{"id":1762,"date":"2017-03-27T07:07:44","date_gmt":"2017-03-27T05:07:44","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=1762"},"modified":"2017-03-27T07:07:44","modified_gmt":"2017-03-27T05:07:44","slug":"atei-nemmeno-gli-scimpanze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2017\/03\/27\/atei-nemmeno-gli-scimpanze\/","title":{"rendered":"Atei? Nemmeno gli scimpanz\u00e9\u2026"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2017\/03\/mentecuore.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1768\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2017\/03\/mentecuore-150x150.jpg\" alt=\"mentecuore\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026\u00a0<strong>aprire le orecchie e il cuore.<\/strong><\/p>\n<p>Possono essere molte e di vario tipo le considerazioni emergenti dopo la lettura di questo <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/scimpanz-immaginano-cos-laldil-e-fanno-funerale-ai-propri-1379211.html\" target=\"_blank\">articolo<\/a> e della ricerca a cui fa riferimento.<\/p>\n<p>La zoologia, in questo caso unitamente alla primatologia, procede nella sua ricerca scientifica anche con l\u2019intento di comprendere quali stili cognitivi esistono nel mondo animale, e dunque fa riferimento anche a noi, esseri umani. Il problema, come peraltro si evidenzia nell&#8217;articolo, \u00e8 chiedersi se studi di questo tipo danno i risultati attesi dagli stessi ricercatori o se le cose stanno in modo diverso. Penso che forse non lo sapremo mai, anche se lo sviluppo della tecnologia potr\u00e0 un giorno favorire le formulazioni di ipotesi sempre pi\u00f9 vicine alla realt\u00e0 del mondo animale. Vedremo che cosa accadr\u00e0.<\/p>\n<p>Intanto, mi preme per\u00f2 <strong>sottolineare<\/strong> in quale stato \u00e8 attualmente la nostra specie, rispetto al problema evidenziato nella ricerca, ossia nei confronti di atteggiamenti empatici, la morte e l&#8217;idea che possa esistere qualche cosa assimilabile ad un <em>sonno eterno<\/em>. Al di l\u00e0 della ritualizzazione dell&#8217;addio definitivo, il funerale, come primo atto cognitivo pubblico con il quale inizia l&#8217;elaborazione di un lutto, mi chiedo perch\u00e9 la nostra specie sente, anche se in alcuni e rari esponenti, il desiderio di risolvere il problema del dopo morte negando che possa esserci qualsiasi altra cosa.<\/p>\n<p>\u00c8 come negare (con la presunzione tipica di coloro che temono ci\u00f2 che negano, appunto\u2026) la necessit\u00e0 di rispondere all&#8217;evento naturale della morte con l&#8217;idea, legittima ed empatica, di ritrovare i propri affetti in un altro mondo. Che questo mondo sia dunque abitato da un Dio, grazie al quale tutto \u00e8 possibile, mi sembra legittimo pensarlo, oserei dire <em>zoo-logicamente naturale<\/em>. Ecco perch\u00e9, secondo me, la ragionevolezza atea \u00e8 espressione di individui empaticamente tristi nella loro valutazione del mondo affettivo.<\/p>\n<p>Una persona religiosa \u00e8 certamente pi\u00f9 <strong>intelligente<\/strong>, ed utilizzo il termine nella sua accezione etimologica, da <em>intus legere<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026\u00a0aprire le orecchie e il cuore. Possono essere molte e di vario tipo le considerazioni emergenti dopo la lettura di questo articolo e della ricerca a cui fa riferimento. La zoologia, in questo caso unitamente alla primatologia, procede nella sua ricerca scientifica anche con l\u2019intento di comprendere quali stili cognitivi esistono nel mondo animale, e dunque fa riferimento anche a noi, esseri umani. 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