{"id":1089,"date":"2015-10-15T07:05:11","date_gmt":"2015-10-15T05:05:11","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=1089"},"modified":"2015-10-15T07:05:11","modified_gmt":"2015-10-15T05:05:11","slug":"nessuno-pensa-con-la-propria-testa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2015\/10\/15\/nessuno-pensa-con-la-propria-testa\/","title":{"rendered":"Nessuno pensa con la propria testa!"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2015\/10\/immagine-presa-dal-web.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1094\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2015\/10\/immagine-presa-dal-web-150x150.jpg\" alt=\"immagine presa dal web\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>Natura<\/strong>.<\/p>\n<p>Quante volte, soprattutto da ragazzi, ci siamo sentiti dire dai nostri genitori: \u201cPensa con la tua testa!\u201d? Ebbene, non vi \u00e8 affermazione pi\u00f9 infondata di questa. Perch\u00e9? Semplicemente perch\u00e9 \u00e8 impossibile farlo e aggiungo che non sarebbe affatto produttivo nella remota eventualit\u00e0 che qualche essere umano vi riuscisse.<\/p>\n<p>Nessuno di noi, volenti o nolenti, \u00e8 venuto al mondo in modo autonomo proprio\u00a0in quanto siamo mammiferi. Tutti noi siamo stati accolti e dunque nutriti da un utero femminile, sino a quando \u00e8 stato necessario abbandonare quell&#8217;ambiente meraviglioso per entrare a far parte del mondo. Durante quei nove mesi paradisiaci, l&#8217;umore, le emozioni ed i pensieri di nostra madre, completamente inserita nell&#8217;ambiente della sua quotidianit\u00e0, hanno influenzato il nostro umore attraverso la produzione di sostanze chimiche che giungevano anche a noi.<\/p>\n<p>E&#8217; evidente quindi che ognuno di noi cresce, anche se dapprima inconsapevolmente, in una minima <strong>relazione<\/strong> <strong>duale<\/strong> (quella madre-bambino) che impronter\u00e0 la quasi totalit\u00e0 del nostro stile di vita relazionale quando saremo adulti. Si stabilisce un rapporto intimo di complicit\u00e0 che continua dopo la nascita, abituando il futuro adulto a comprendere che i propri pensieri, le proprie convinzioni, passano attraverso l&#8217;approvazione o disapprovazione della madre.<\/p>\n<p>Questo modello verr\u00e0 ripercorso durante tutta l&#8217;esistenza sia che esso basato su un rapporto sereno o conflittuale con la madre: rappresenta infatti l&#8217;imprinting neuro-cognitivo che prepara tutti noi ad attenderci una conferma o disconferma rispetto alle nostre azioni e pensieri.<\/p>\n<p>Parlando in maniera un po&#8217; pi\u00f9 scientifica, i filamenti neuronali &#8211; i neuriti che mettono in contatto i diversi neuroni tra loro formando quella rete cognitiva che costituisce il funzionamento del nostro cervello- si organizzano per modellarsi secondo questa relazione. Imitano cio\u00e8 topologicamente quella\u00a0<strong>solidariet\u00e0<\/strong>, quella\u00a0<strong>complicit\u00e0<\/strong>\u00a0che esiste con la mamma. Ogni madre \u00e8 stata anche figlia: la formazione dei propri circuiti neuronali presenta l&#8217;architettura che, in quanto figlia, ha sviluppato durante la sua evoluzione ontogenetica dallo stato fetale a quello adulto. Cos\u00ec si rinnova, generazione dopo generazione, quell&#8217;<strong>imperativo naturale<\/strong>\u00a0che impone alle madri un atteggiamento solidale e complice verso i propri cuccioli sulla base di una<strong>\u00a0<\/strong><strong>forza naturale\u00a0<\/strong>che prevarica qualsiasi egoismo a vantaggio della specie.<\/p>\n<p>E&#8217; proprio in questo vincolo relazionale che si organizza l<strong>&#8216;evoluzione mentale umana<\/strong>: il risultato \u00e8 che<strong>\u00a0<\/strong>nessun neurone nel nostro cervello agisce\u00a0<strong>autonomamente<\/strong>, senza l&#8217;aiuto e la complicit\u00e0 di tutto il sistema neuronale.<\/p>\n<p>Per questo la mente umana impara a<strong>\u00a0<\/strong><strong>confrontarsi<\/strong>\u00a0costantemente con il giudizio altrui anche quando questo giudizio non \u00e8 verbalizzato, ma dimostrato con una serie di azioni e atteggiamenti che approvano oppure disapprovano il comportamento che si mette in pratica. E cos\u00ec, senza esserne del tutto consapevoli, impariamo a\u00a0<strong>stare assieme agli altri<\/strong>, generalizzando il modello relazionale che abbiamo appreso nel nostro primigenio rapporto con la madre. La Natura ci pone cos\u00ec nelle condizioni di<strong>\u00a0<\/strong><strong>svilupparci\u00a0<\/strong>nell&#8217;attesa di incontrare un<strong>\u00a0<\/strong><strong><em>altro<\/em><\/strong>\u00a0che sappia accoglierci al momento opportuno e farci meditare sulla necessit\u00e0 di cambiare stile di vita e di pensiero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 Natura. Quante volte, soprattutto da ragazzi, ci siamo sentiti dire dai nostri genitori: \u201cPensa con la tua testa!\u201d? Ebbene, non vi \u00e8 affermazione pi\u00f9 infondata di questa. Perch\u00e9? Semplicemente perch\u00e9 \u00e8 impossibile farlo e aggiungo che non sarebbe affatto produttivo nella remota eventualit\u00e0 che qualche essere umano vi riuscisse. Nessuno di noi, volenti o nolenti, \u00e8 venuto al mondo in modo autonomo proprio\u00a0in quanto siamo mammiferi. Tutti noi siamo stati accolti e dunque nutriti da un utero femminile, sino a quando \u00e8 stato necessario abbandonare quell&#8217;ambiente meraviglioso per entrare a far parte del mondo. Durante quei [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2015\/10\/15\/nessuno-pensa-con-la-propria-testa\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1039,"featured_media":1094,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[13236],"tags":[53957,87672,405272,54081],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1089"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1039"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1089"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1089\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1096,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1089\/revisions\/1096"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1094"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1089"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1089"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1089"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}