{"id":1831,"date":"2017-05-18T07:03:58","date_gmt":"2017-05-18T05:03:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=1831"},"modified":"2017-05-18T11:23:17","modified_gmt":"2017-05-18T09:23:17","slug":"assassino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2017\/05\/18\/assassino\/","title":{"rendered":"Assassino"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2017\/05\/balena.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1834\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2017\/05\/balena-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>follia.<\/strong><\/p>\n<p>Questa non \u00e8 pi\u00f9 eclatante di altre, ma certo fa un certo <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/cronache\/blue-whale-gioco-dellorrore-arrivato-anche-italia-1397407.html\" target=\"_blank\">effetto<\/a>. Mi ricordo che quando ero adolescente le cose erano difficili anche per me, perch\u00e9 avevo qualche problema a propormi nel gruppo di amici che giocavano tutti i pomeriggi in piazza. Non mi piaceva il calcio, e non mi piace nemmeno oggi. Studiavo pianoforte, e conoscevo bene Chopin e Beethoven. Meno bene i cantanti degli amici e delle amiche. E poi, in discoteca andavo raramente, ma quando ci andavo mi divertivo molto. Stavo bene.<\/p>\n<p>Eppure, nell\u2019insieme, avevo <strong>difficolt\u00e0<\/strong> a stare con coetanei troppo sbrigativi nei giudizi, nelle soluzioni dei problemi, e nella valutazione degli altri. Mi sentivo solo, e rispetto a questi temi non avevo altra scelta che stare con persone pi\u00f9 grandi di me. E le avevo trovate. Certo, mi hanno insegnato molte cose, ma mi hanno anche costretto a fare scelte difficili, come quella di non frequentare coetanei insulsi e faticare sforzandomi di conoscere, dubitare e soprattutto chiedere.<\/p>\n<p>Eh, s\u00ec! Il trucco \u00e8 quello di chiedere aiuto alle persone giuste, saperle individuare e frequentarle, anche quando ci sentiamo lontani e inadeguati rispetto alla loro esperienza. Eppure, le storie di tutti noi sono molto simili, e si deve imparare, proprio durante l\u2019adolescenza, a stare assieme a quelle persone che ci motivano nel positivo, supportando anche la nostra eventuale tristezza, la solitudine, pi\u00f9 percepita che reale, e il naturale disorientamento.<\/p>\n<p>In questi casi non \u00e8 accaduto questo, perch\u00e9 questi <strong>ragazzi<\/strong> hanno incontrato un criminale. Erano gi\u00e0 depressi e soli di fronte ad uno schermo. E lo schermo rende soli, e induce a pensare che dietro esista quello che si desidera trovare. Anche quando conosciamo la realt\u00e0, ossia sappiamo che non esiste nulla di ci\u00f2 che immaginiamo, facciamo finta di niente e ci inganniamo.<\/p>\n<p>E vi sono coloro che giocano sui nostri stessi inganni, incitandoci al peggio. Genitori: state attenti, siate pi\u00f9 vicini ai vostri figli, anche andando incontro a scontri quotidiani, ma parlate, parlate e amateli con tutti i loro problemi. Non abbiamo altra via, credetemi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 follia. Questa non \u00e8 pi\u00f9 eclatante di altre, ma certo fa un certo effetto. Mi ricordo che quando ero adolescente le cose erano difficili anche per me, perch\u00e9 avevo qualche problema a propormi nel gruppo di amici che giocavano tutti i pomeriggi in piazza. Non mi piaceva il calcio, e non mi piace nemmeno oggi. Studiavo pianoforte, e conoscevo bene Chopin e Beethoven. Meno bene i cantanti degli amici e delle amiche. E poi, in discoteca andavo raramente, ma quando ci andavo mi divertivo molto. Stavo bene. 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