{"id":1039,"date":"2015-07-23T13:17:18","date_gmt":"2015-07-23T11:17:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=1039"},"modified":"2015-07-23T13:17:18","modified_gmt":"2015-07-23T11:17:18","slug":"la-democrazia-dei-saltimbanchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2015\/07\/23\/la-democrazia-dei-saltimbanchi\/","title":{"rendered":"La democrazia dei saltimbanchi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2015\/07\/cannone1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1042\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2015\/07\/cannone1-150x150.jpg\" alt=\"foto stefano cracco\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026\u00a0<strong>rappresentanza imperfetta<\/strong>.<\/p>\n<p>E&#8217; estate: tempo di vacanze e nessuno, tanto meno io, ha voglia di parlare di politica n\u00e9 di politici. Ma vorrei condividere con voi la chiacchierata che ho ultimamente avuto con un caro amico imprenditore milanese, il Dott. Giuseppe Battaglia, sulla situazione politica italiana e specialmente sulla percezione che la gente comune ha di questa.<\/p>\n<p>La\u00a0<strong>rappresentanza politica\u00a0<\/strong>permette che i cittadini attribuiscano il \u201cmandato\u201d a coloro che li possono rappresentare, appunto, di esprimere le loro idee in consessi a cui non avrebbero accesso direttamente, per una serie di motivi: il sistema politico di riferimento, la cultura di appartenenza, il poco tempo da dedicare alla politica e il diverso grado di conoscenza dei problemi da discutere.<\/p>\n<p>Il diritto\/dovere di consegnare un mandato a qualcuno che ci rappresenti (sic!) in Parlamento, dal quale si possa ottenere un governo adeguato ad elaborare iniziative di gestione per il bene e nell&#8217;interesse della comunit\u00e0, non funziona pienamente (per usare un eufemismo) in generale in politica e in modo particolare nel nostro Paese. In effetti, tale sistema costringe i diversi partiti o movimenti ad una continua, accesissima ed estenuante campagna elettorale che provoca per\u00f2 danni incalcolabili d\u2019immagine all&#8217;estero &#8211; e sul nostro territorio &#8211; mentre si finiscono per ignorare le istanze di coloro che non sono andati a votare (forse oggi questo accade un po&#8217; meno grazie alla presenza dei Social e dei Blog, ma questo \u00e8 un altro discorso su cui non voglio dilungarmi in questa sede).<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 una perenne\u00a0<strong>asta verbale<\/strong>: si assiste, insomma, ad un continuo &#8220;vediamo chi la spara pi\u00f9 grossa&#8221; per assicurarsi il voto. E il bene complessivo del Paese \u00e8 bello che dimenticato!<\/p>\n<p>Il motivo di questa kermesse di saltimbanchi del voto sta proprio nella legge elettorale (costituzionale?) che permette di decidere \u201cchi-fa-cosa\u201d sulla base dei votanti attivi, e non, come io reputo altrettanto giusto, degli aventi diritto al voto, cio\u00e8 tutti, anche coloro che non si recano a votare.<\/p>\n<p>Le persone che non si recano a votare tendenzialmente lo fanno &#8211; a sentire loro &#8211; perch\u00e9 l\u2019offerta delle figure e dei programmi proposti non li convince e, nemmeno turandosi il naso, li reputano condivisibili.<\/p>\n<p>A questa obiezione i non votanti si sentono rispondere che si tratta comunque di democrazia.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 per nulla democrazia!<\/p>\n<p>Per dare una chance a tutti, anche a coloro che non votano per i loro pi\u00f9 svariati motivi, bisognerebbe lasciare<strong>\u00a0<\/strong><strong>vuota\u00a0<\/strong>l\u2019equivalente poltrona in Parlamento, mantenendo immutate le altre regole.<\/p>\n<p>In sostanza, se i votanti fossero il 60% dell\u2019elettorato, il 40% dei seggi dovrebbe restare vuoto. Questo a mio avviso farebbe s\u00ec che venissero presentati persone e programmi pi\u00f9 credibili, e diciamolo, pi\u00f9 rispettabili. Tale sistema dovrebbe valere per le Regionali, le Comunali e quel che rester\u00e0 delle Provincie.<\/p>\n<p>Ma se il voto servisse davvero a cambiare le cose non ce lo farebbero fare, come ricorda una celebre frase ottocentesca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026\u00a0rappresentanza imperfetta. E&#8217; estate: tempo di vacanze e nessuno, tanto meno io, ha voglia di parlare di politica n\u00e9 di politici. Ma vorrei condividere con voi la chiacchierata che ho ultimamente avuto con un caro amico imprenditore milanese, il Dott. Giuseppe Battaglia, sulla situazione politica italiana e specialmente sulla percezione che la gente comune ha di questa. 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