{"id":1856,"date":"2017-05-29T06:30:30","date_gmt":"2017-05-29T04:30:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=1856"},"modified":"2017-05-29T06:30:30","modified_gmt":"2017-05-29T04:30:30","slug":"pedofilo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2017\/05\/29\/pedofilo\/","title":{"rendered":"Pedofilo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2017\/05\/serpenti.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1861\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2017\/05\/serpenti-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>vacuit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>A volte le parole si sprecano. Si utilizzano per comunicare e purtroppo anche per formulare <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/cronache\/facebook-rovina-vita-io-non-sono-pedofilo-1396042.html\" target=\"_blank\">calunnie<\/a>.<\/p>\n<p>Parlare male del prossimo \u00e8 una pessima abitudine, ma finch\u00e9 si tratta di commenti da bar, come si suole dire, oppure chiacchiere da parrucchiere, il rischio \u00e8 una lite tra coniugi o tra amiche di quartiere. Gente comune, senza nessuna pretesa di farsi pubblicit\u00e0. Tutto inizia l\u00ec, e tutti finisce l\u00ec, il pi\u00f9 delle volte.<\/p>\n<p>Eppure, quando <strong><em>definiamo<\/em><\/strong> e <em>giudichiamo<\/em> il prossimo, e questo anche in ambiti privati o familiari, la scelta delle parole \u00e8 importante. Diventa importantissimo se parliamo pubblicamente, soprattutto nei Social. Rendere reale un pensiero e raccontare bugie per screditare qualcuno \u00e8 addirittura un reato. Senza parlare del \u201creato esistenziale\u201d che viene a configurasi, ancora pi\u00f9 pavido e vigliacco.<\/p>\n<p>Non ho mai capito il gusto che si pu\u00f2 provare a fare una cosa del genere. Sono <em>educato<\/em> e fiducioso verso il prossimo, e quindi non riesco ad immaginare cosa si provi ad assumere la posizione di \u201clurido calunniatore\u201d. Ma, in quest\u2019epoca storica, l\u2019anonimato ripercorre la funzione della maschera che il grande Oscar Wilde aveva perfettamente sintetizzato cos\u00ec: \u201cOgni uomo mente, ma dategli una maschera e dir\u00e0 la verit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Ecco che, allora, la <strong>calunnia<\/strong> \u00e8 una visione del mondo, una visione secondo la quale si pu\u00f2 dire tutto di tutti, a tutti, senza porsi la minima domanda sulla conseguenza delle proprie parole. E, in effetti, viviamo in un mondo dove sembra che nessuno pensi alle conseguenze di quello che dice, e tanto meno di quello che fa. E c\u2019\u00e8 un motivo, secondo me: la percezione generale di potersi permettere qualsiasi cosa, perch\u00e9 nessuno possiede pi\u00f9 regole interiorizzate di vita comune, e i media, come la politica, non conoscono pudore n\u00e9 vergogna. Pudore, vergogna, e direi anche imbarazzo, che alimentano azioni e pensieri impuniti anche dalle istituzioni che dovrebbero tutelare la privacy.<\/p>\n<p>La disperazione di questo ragazzo testimonia quanto sia grave la situazione, e in questo la presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, ha tutta la mia solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>E mi chiedo ancora, nonostante abbia pi\u00f9 sopra spiegato le motivazioni antropologico-mentali, come si possa compiere un\u2019azione di questa portata e come la si possa definire \u201cscherzo\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 vacuit\u00e0. A volte le parole si sprecano. Si utilizzano per comunicare e purtroppo anche per formulare calunnie. 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