare lo stile di vita e il gusto dei \u00abbennati\u00bb, della nobilt\u00e0 che lo tiranneggiava, l&#8217;arrampicatore flessibile di oggi vuole imitare e compiacere l\u2019unica aristocrazia rimasta, quella dei plutocrati globali, filantropi e correttissimi. Il grande borghese del tempo, dopo aver decapitato la nobilt\u00e0 che invidiava, si \u00e8 insediato attraverso i silenziosi cannoni della finanza sul trono di quest\u2019epoca; al di sopra delle culture, al di sopra degli Stati, al di sopra del diritto, istituendo un nuovo assolutismo. E ci\u00f2 \u00e8 efferatamente ironico, perch\u00e9 le idee che il nuovo signore mette strategicamente in circolo e che veicola con gli ambasciatori pi\u00f9 cool, attraverso il cinema, lo sport, il giornalismo sofisticato &#8211; fa eccezione l\u2019Italia, dove i vari Gad Lerner chic, Annunziata al caviale o Fazio Champagne incarnano maldestri ossimori &#8211; sono precisamente quelle che consolidano la sua signoria e con essa la schiavit\u00f9 delle moltitudini; cui non resta che la modaiola ostentazione di un\u2019ampiezza di vedute e di una ricchezza d\u2019animo che ne decretano ineffabilmente la miseria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Era da molto tempo che volevo affrontare analiticamente ci\u00f2 che abbiamo sempre afferrato con l\u2019intuizione, quasi come percezione immediata dei principi primi. 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