{"id":2188,"date":"2017-11-16T08:17:48","date_gmt":"2017-11-16T06:17:48","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=2188"},"modified":"2017-11-16T08:17:48","modified_gmt":"2017-11-16T06:17:48","slug":"felici-e-cretini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2017\/11\/16\/felici-e-cretini\/","title":{"rendered":"Felici e cretini"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2017\/11\/felice-e-cretino.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2190\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2017\/11\/felice-e-cretino-150x150.jpg\" alt=\"felice e cretino\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c9 tutta questione di&#8230; <strong>realismo<\/strong>.<\/p>\n<p>Ormai \u00e8 quasi Natale, e dal punto di vista commerciale siamo alle battute centrali e fondamentali. Il \u201cmeglio\u201d dell\u2019evento si esprimer\u00e0 da qui al 24 dicembre.<\/p>\n<p>Facciamo per\u00f2 una pausa. Natale \u00e8 tante cose, indipendentemente dai credo religiosi di qualunque tipo. A Natale si fermano, per un giorno, anche le guerre (e basterebbe solo questo per far capire l\u2019assurdit\u00e0 di cosa sia una guerra, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia).<\/p>\n<p>Tra le tante sfaccettature del Natale, esiste il fare doni, acquistare qualcosa per donarlo ad altri, come esiste l\u2019aspetto commerciale, che non ha niente di male in s\u00e9, di questi tempi poi! In effetti, buona parte del fatturato annuo di un esercizio commerciale lo si fa da ottobre a dicembre (e anche qui, una qualche riflessione sarebbe da fare, ma anche questa \u00e8 un\u2019altra storia).<\/p>\n<p>Dal punto di vista antropologico-mentale, ci\u00f2 che \u00e8 significativo \u00e8 <em>l\u2019abitus<\/em> di cui si veste in questo periodo il cliente-acquirente. Gira la manopola del cervello in modalit\u00e0 <strong><em>spesa natalizia<\/em><\/strong>. Quindi,\u00a0 spegne i neuroni, buttandosi a capofitto in una specie di tour forzato, dove comprare qualunque cosa \u00e8 assolutamente necessario. O per s\u00e9, oppure per altri, \u00e8 importante che per\u00f2 non si pensi \u201ctroppo\u201d. In questo tour, si coinvolge tutta la famiglia con facilit\u00e0. I negozi sono aperti sempre, anche la domenica, quasi all\u2019infinito e probabilmente si potrebbe anche pensare di raddoppiare le domeniche durante questi mesi. Quale migliore occasione pubblica per scatenare musi, volti imbronciati, vere e proprie discussioni\/liti famigliari. Tutto in pubblico, cos\u00ec non si rischia di esagerare a casa, e l\u2019indomani mattina \u00e8 luned\u00ec. Si pu\u00f2 ritornare al lavoro ben scaricati. Non importa se durante queste liti\/discussioni si coinvolge il \u201cpovero\u201d personale del negozio, che sorride cercando di fare qualche battuta. Non importa se i commessi cercano di smussare e mitigare le barbarie aggressive e maleducate di questi individui frustrati.<\/p>\n<p>Nel tour, oltre a <strong>mariti<\/strong>, mogli, sorelle, fratelli, suocere e cugini, si portano anche i bambini: e che diamine, \u00e8 domenica! Ma tutti si annoiano a morte e cercano di attirare l\u2019attenzione come possono. I neonati strillano come aquile (prontamente ignorati, tanto strillano tutti), quelli pi\u00f9 grandicelli fanno capricci senza fine (e anche qui ci starebbe una riflessione), mettendo sottosopra tutto quello che possono. E, come normale di questi tempi, non \u00e8 il caso che uno dei due genitori si preoccupi, magari pensando di dire qualche cosa al figlio. No, lui vaga come se fosse un missile o Robocop, tra gli scaffali di un negozio. In fin dei conti, \u00e8 un giorno di festa, e che faccia pure tutto quello che vuole in libert\u00e0!<\/p>\n<p>In questa atmosfera, con una mente spappolata, si pu\u00f2 \u201carraffare\u201d la merce, contando a caso le persone a cui \u201cdonare\u201d (se di dono si tratta, quando acquistato in questo modo). E si prende \u201cquel qualcosa in pi\u00f9, sai per i presentini dell\u2019ultimo momento\u201d, senza dover pensare troppo, avendo ormai spento (gi\u00e0) il cervello da tempo.<\/p>\n<p>Intendiamoci, non sto <strong>demonizzando<\/strong> la parte commerciale del Natale! Io amo fare doni. Fare un regalo a qualcuno mi rende ancora pi\u00f9 felice che riceverlo! Ma scegliere un regalo, vuol dire pensare alla persona, vuol dire individuare la cosa giusta, vuole dire metterci quel pizzico di entusiasmo ed amore nella scelta, per piccola che sia. Vuol dire mettere un po\u2019 di s\u00e9 stessi in quell\u2019azione, e non \u00e8 possibile farla a cervello spento.<\/p>\n<p>Ma ci vogliono tutti cos\u00ec, felici e cretini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c9 tutta questione di&#8230; realismo. Ormai \u00e8 quasi Natale, e dal punto di vista commerciale siamo alle battute centrali e fondamentali. Il \u201cmeglio\u201d dell\u2019evento si esprimer\u00e0 da qui al 24 dicembre. Facciamo per\u00f2 una pausa. Natale \u00e8 tante cose, indipendentemente dai credo religiosi di qualunque tipo. A Natale si fermano, per un giorno, anche le guerre (e basterebbe solo questo per far capire l\u2019assurdit\u00e0 di cosa sia una guerra, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia). 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