{"id":1526,"date":"2016-09-19T06:47:42","date_gmt":"2016-09-19T04:47:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=1526"},"modified":"2016-09-19T06:47:42","modified_gmt":"2016-09-19T04:47:42","slug":"morire-di-dolore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2016\/09\/19\/morire-di-dolore\/","title":{"rendered":"Morire di dolore"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2016\/09\/MORTE-BIANCA.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1528\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2016\/09\/MORTE-BIANCA-150x150.jpg\" alt=\"MORTE BIANCA\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>mistero<\/strong>.<\/p>\n<p>Certo, si tratta di una <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/mondo\/choc-belgio-primo-caso-eutanasia-su-minore-1307793.html\" target=\"_blank\">notizia<\/a> forte, ma in questo periodo storico ci stiamo abituando al genere.<\/p>\n<p>I miei lettori sanno che sono cristiano e cattolico praticante, con una serie di <em>atti di fede<\/em> che non possono essere spiegati razionalmente, mentre possono essere, a volte ragionevolmente umani. S\u00ec, penso esista una differenza fra la <em>razionalit\u00e0<\/em> e la <em>ragionevolezza<\/em>, perch\u00e9 quest&#8217;ultima, rispetto alla prima, indica una certa flessibilit\u00e0 adattiva, con la quale si cerca, empaticamente, di <strong><em>cum-prendere<\/em><\/strong> il sentire altrui. Una <em>cum-prensione<\/em> che non potr\u00e0 mai essere totale, mentre potr\u00e0 avvicinarsi il pi\u00f9 possibile a qualcuno che comunque rester\u00e0 sempre in gran parte sconosciuto, nonostante i tentativi di avvicinamento. Non credo ci si possa mettere nei panni altrui, se non indicando con questa locuzione la possibilit\u00e0 di indossare l&#8217;abito altrui, perch\u00e9 l&#8217;interiorit\u00e0 \u00e8 cosa complessa, oscura e impenetrabile, in ognuno di noi.<\/p>\n<p>Sono contrario all&#8217;eutanasia nel suo significato medico, nel senso che penso sia moralmente giusto che la scienza miri sempre alla vita, ma ritengo sia una questione altrettanto medica alleviare le sofferenze in quelle persone che affermano, nella loro ragionevolezza, di non riuscire a sopportarle pi\u00f9. C&#8217;\u00e8 qualcuno tra noi che pu\u00f2 affermare, in piena coscienza, di poter sentire il dolore di un&#8217;altra persona, esiste, inoltre, un <strong>dolorimetro<\/strong> universale secondo il quale formulare qualche legge in grado di stabilire che oltre un certo limite si deve comunque lasciare che la persona soffra? La questione, lo so, non \u00e8 semplice, perch\u00e9 pone problemi anche rispetto al dolore mentale dei probabili suicidi e sappiamo tutti che la medicina \u00e8 una scienza per sottrazione, fino a quando non trova la diagnosi precisa e per questi motivi \u00e8 imperfetta. Tutte le cose umane sono imperfette, anche quando si utilizzano tecniche diagnostiche che cercano la verit\u00e0 oggettiva del corpo, perch\u00e9 dietro a questa esiste una mente sofferente, rispetto alla quale nessuno di noi, secondo me, ha il diritto di sindacare.<\/p>\n<p>Quindi, sarebbe forse il caso di discutere culturalmente, con un maggiore rispetto verso i dolori di tutti, sul ruolo delle terapie antalgiche, e sul concetto di sofferenza, prima ancora di scagliarci contro la disperazione del dolore di colui che in prima persona lo prova e di coloro che gli stanno accanto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 mistero. 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