{"id":143,"date":"2014-08-21T05:02:12","date_gmt":"2014-08-21T05:02:12","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=143"},"modified":"2014-08-21T07:04:04","modified_gmt":"2014-08-21T07:04:04","slug":"basta-con-la-fandonia-dei-mostri-a-orologeria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2014\/08\/21\/basta-con-la-fandonia-dei-mostri-a-orologeria\/","title":{"rendered":"Basta con la fandonia dei mostri a orologeria!"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2014\/08\/mostri.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2014\/08\/mostri-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>malvagit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>43 anni, maschio italiano: il <strong>macchinista<\/strong> che ha accoltellato la figlia di soli 18 mesi, mentre la moglie \u00e8 al mare con l\u2019altro figlio. Lui le telefona dicendo che \u201cha fatto un casino\u201d. La tragedia \u00e8 accaduta vicino ad Ancona, a Collemarino.<\/p>\n<p>Ed ora si dir\u00e0, ancora una volta, che si tratta di un mostro. <strong><em>Normale<\/em><\/strong> fino a ieri, prima di diventare mostruoso, come se tutti gli esseri umani potessero essere quello che appaiono e diventare improvvisamente qualcos&#8217;altro il giorno dopo. Eppure una certa psichiatria, attraverso i suoi eminenti esponenti, continua ad affermare che si tratta di <em>accessi di violenza improvvisi e non prevedibili<\/em>, di cui non sappiamo praticamente nulla.<\/p>\n<p>Ora vi chiedo: ma perch\u00e9 questi <strong>atti di aggressione<\/strong> cos\u00ec violenti e devastanti non sono rivolti a persone che potrebbero eventualmente difendersi? Invece, gli attacchi <strong>sono sempre<\/strong> verso i pi\u00f9 deboli: bambini o donne, queste ultime <strong>muscolarmente<\/strong> deboli, e portate a mediare e ad accettare \u201cl\u2019ultimo incontro\u201d al di l\u00e0 di ogni prudenza. \u00c8 la stessa domanda che si pone lo psichiatra Claudio Mencacci, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze del Fatebenefratelli di Milano, in un articolo apparso sul Corriere della Sera, il 18 agosto. Inoltre, egli spiega benissimo come sia insensato definire <em>raptus<\/em> questi episodi e come la psichiatria seria tenda a non utilizzare tale espressione.<\/p>\n<p>Esistono dei <strong>sintomi<\/strong> precedenti alle forme di crudelt\u00e0, ossia dei segnali che possono aiutarci a comprendere che una persona sta alimentando in se stesso una violenza che prima o poi sfocer\u00e0 in qualche atto inaudito, ma prevedibile, anche se non al 100%. Non dimentichiamo che nella storia della specie l&#8217;aggressione e la crudelt\u00e0 sono stati utilizzati tanto per offendere, vincere e conquistare, quanto per difendere, proteggere e contenere. <strong>\u00c8 dentro<\/strong> ognuno di noi questa forte impulsivit\u00e0 reattiva, e va controllata, costruendo nella nostra mente e nel nostro ambiente occasioni per razionalizzare la nostra vita e quello che accade intorno a noi. Bisogna fare sport, abituarsi al dialogo costante e continuo con le persone che si amano, <strong>imparare<\/strong> a tollerare le frustrazioni, assumere la posizione degli altri, convincersi che non possiamo avere ragione, imparare ad ascoltare gli altri tacendo le proprie verit\u00e0. E tutto questo, forse, accadeva una volta, quando di fronte a noi, a tavola, <strong>avevamo<\/strong> esseri umani con cui parlare e non la televisione solamente.<\/p>\n<p>Ma <strong>oggi<\/strong> qualcuno non parla pi\u00f9 di s\u00e9 alla persona che dice di amare, e quando il rancore e la prepotenza che vivono dentro quella mente, alimentate dalle ingiustizie sociali che producono solo rabbia, si uccidono i pi\u00f9 fragili, i pi\u00f9 piccoli. Si pu\u00f2 vivere <strong>eliminando<\/strong> le forme di violenza, la prepotenza e l&#8217;aggressione, perch\u00e9 la nostra mente \u00e8 in grado di imparare qualsiasi cosa e l&#8217;amore si impara. Si viene educati a fare del bene, e solo quando questo accade possiamo davvero dirci di essere diventati equilibrati: quando eliminiamo e controlliamo il peggio di noi per esprime il meglio.<\/p>\n<p>Il <strong>dolore<\/strong>, la violenza, il rancore, l&#8217;aggressivit\u00e0 sono elementi che appartengono all&#8217;<em>io<\/em>, ossia alla dimensione personale dell&#8217;individuo e possono manifestarsi nel <em>s\u00e9<\/em>, quando si verificano quelle situazioni esterne che ne stimolano l&#8217;espressione. In sostanza, una persona aggressiva <strong>pu\u00f2 apparire<\/strong> calmissima fino a quando non si verificano situazioni ambientali ed esterne che ne fanno esplodere tutta la malcelata furia<a name=\"_GoBack\"><\/a>. E questa esplosione \u00e8 vulcanica quindi improvvisa e distruttiva, ma <strong>si costruisce<\/strong> lentamente, giorno dopo giorno, in modo latente (non per questo meno evidente), nascosta dietro un\u2019apparente comprensione degli altri e del mondo esterno, ma in grado di alimentare quella sotterranea frustrazione che alla prima occasione emerge con tutto il suo impeto.<\/p>\n<p>Secondo l&#8217;antropologia della mente, l&#8217;identit\u00e0 di una persona, qualsiasi <strong>persona<\/strong>, si forma nell&#8217;arco della vita intera, senza subire soste, <strong>nemmeno<\/strong> quando si va incontro a situazioni traumatiche importanti e molto coinvolgenti. Cos\u00ec come si costruisce il proprio <em>io<\/em>, si costruisce anche il proprio <em>s\u00e9<\/em>. Il primo corrisponde all&#8217;idea che ogni persona ha elaborato circa la propria identit\u00e0, e come la persona si rappresenta agli altri, mentre il secondo \u00e8 l&#8217;incontro di questa identit\u00e0 con le esigenze altrui, e con il mondo, col quale si viene a contatto quotidianamente. Dunque,<strong> in ogni<\/strong> persona convivono entrambi gli aspetti, che costituiscono gli elementi della struttura mentale di tutti gli individui. Ovviamente, vi sono altri fattori che fanno della mente la <em>nostra<\/em> mente, ma in questa sede sono importanti l\u2019<em>io <\/em>e il<em> s\u00e9<\/em>.<\/p>\n<p>Quindi, basta con le fandonie, perch\u00e9 questa <strong>non<\/strong> \u00e8 malattia improvvisa, non \u00e8 improvvisa espressione di un mostro, \u00e8 invece odio covato lentamente dall\u2019<em>io<\/em> e realizzato dal <em>s\u00e9<\/em>, secondo motivi che esistono davvero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 malvagit\u00e0. 43 anni, maschio italiano: il macchinista che ha accoltellato la figlia di soli 18 mesi, mentre la moglie \u00e8 al mare con l\u2019altro figlio. Lui le telefona dicendo che \u201cha fatto un casino\u201d. La tragedia \u00e8 accaduta vicino ad Ancona, a Collemarino. Ed ora si dir\u00e0, ancora una volta, che si tratta di un mostro. Normale fino a ieri, prima di diventare mostruoso, come se tutti gli esseri umani potessero essere quello che appaiono e diventare improvvisamente qualcos&#8217;altro il giorno dopo. Eppure una certa psichiatria, attraverso i suoi eminenti esponenti, continua ad affermare che si [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2014\/08\/21\/basta-con-la-fandonia-dei-mostri-a-orologeria\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1039,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[54001],"tags":[53957,7820,54002,54006,54003,5461],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/143"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1039"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=143"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/143\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":156,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/143\/revisions\/156"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=143"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=143"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=143"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}