{"id":1034,"date":"2015-07-20T07:09:08","date_gmt":"2015-07-20T05:09:08","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=1034"},"modified":"2015-07-20T07:09:08","modified_gmt":"2015-07-20T05:09:08","slug":"lincontenibile-bellezza-della-riconoscenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2015\/07\/20\/lincontenibile-bellezza-della-riconoscenza\/","title":{"rendered":"L\u2019incontenibile bellezza della riconoscenza"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2015\/07\/ali.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1037\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2015\/07\/ali-150x150.jpg\" alt=\"foto stefano cracco\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026\u00a0<strong>riconoscenza<\/strong>.<\/p>\n<p>Siamo abituati a pensare che la specie umana sia la pi\u00f9 evoluta di tutto il regno animale. Anche la Scienza lo sostiene. Eppure da molti anni io mi permetto di sostenere, e non sono il solo, che forse lo siamo in\u00a0<strong>alcuni\u00a0<\/strong>aspetti del vivere ma in altri siamo decisamente inferiori ad altre specie considerate lontane da noi nella scala evolutiva.<\/p>\n<p>Come gli uccelli, per esempio.<\/p>\n<p>Lo testimonia questa meravigliosa<a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/lungo-volo-jonathan-gabbiano-che-ama-uomo-1153071.html\" target=\"_blank\">\u00a0<strong>storia<\/strong><\/a>\u00a0(una favola, quasi) tra un essere umano, Valerio, e un gabbiano di nome Jonathan esattamente come il protagonista del romanzo di Richard Bach.<\/p>\n<p>Jonathan \u00e8 simbolo di un valore molto importante nella vita degli esseri umani ma, ahim\u00e8, troppo spesso sottovalutato:\u00a0<strong>la riconoscenza<\/strong>. Il termine\u00a0<strong><em>riconoscenza<\/em><\/strong>\u00a0deriva da\u00a0<strong><em>re-cognoscere<\/em><\/strong>, ossia\u00a0<em>conoscere di nuovo<\/em>,\u00a0<em>ravvisare ancora<\/em>.<\/p>\n<p>La persona \u2013 o, forse \u00e8 il caso di dire, pi\u00f9 genericamente l\u2019animale- riconoscente \u00e8 quella che &#8220;ritornando al passato conosce di nuovo il valore di una relazione&#8221;, specialmente quando si trova a ricordare la propria esistenza accanto a qualcuno. E\u2019 esattamente quello che fa il gabbiano Jonathan: vola per 150 chilometri per tornare da colui che si \u00e8 preso cura di lui salvandogli la vita.<\/p>\n<p>Senza\u00a0<strong><em>riconoscenza\u00a0<\/em><\/strong>il mondo non ha futuro perch\u00e9 si sviluppano\u00a0<strong>menti autonome<\/strong>\u00a0rispetto all&#8217;idea della propria storia e soprattutto delle persone che l&#8217;hanno favorita e permessa (anche e soprattutto quando si \u00e8 trattato di una storia dolorosa). Il rischio \u00e8 che ogni legame affettivo finisca per essere considerato come un contratto di collaborazione a progetto, determinato nel tempo e quindi destinato prima o poi a terminare.<\/p>\n<p>Le vere amicizie e le vere storie d\u2019Amore (dove per Amore non intendiamo solo quello sentimentale tra un uomo e una donna) si basano sulla riconoscenza: \u00e8 proprio quando vediamo nell&#8217;altro sempre\u00a0<strong>una persona nuova eppure antica<\/strong>, nella quale albergano azioni importanti rivolte a sostenere la nostra fragilit\u00e0, ora come in passato, che possiamo dire di avere un tesoro prezioso giorno dopo giorno.<\/p>\n<p>E quando c\u2019\u00e8 riconoscenza nessuno \u00e8 mai solo: ci sentiamo legati a qualcosa che \u00e8 sempre pi\u00f9 importante per il nostro presente quotidiano ed \u00e8 fonte di quella capacit\u00e0 di tornare con la memoria e il cuore al passato. Solo cos\u00ec riusciamo a ricordarci ogni volta quanto siano importanti gli\u00a0<strong>amori discreti<\/strong>\u00a0di coloro che hanno vegliato sulla nostra infanzia \u00a0e adolescenza.<\/p>\n<p>S\u00ec, sono amori discreti. E spesso nascondono il\u00a0<strong>dolore<\/strong>\u00a0di una vita che precedentemente non ha ricevuto amore ma che ora si riscatta attraverso il ruolo di educatori che permette \u00a0loro di donare proprio quello che non hanno ricevuto.<\/p>\n<p>E poich\u00e9 la vita \u00e8 sempre pi\u00f9 originale della nostra sia pur fervida immaginazione, nessuno di noi pu\u00f2 davvero affermare come saranno le cose sulla base del solo passato. Quando, per esempio, interviene la riconoscenza &#8211; quella affettiva, realistica e concreta basata su un amore veritiero &#8211; si pu\u00f2 arrivare ad amare anche il nostro nemico, perch\u00e9 in lui riusciamo a scorgere motivi per essere riconoscenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026\u00a0riconoscenza. Siamo abituati a pensare che la specie umana sia la pi\u00f9 evoluta di tutto il regno animale. Anche la Scienza lo sostiene. Eppure da molti anni io mi permetto di sostenere, e non sono il solo, che forse lo siamo in\u00a0alcuni\u00a0aspetti del vivere ma in altri siamo decisamente inferiori ad altre specie considerate lontane da noi nella scala evolutiva. Come gli uccelli, per esempio. Lo testimonia questa meravigliosa\u00a0storia\u00a0(una favola, quasi) tra un essere umano, Valerio, e un gabbiano di nome Jonathan esattamente come il protagonista del romanzo di Richard Bach. 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