{"id":127,"date":"2014-08-18T06:50:02","date_gmt":"2014-08-18T06:50:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=127"},"modified":"2014-08-18T07:04:28","modified_gmt":"2014-08-18T07:04:28","slug":"l%e2%80%99italia-ridotta-quasi-una-latrina-ci-siamo-mai-chiesti-il-perche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2014\/08\/18\/l%e2%80%99italia-ridotta-quasi-una-latrina-ci-siamo-mai-chiesti-il-perche\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia ridotta (quasi) una latrina, ci siamo mai chiesti il perch\u00e9?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2014\/08\/foglia-trafitta1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-130\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2014\/08\/foglia-trafitta1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2014\/08\/foglia-trafitta1-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2014\/08\/foglia-trafitta1-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2014\/08\/foglia-trafitta1.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>E&#8217; tutta questione di\u2026 <strong>schifezza<\/strong>.<\/p>\n<p>Da qualche giorno spopola su Twitter un hashtag interessante, promosso dal quotidiano on-line <a href=\"http:\/\/www.affaritaliani.it\/milano\/milanolatrina-manda-le-tue-foto-e-i-tuoi-video.html?refresh_ce\" target=\"_blank\"><em>Affari Italiani<\/em><\/a>, dal <strong>contenuto <\/strong>eloquente: <strong>#milanolatrina<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Andate<\/strong> a visionare il video nel sito del quotidiano per rendervi conto di come si vive a Milano, quella dell&#8217;Exp\u00f2 2015. Ma non mi riferisco alle tangenti, alla corruzione e alla collusione, comportamenti verso i quali il popolo italiano non prova quasi nessuna reazione concreta (altrimenti, le cose sarebbero cambiate dall&#8217;inizio della seconda repubblica\u2026), ma alla Milano lercia e visibilmente sporca, esattamente come molte altre citt\u00e0 italiane. E non si tratta di un lerciume solo di origine extracomunitaria, ma di azioni laide frutto della continua mancanza di educazione civica, materia esclusa dalle scuole.<\/p>\n<p>Io propongo un nuovo hashtag: <strong>#italiaquasilercia<\/strong><\/p>\n<p>Ho avuto occasione di spiegare la differenza che esiste fra la <strong><em>partecipazione<\/em><\/strong><em> alla<\/em> <em>regola<\/em> e la <strong><em>valutazione<\/em><\/strong><em> della regola<\/em> stessa. La prima comporta l\u2019adesione al quel comportamento da parte della maggioranza, in maniera acritica. Per esempio, all\u2019incrocio quando c\u2019\u00e8 il rosso mi fermo, col verde posso passare. La valutazione della regola comporta invece la decisione di aderire o meno ad essa. In sostanza, quando una regola viene partecipata, soprattutto nelle generazioni precedenti, si ubbidisce e si mette in atto un comportamento conforme alla regola, e adatto alla situazione contingente.<\/p>\n<p><strong>Oggi<\/strong> le cose sono un po\u2019 cambiate per cui nonostante la regola dica di attendere il verde e non passare col rosso, questo lo si fa a Genova e forse non lo si fa a Firenze. Infatti, nella citt\u00e0 toscana del nostro Premier non si usa fermarsi al rosso, ma fare come se il semaforo fosse verde, in nome della libert\u00e0 illuministica che caratterizza la citt\u00e0: molte menti fiorentine hanno la luce della propria ragione, e spesso confondono (proprio per troppa luce\u2026) il rosso con il verde.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>adesione<\/strong> alla regola pu\u00f2 interiorizzarsi al pari di un atteggiamento mentale e questo processo avviene durante le tre fasi dell&#8217;infanzia (prima, seconda e terza infanzia). Esso dipende dalla famiglia e dalla scuola, e non dalla famiglia che delega alla scuola o dalla scuola che condanna la famiglia. Famiglia e scuola sono, nella nostra mente occidentale (ma non solo), sia infantile che adulta, luoghi in cui le regole accettate prendono forma. Esse verranno trasferite nella societ\u00e0, che \u00e8 solo l&#8217;estensione territoriale di questi due luoghi primari. Un\u2019altra estensione, degli stessi luoghi, famiglia e scuola, dei nostri tempi, sono i social network.<a name=\"_GoBack\"><\/a>\u00a0Ovviamente \u00e8 valido anche il contrario: la famiglia e la scuola sono lo specchio della societ\u00e0, quindi dei social network.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 l&#8217;<strong>Italia<\/strong> \u00e8 quasi lercia: perch\u00e9 va male la famiglia, la scuola e di conseguenza tutto il resto, anche se le terapie esistono e sono oltremodo conosciute, tanto dagli esperti che dal buon senso comune. La prima di queste terapie potrebbe essere una famiglia nella quale circolano <strong>regole precise<\/strong>, dove i genitori non sono gli amici dei figli, ma esercitano il loro ruolo nei fatti, ossia negli esempi; una seconda terapia potrebbero essere le azioni \u00a0con cui i genitori <strong>sostengono<\/strong> il lavoro in classe dei maestri, invece di far circolare in casa l\u2019idea che a scuola esistono solo incompetenti. A proposito della scuola, propongo invece una sola <strong><em>grande terapia<\/em><\/strong>, citando K.R. Popper: \u201cUna buona scuola la si riconosce dalla sua capacit\u00e0 di mandare via i cattivi maestri\u201d.<\/p>\n<p>Ecco tre semplici terapie, ma sono cure faticose, ed oggi la <strong>fatica<\/strong> \u00e8 bandita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E&#8217; tutta questione di\u2026 schifezza. Da qualche giorno spopola su Twitter un hashtag interessante, promosso dal quotidiano on-line Affari Italiani, dal contenuto eloquente: #milanolatrina. Andate a visionare il video nel sito del quotidiano per rendervi conto di come si vive a Milano, quella dell&#8217;Exp\u00f2 2015. 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