{"id":2368,"date":"2018-04-26T06:39:53","date_gmt":"2018-04-26T04:39:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=2368"},"modified":"2018-04-26T06:39:53","modified_gmt":"2018-04-26T04:39:53","slug":"madri-e-figli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2018\/04\/26\/madri-e-figli\/","title":{"rendered":"Madri e figli"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2018\/04\/speranza.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2371\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2018\/04\/speranza-150x150.jpg\" alt=\"speranza\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>unione<\/strong>.<\/p>\n<p>Oggi, una giustizia lentissima legata a indagini lentissime, ci consegna un <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/cronache\/delitto-macchi-ergastolo-stefano-binda-1519002.html\" target=\"_blank\">colpevole<\/a>.<\/p>\n<p>Perdere un figlio e sapere che le sue ultime ore di vita sono state segnate dalla violazione del suo corpo. Dalla brutalit\u00e0 di impetuose coltellate. \u00c8 qualcosa che, al solo pensarci, annichilisce la mente. Qualcosa che distorce permanentemente la visione della propria vita, a meno che non intervenga una fede incrollabile e personale.<\/p>\n<p>La mamma di Lidia ha vissuto tutto ci\u00f2 non solo una volta, ma ininterrottamente, per ben trentuno anni. Trentuno anni sono tanti; sono oltre <strong>11.300<\/strong> giorni. In ognuno di essi questa donna \u00e8 vissuta (perch\u00e9 di dolore si pu\u00f2 impazzire, anche se raramente si muore ) nell\u2019attesa di conoscere chi fosse l\u2019assassino della sua giovanissima figlia. Ha vissuto nell\u2019angoscia dell\u2019attesa di ogni pi\u00f9 piccola novit\u00e0 nelle indagini, con sospetti successivamente rivelatisi estranei ai fatti. E cos\u00ec \u00e8 trascorsa la vita di questa mamma: nell\u2019ansia del tempo che passa, in un\u2019altalena di sospetti, indizi, attese e frustrazione.<\/p>\n<p>11.300 giorni.<\/p>\n<p>Mi chiedo: \u201cCi si pu\u00f2 rassegnare vedendo che il tempo passa senza risultati\u201d? Penso di no, specialmente quando parliamo di un figlio. Un figlio non lo si dimentica e, nella maggior parte dei casi, i giorni passano tenendo desta la fiamma dell\u2019odio per il carnefice, a cui si vorrebbe dare un volto. Con la segreta speranza di restituire, almeno in parte, il dolore che ha inferto.<\/p>\n<p>Eppure, ho parlato di fede. Anche la <strong>Provvidenza <\/strong>\u00e8 una sua espressione, ed opera in tanti e segreti modi. Ci saremmo attesi che la mamma di Lidia reagisse dando sfogo a quei sentimenti rabbiosi che, sicuramente, deve aver provato trovandosi di fronte al condannato. Eppure, questa donna ha sorpreso tutti noi, inaspettatamente. \u201cDa una parte sono contenta, dall\u2019altra penso a una mamma che si trova con un figlio in una situazione cos\u00ec, io l\u2019ho persa ma anche lei\u201d. Queste sono state le parole della mamma di Lidia. Parole di una donna che, pur straziata nella sua stessa carne, riesce a provare compassione e comprensione per la causa di tanto strazio.<\/p>\n<p>La misericordia non \u00e8 comune e, il pi\u00f9 delle volte, non \u00e8 di pertinenza umana.<\/p>\n<p>Questo ci annichilisce, ma riempie il nostro cuore di speranza umana, laica. Perch\u00e9 oltre alla fede, che \u00e8 comunque un dono, bisogna predisporci ad accettare tutto ci\u00f2 che il nostro intuito e la nostra logica definisce razionale e sano.<\/p>\n<p>E forse, siamo migliori quando non siamo affatto normali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 unione. 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