{"id":1583,"date":"2016-11-14T08:30:20","date_gmt":"2016-11-14T06:30:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=1583"},"modified":"2016-11-14T08:30:20","modified_gmt":"2016-11-14T06:30:20","slug":"terremotati-in-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2016\/11\/14\/terremotati-in-casa\/","title":{"rendered":"Terremotati in casa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2016\/11\/fiducia.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-1587 size-thumbnail\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2016\/11\/fiducia-150x150.jpg\" alt=\"immagine presa dal web\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>fiducia.<\/strong><\/p>\n<p>La Prof.ssa Luisa Chimenz, che mi ha fornito preziose informazioni, \u00e8 una designer e studiosa interessata di gestione dell\u2019emergenza (<em>Design Risk Management<\/em>), all\u2019interno del Dipartimento di Scienze per l\u2019Architettura della Scuola Politecnica dell\u2019Universit\u00e0 di Genova. Si sta infatti occupando della situazione dei terremotati in centro Italia, assieme al Prof. Eran Lederman (a capo del gruppo di ricerca RDfD <em>Relevant Design for Disaster<\/em> con sede presso la Bezalel Academy di Gerusalemme). Si \u00e8 recata ultimamente a parlare con le persone colpite, le autorit\u00e0 locali, i volontari e i capi della Protezione Civile. Ecco ci\u00f2 che emerge dai suoi incontri.<\/p>\n<p>Le cose stanno <strong>cambiando<\/strong>, perch\u00e9 si sta verificando un forte processo di innovazione nelle attivit\u00e0 decisionali che concernono l\u2019emergenza. Ora, comincia a realizzarsi l\u2019auspicata comunicazione tra le parti, e le popolazioni colpite non sono pi\u00f9 considerate organismi passivi. Finalmente si \u00e8 capito che solo questo approccio, anche se non del tutto nuovo, pu\u00f2 ristabilire un autentico senso di fiducia nelle popolazioni colpite.<\/p>\n<p>\u00c8 fondamentale comprendere che c\u2019\u00e8 una profonda differenza tra <em>abitazione<\/em> e <em>casa<\/em>, e che quello che le persone colpite da un tale disastro chiedono \u00e8 la seconda, che pu\u00f2 anche non avere nulla a che vedere con metri quadrati o propriet\u00e0. A un ricovero di emergenza viene richiesto calore, protezione, sicurezza, senso di familiarit\u00e0 e comfort. Il problema non \u00e8 neanche il tempo: le persone comprendono perfettamente che per ottenere la <em>giusta soluzione<\/em> \u00e8 necessario il <em>giusto tempo<\/em>.<\/p>\n<p>La soluzione sta nella <strong>popolazione<\/strong> stessa: ascoltarne le necessit\u00e0, considerarla partecipe attivamente, assegnare compiti che responsabilizzino, tanto prima quanto dopo il disastro. Nello stesso tempo, sono le persone che devono ricevere attenzioni e cure, per combattere la mancanza di fiducia e la cattiva comunicazione. Se questo non accade si continua ad alimentare quel solco incolmabile di lamentele e scontento, tra il Governo e gli operatori ad alto e basso livello da una parte e la popolazione colpita dall\u2019altra.<\/p>\n<p>Finalmente, e grazie ad un insieme di produzioni scientifiche e volont\u00e0 operative, stiamo assistendo ad un processo di cambiamento, dal quale trarre insegnamenti futuri, orientato alla persona, alle sue esigenze in comunit\u00e0 nel proprio territorio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 fiducia. 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