{"id":1474,"date":"2016-08-08T06:59:04","date_gmt":"2016-08-08T04:59:04","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=1474"},"modified":"2016-08-08T06:59:04","modified_gmt":"2016-08-08T04:59:04","slug":"drogati-a-12-anni-e-lo-schermo-piatto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2016\/08\/08\/drogati-a-12-anni-e-lo-schermo-piatto\/","title":{"rendered":"Drogati a 12 anni\u2026 e lo schermo piatto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2016\/08\/drogati-di-cibo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1478\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2016\/08\/drogati-di-cibo-150x150.jpg\" alt=\"drogati di cibo\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>verit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Un caro amico, durante una delle mie ultime chiacchierate in terra di Sicilia, Eugenio Brillo, sosteneva che l&#8217;attuale generazione in crescita, per intenderci quella dei 10-12 anni, pu\u00f2 essere definita dello <em>schermo piatto<\/em>.<\/p>\n<p>Leggete questo <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2016\/08\/05\/scienza\/benessere\/drogati-di-cibo-alcol-e-sostanze-a-anni-NfH5J761ajjvLSWnHsinSM\/pagina.html\" target=\"_blank\">articolo<\/a> e vi renderete conto della veridicit\u00e0 dell\u2019argomento.<\/p>\n<p>Abbandono, solitudine, superficialit\u00e0, noia, sfiducia ed assenza di progettazione nella fatica del lavoro.<\/p>\n<p>Questi sono i termini con i quali i colleghi esperti definiscono la situazione mentale dei nostri nipoti, perch\u00e9 oramai i figli sono da tempo inseriti, tranne qualche rara eccezione, in questo processo mentale. Anzi, se non vanno incontro a vaccinazioni cognitive famigliari e scolastiche sono destinati a presentarsi a tutti i prossimi reality show in programmazione sulle reti televisive.<\/p>\n<p>Avere lo <em>schermo piatto<\/em> nella mente significa credere che con un gesto della mano, o del pollice soltanto, si possa passare da un argomento all&#8217;altro, da una notizia all&#8217;altra, soffermandosi sul titolo, senza indagare il contenuto, e tanto meno le fonti di quello che si sta leggendo. E questa azione manuale rispecchia, e al tempo stesso veicola, il funzionamento del ragionamento, grazie al quale la ricerca in verticale, ossia la ricerca delle cause e degli effetti che si rintracciano nel tempo che scorre, viene abbandonata. Avere <strong>in mano <\/strong>un libro, come <strong>accadeva <\/strong>una volta, che poteva essere sfogliato e che doveva essere letto tutto per comprendere in quale sua parte ci si poteva identificare o con quale argomento in esso trattato si poteva avere accordo, stimola un atteggiamento <em>verticale<\/em> che conduce alla riflessione sullo scorrere del tempo. Scegliere quale parte del libro, oppure della rivista, sarebbe stata la pi\u00f9 importante per il proprio miglioramento significa assumersi la responsabilit\u00e0 e la fatica di leggere anche le parti che non si potranno condividere, oppure che non ci convinceranno.<\/p>\n<p>Ora, con la tecnologia dello schermo piatto, raggiungo la parola che mi interessa conoscere, oppure il concetto che desidero indagare, e trovo i luoghi, ossia i siti e i riferimenti, all&#8217;interno dei quali quel termine \u00e8 inserito. Ma non so nulla degli autori, n\u00e9 del contesto in cui quel termine prende forma e sostanza.<\/p>\n<p>Cosa rimane da fare?<\/p>\n<p>Credere che ogni cosa, come le parole, che sono <em>cose<\/em>, e lo insegna chiaramente Michel Foucault nel suo <em>Archelogia del sapere<\/em>, sia isolata, solitaria, decontestualizzata e non sia necessaria nessuna fatica per comprenderne appieno il significato. Ecco che si forma una mente giovanile dallo schermo piatto, proprio come la tecnologia che i nostri giovani usano <strong>in sostituzione <\/strong>del dialogo fra umani, oppure dei libri. Non parlo di enciclopedia cartacea, perch\u00e9 conoscono solo wikipedia.<\/p>\n<p>Non resta che fuggire da questa realt\u00e0, tanto a portata di pollice e di mano, quanto lontana dal cuore della storia, del ricordo e della memoria. E in che modo, quando anche la famiglia e la scuola sono pressoch\u00e9 assenti rispetto a questo problema, fuggire? Drogandosi presto, subito, con soddisfazione, diventando asociali, tristi e incapaci quando l&#8217;effetto svanisce.<\/p>\n<p>E la <strong>vita<\/strong>, noi lo sappiamo bene, \u00e8 senza effetti speciali. La vita \u00e8 speciale, da sola. La famiglie e la scuola lo raccontano ai nostri figli e nipoti troppo di rado.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 verit\u00e0. Un caro amico, durante una delle mie ultime chiacchierate in terra di Sicilia, Eugenio Brillo, sosteneva che l&#8217;attuale generazione in crescita, per intenderci quella dei 10-12 anni, pu\u00f2 essere definita dello schermo piatto. Leggete questo articolo e vi renderete conto della veridicit\u00e0 dell\u2019argomento. Abbandono, solitudine, superficialit\u00e0, noia, sfiducia ed assenza di progettazione nella fatica del lavoro. 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