{"id":2382,"date":"2018-05-03T07:23:32","date_gmt":"2018-05-03T05:23:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=2382"},"modified":"2018-05-03T07:23:32","modified_gmt":"2018-05-03T05:23:32","slug":"ultimo-viaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2018\/05\/03\/ultimo-viaggio\/","title":{"rendered":"Ultimo viaggio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2018\/05\/fermareiltempo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2387\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2018\/05\/fermareiltempo-150x150.jpg\" alt=\"fermareiltempo\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2018\/05\/fermareiltempo-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2018\/05\/fermareiltempo-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2018\/05\/fermareiltempo.jpg 538w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>Tutta questione di\u2026 <strong>disallineamento<\/strong>.<\/p>\n<p>Ricordiamo tutti i vivaci dibattiti precedenti l\u2019emanazione della legge sul biotestamento. Ricordiamo anche quanta esultanza all\u2019indomani della sua promulgazione. Bene, dimentichiamoci tutto. E non perch\u00e9 sia acqua passata, ma perch\u00e9 la morte non \u00e8 pi\u00f9 un fatto del quale si debba o si possa discutere in pubblico. Non serve a nulla parlarne in sedi politiche pi\u00f9 o meno decentrate, in parrocchia o in Vaticano, dal parrucchiere o in Parlamento.<\/p>\n<p>Da qualche giorno, un medico australiano di nome Philip Nitschke ha immesso nel mercato una <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.com\/entry\/sarco-death-philip-nitschke_us_5abbb574e4b03e2a5c7853ca\" target=\"_blank\">macchina<\/a> acquistabile on line, oppure producibile in autonomia con una semplice stampante 3D, grazie alla quale ogni persona pu\u00f2 praticare l\u2019eutanasia su se stessa, senza ricorre all\u2019aiuto di qualcuno. \u201cSarco\u201d \u2013 il nome della macchina, abbreviativo di <em>sarcofago<\/em> \u2013 \u00e8 maneggevole, di ottimo design, di scarso ingombro e funziona in modo semplice: basta sedersi all\u2019interno dell\u2019abitacolo, chiuderlo, ed aprire la valvola che insuffla azoto. La morte \u00e8 abbastanza rapida. Anche indolore, perch\u00e9 preceduta dallo stato di ebbrezza tipico della mancanza di ossigeno.<\/p>\n<p>Verrebbe da pensare che, magari, \u00e8 riservata a coloro che si trovano in stato di terminalit\u00e0. No, assolutamente no. Compiuti cinquanta anni, chiunque pu\u00f2 comprarla compresi gli esseri umani sani. S\u00ec, avete letto bene, ho scritto \u201csani\u201d. Certo, forse dovremmo discutere pi\u00f9 diffusamente su quale tipo di <em>sanit\u00e0 mentale<\/em> la nostra societ\u00e0 occidentale sta producendo, alimentando e dunque utilizzando per i propri scopi commerciali. Perch\u00e9 una <strong>macchina<\/strong> simile, di cui evidentemente si sentiva la necessit\u00e0? Non lasciare che sia il Padreterno, oppure il caso, a decidere il \u201cquando\u201d ed il \u201ccome\u201d chiudere il nostro ciclo vitale, ma rimettere questa decisione alla auto-determinazione privata di ciascuno di noi. La conquista di un ulteriore, ultimo, spazio di libert\u00e0.<\/p>\n<p>Eppure, non ho nessuna intenzione di demonizzare il dott. Nitschke. Al contrario, egli ha fatto quello che qualunque bravo imprenditore deve fare, ossia intercettare le richieste del mercato e fornire i beni ed i servizi che il mercato chiede. Accade sempre cos\u00ec, dalla notte dei tempi: si propone, oppure si inventa, qualcosa che nelle sue parti essenziali \u00e8 comunque gi\u00e0 presente nel mondo come richiesta. Antico rapporto fra domanda e offerta. Tutto qui. Semplicemente.<\/p>\n<p>Per\u00f2, dal mio punto di vista, antropologico-mentale, la questione \u00e8 altra. Siamo in presenza di un mercato regolato da individui che ritengono di poter decidere, in via assolutamente autonoma, l\u2019ora ed il minuto in cui morire. La morte non \u00e8 pi\u00f9 un fatto che riguarda una comunit\u00e0 familiare, amicale, sociale. Non \u00e8 pi\u00f9 terreno di discussione, di opinione, magari di\u00a0 scontro ma pur sempre di confronto tra simili. L\u2019aborto verso se stessi, perch\u00e9 di questo si tratta, diventa possibile in qualsiasi momento, giustificato dalla sua semplice <strong>esistenza<\/strong> come espressione individuale. Insomma, sempre pi\u00f9 soli, emarginati anche rispetto ai propri bisogni vitali di comunicazione, di affetto.<\/p>\n<p>Quando si riesce a sottrarre una qualsiasi questione umana, in questo caso la questione \u201cmorte\u201d, alla verbalizzazione e allo scambio intellettuale, l\u2019autoreferenzialit\u00e0 umana diventa un vero e proprio mito. Anzi, finalmente diventiamo dio. Ognuno di noi pu\u00f2 decidere di premere il pulsante dell\u2019azoto chiudendo cos\u00ec ogni discussione al riguardo.<\/p>\n<p>Ora, una sola domanda: siamo davvero certi che questo livello di autarchia personale\u00a0 corrisponda a un reale progresso umano?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Tutta questione di\u2026 disallineamento. Ricordiamo tutti i vivaci dibattiti precedenti l\u2019emanazione della legge sul biotestamento. Ricordiamo anche quanta esultanza all\u2019indomani della sua promulgazione. Bene, dimentichiamoci tutto. E non perch\u00e9 sia acqua passata, ma perch\u00e9 la morte non \u00e8 pi\u00f9 un fatto del quale si debba o si possa discutere in pubblico. Non serve a nulla parlarne in sedi politiche pi\u00f9 o meno decentrate, in parrocchia o in Vaticano, dal parrucchiere o in Parlamento. 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