{"id":2295,"date":"2018-03-22T06:51:21","date_gmt":"2018-03-22T04:51:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=2295"},"modified":"2018-03-22T06:51:21","modified_gmt":"2018-03-22T04:51:21","slug":"dammi-tre-parole-renzi-cuore-e-amore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2018\/03\/22\/dammi-tre-parole-renzi-cuore-e-amore\/","title":{"rendered":"Dammi tre parole: Renzi, cuore e amore\u2026"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2018\/03\/crisi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2300\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2018\/03\/crisi-150x150.jpg\" alt=\"crisi\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>E\u2019 tutta questione di\u2026 <strong>educare alla vergogna<\/strong>.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 serio, serissimo: il PD \u00e8 in crisi antropologico-esistenziale.<\/p>\n<p>Sono passati diciotto giorni da un voto politico che gli italiani attendevano per esprimere i loro (ri)sentimenti verso una intera classe politica. Al di l\u00e0 degli slogan, di scarso contenuto comunicativo, ancor prima che sociale, abbiamo assistito in questi anni a riforme etero dirette, con comportamenti <em>vintage<\/em> di chi si sente sottratto al giudizio altrui. Tutto questo ha prodotto ben poco o, per meglio dire, ha allargato la forbice della disparit\u00e0 sociale, ponendo una vera e propria pietra tombale sulla pazienza di chi quelle riforme e quei comportamenti li ha subiti.<\/p>\n<p>Sono passati diciotto giorni e il risultato elettorale ci ha consegnato un\u2019Italia diversa. Condivisibile? Non condivisibile? Non importa. Ci\u00f2 di cui tutti siamo chiamati a renderci conto \u00e8 che oggi, 22 marzo 2018, ci troviamo in un\u2019Italia diversa. La riforma elettorale ha sortito l\u2019effetto del tripolarismo, cosicch\u00e9 nessun partito o movimento \u00e8 in grado di formare, da solo, un governo. Per questo la situazione \u00e8 labile, molto. Soprattutto ora, che il <strong>Quirinale<\/strong> ha fatto conoscere l\u2019indisponibilit\u00e0 del Presidente Mattarella a governi a tempo, ad un \u201cGentiloni bis\u201d e ad un suo ruolo come \u201csuggeritore\u201d. Ora, tutti i capi di partito\u00a0 sono presi dal verificare l\u2019esistenza di punti di convergenza tra una forza politica e l\u2019altra, e sono tutti intenti a verificare possibili alleanze od appoggi esterni.<\/p>\n<p>Tutti, nessuno escluso? Anzi no. Tutti, tranne il PD che, totemizzata la posizione renziana, imbavagliate le istanze della corrente \u201cemiliana\u201d e guardata in tralice l\u2019adesione di Calenda (si permetter\u00e0 per caso di proporsi come nuovo Segretario?), si \u00e8 velocemente messo all\u2019opposizione. \u00c8 troppo occupato nel suo ultimo e catartico compito, importantissimo in questo momento: la psicanalisi della sua crisi politica e partitica.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha velocemente bisogno di un nocchiere perch\u00e9 le politiche del lavoro premono, la giustizia preme, la sanit\u00e0 preme, l\u2019Europa preme e il PD si stende sul lettino del suo 19% per \u201c<a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/ora-volano-stracci-nel-pd-referendum-su-m5s-1507112.html\" target=\"_blank\">interrogarsi sul suo futuro<\/a>\u201d. In realt\u00e0 non c\u2019\u00e8 molto da interrogarsi.<\/p>\n<p>Abbiamo semplicemente assistito all\u2019ennesimo caso di <strong>personalismo <\/strong>renziano, all\u2019empireo in cui la dirigenza del partito ha preso albergo, scollandosi dal proprio elettorato storico, dalle periferie, dai lavoratori nelle grandi imprese globalizzate. Con un avvicinamento ai centri di aggregazione economica e finanziaria del potere (leggi: Marchionne &amp; C. e sistema bancario), parole spese prima della sconfitta referendaria e puntualmente disattese, nonostante il rovinoso risultato del 4 dicembre 2016. Su cosa vogliono interrogarsi ancora? Non sono in grado di dare una risposta? Potrebbero andare a lezione dalla ex Ministra Fedeli. Per\u00f2, le parole, come diceva il buon Michele Apicella \u201cbisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!\u201d, quelle giuste, le si devono trovare nel cervello, prima di trasferirle alla bocca. A volte, \u00e8 persino meglio negare questo trasferimento.<\/p>\n<p>Peccato che, nel metodo e nel merito, il PD sia rimasto fermo al 1989. A distanza di 29 anni, cerca ancora le parole giuste per analizzare la sua malattia: la mancanza di senso nella sua stessa storia. Attendiamo fiduciosi. Io sono un antropologo, e della mente, quindi sono abituato a pensare in termini di millenni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E\u2019 tutta questione di\u2026 educare alla vergogna. Il problema \u00e8 serio, serissimo: il PD \u00e8 in crisi antropologico-esistenziale. Sono passati diciotto giorni da un voto politico che gli italiani attendevano per esprimere i loro (ri)sentimenti verso una intera classe politica. Al di l\u00e0 degli slogan, di scarso contenuto comunicativo, ancor prima che sociale, abbiamo assistito in questi anni a riforme etero dirette, con comportamenti vintage di chi si sente sottratto al giudizio altrui. 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