{"id":1814,"date":"2017-05-05T08:16:29","date_gmt":"2017-05-05T06:16:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=1814"},"modified":"2017-05-05T08:16:29","modified_gmt":"2017-05-05T06:16:29","slug":"no-whatsapp-sei-fuori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2017\/05\/05\/no-whatsapp-sei-fuori\/","title":{"rendered":"No whatsapp? Sei fuori&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2017\/05\/attesa.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-1817 size-thumbnail\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2017\/05\/attesa-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>solidariet\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Ricevo molte lettere inviatemi dalle persone che leggono i miei articoli e spesso rispondo privatamente. Ne ho ricevuta una nella quale una madre mi racconta una conversazione avuta con il proprio figlio, tramite whatsapp. Ho chiesto alla signora di poter condividere con voi qualche frase che mi ha particolarmente colpito, inserendola in un mio discorso pi\u00f9 generale.<\/p>\n<p>\u201cComprendo certo il tuo bisogno di <strong>dormire<\/strong>, direi che cerco sempre di comprenderti. Almeno ci metto la buona volont\u00e0. Comprendo la difficolt\u00e0 tua di abitare una casa con un\u2019altra persona che non hai scelto e che per di pi\u00f9 \u00e8 tua madre, che per di pi\u00f9 ultimamente ha tanti problemi, senz\u2019altro troppi per te e per la tua \u201ccapienza\u201d. Spesso ultimamente ti ricordo il dover essere responsabili, da non confondere con il senso di colpa, che \u00e8 sempre un senso, che striscia dentro di noi come una serpe, a fronte di una responsabilit\u00e0 non percepita e non condivisa (&#8230;). \u00c8 vero che non si pu\u00f2 pretendere nulla nella vita. E soprattutto dai figli. Se qualcosa ti danno, lo danno per amore. Lo daranno per amore. Se loro stessi, come figli, sono stati trattati con amore. Spesso sono stata giudicata e descritta tanto malamente da non riconoscermi. Io per prima devo imparare ad amarmi per come sono&#8230; \u00c8 quando siamo deboli che siamo forti (\u2026)&#8221;.<\/p>\n<p>Quanto impegno. Quanti <strong>dubbi<\/strong>. Quante responsabilit\u00e0 per un genitore che, nonostante i mezzi siano cambiati e noi tutti stiamo cambiando, vuole stabilire un vero e proprio contatto con i propri figli attraverso le parole e non soltanto con silenzi empatici. Certo, ogni forma di empatia &#8211; meglio se emozionale e non solo cognitiva -, \u00e8 determinante per la relazione interpersonale, ma imparare a trovare le parole giuste (per ciascun interlocutore), che possano descrivere la propria interiorit\u00e0 e l\u2019esterno di s\u00e9 stessi, \u00e8 fortemente educativo.<\/p>\n<p>La semplicit\u00e0 del discorso \u00e8 fondamentale, come potete leggere in questi estratti della lettera. Il mio percepito \u00e8 che il vero requisito per il successo \u00e8 la <em>potenza<\/em>, ossia una sana gestione dell\u2019attesa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 solidariet\u00e0. Ricevo molte lettere inviatemi dalle persone che leggono i miei articoli e spesso rispondo privatamente. 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