{"id":1394,"date":"2016-06-16T08:31:30","date_gmt":"2016-06-16T06:31:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=1394"},"modified":"2016-06-16T08:36:31","modified_gmt":"2016-06-16T06:36:31","slug":"il-piacere-di-uccidere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2016\/06\/16\/il-piacere-di-uccidere\/","title":{"rendered":"Il piacere di uccidere"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2016\/05\/follia-omicida.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1371\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2016\/05\/follia-omicida-150x150.jpg\" alt=\"follia omicida\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di&#8230; <strong>educazione<\/strong>.<\/p>\n<p>Una persona che cresce in un qualsiasi sistema culturale, e vi cresce dalla nascita, interiorizza atteggiamenti e modi di valutare il mondo di quel sistema, e dei suoi sottoinsiemi. Per esempio, un italiano che nasce a Milano, organizzer\u00e0 la propria mente come italiano, con una serie di caratteristiche che lo rendono tale agli occhi di tutti, unitamente ad altre che lo rendono milanese.<\/p>\n<p>Mi sembra di scrivere qualcosa di evidente, persino di ovvio, eppure da ci\u00f2 che ho letto in questi giorni, o dalle giustificazioni che alcuni giornalisti, commentatori e intellettuali adducono, rispetto alla strage di Orlando, il tutto <strong>non<\/strong> sembra cos\u00ec ovvio.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 mi trovo costretto ad affermare quanto segue.<\/p>\n<p>Il criminale disturbato mentalmente, che ha operato tale strage, \u00e8 certamente cresciuto in un ambiente che ha stimolato in lui la formazione di un senso di superiorit\u00e0, e non solo rispetto ad esseri umani e ad altri in quanto tali, ma specialmente rispetto alle preferenze sessuali delle persone. L&#8217;attuale mondo mediatico occidentale stimola in tutti noi la convinzione che ogni aspetto della propria vita, come la sessualit\u00e0, sia e possa essere alla portata del pubblico, ossia comunicato indifferentemente a tutti, come se ogni cosa potesse essere compresa. In realt\u00e0, non \u00e8 affatto cos\u00ec, perch\u00e9 alcune cose <strong>necessitano<\/strong> di lunghe preparazioni cognitive.<\/p>\n<p>Non \u00e8 possibile capire un barbone, una prostituta, un gay, una persona &#8220;normale&#8221;, un&#8217;animalista, un padre oppure una madre per il solo fatto di vederne qualche ologramma alla televisione, oppure in qualche talk show di grido. Per capire le differenze bisogna essere educati a incontrarle sul proprio cammino, <strong>consci<\/strong> che durante questi incontri si deve tacere, e ascoltare il vissuto altrui, senza necessariamente credere di essere in silenzio<strong>,<\/strong> ma semplicemente dalla parte della ragione.<\/p>\n<p>Avremo sempre pi\u00f9 individui pericolosi in giro per il mondo, se non cominceremo a investire davvero<strong> pi\u00f9<\/strong> tempo e pi\u00f9 denaro nella formazione, nell&#8217;educazione, dall&#8217;asilo all&#8217;Universit\u00e0, cominciando dagli adulti che vi lavorano, siano essi docenti <strong>\u00a0<\/strong>o funzionari.<\/p>\n<p>\u00c8 necessaria un&#8217;azione educativa costante, continua e capillare, svincolata dalla pretesa che la nostra maestra sia la televisione, e non dimentichiamo che \u00a0\u00e8 &#8220;Cattiva maestra televisione&#8221;, come scriveva nel titolo del suo libro il grande Karl Raimund Popper.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di&#8230; educazione. 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