{"id":2404,"date":"2018-05-14T07:20:55","date_gmt":"2018-05-14T05:20:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=2404"},"modified":"2018-05-14T07:20:55","modified_gmt":"2018-05-14T05:20:55","slug":"sesso-per-immigrati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2018\/05\/14\/sesso-per-immigrati\/","title":{"rendered":"Sesso per immigrati"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2018\/05\/integrazione.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2408\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2018\/05\/integrazione-150x150.jpg\" alt=\"integrazione\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di&#8230; <strong>precisione<\/strong>.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che il mondo sta cambiando. A grandissima velocit\u00e0. Con un\u2019accelerazione superiore alla nostra capacit\u00e0 mentale di capirla, sopportarla e metabolizzarla. Anche i pi\u00f9 recalcitranti vedono che i flussi migratori si trasformano velocemente in nuclei sociali e culturali. Una migrazione solo temporanea, che diventa stanziale e vita nazionale.<\/p>\n<p>In ogni Stato Europeo, almeno in quelli interessati dall\u2019ondata migratoria, si stanno formando nuove collettivit\u00e0 culturali. Comunit\u00e0 in pace, non sempre in guerra con gli indigeni europei e che cercano, anche se a fatica, un\u2019integrazione reciproca. E non pu\u00f2 essere diversamente. La vita, anche se prevede la morte, \u00e8 pi\u00f9 potente di qualsiasi \u201cfine\u201d. La vita sorpassa e supera qualsiasi difficolt\u00e0 della vita quotidiana. E quando non vi riesce, ci dispiace,\u00a0 ma ci adeguiamo al mistero delle cose di questo mondo.<\/p>\n<p>Gli affetti (che accadono spesso malgrado noi) non hanno colore esteriore, mentre colorano gli animi di chi li vive. Lo <strong>vediamo<\/strong> tutti i giorni. Andiamo a comperare il pane e ci accorgiamo che, davanti al banco, ci siamo noi ma c\u2019\u00e8 anche la donna musulmana che indossa il suo chador, l\u2019uomo di colore, il bambino cinese, lo studente Erasmus, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Siamo di fronte, anzi, siamo immersi, in un naturale scorrere di giornate in cui diventa necessario integrarsi con \u201ci nuovi arrivati\u201d, insegnando anche a loro come inserirsi nella nuova realt\u00e0 in cui si trovano. La Svezia lo ha apertamente scelto. Lo ha anche fatto in un campo che, per noi mediterranei, \u00e8 assolutamente minato, ovvero quello dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/svezia-laccoglienza-letto-sesso-spiegato-ai-migranti-1523066.html\" target=\"_blank\">educazione<\/a> sessuale.<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa \u00e8 fortemente lungimirante. Il divario culturale tra la societ\u00e0 svedese e quella dei paesi di provenienza degli immigrati si manifesta particolarmente nell\u2019ambito della concezione della donna, e quindi del suo rapporto con l\u2019uomo. In una societ\u00e0 in cui sia la femmina che il maschio sono educati e formati all\u2019acquisizione della propria consapevolezza, quindi anche delle proprie prerogative sessuali e comportamentali, \u00e8 legittimo investire per mantenere il proprio assetto sociale, la propria formazione intellettuale.<\/p>\n<p>Accoglienza s\u00ec, ma chi \u00e8 accolto deve acquisire coscienza di trovarsi in uno Stato in cui gli usi ed i costumi hanno una matrice ed uno sviluppo propri e spesso molto differenti dai suoi. Anche cos\u00ec si pu\u00f2 stimolare una pacifica convivenza. Proprio tra esseri umani appartenenti a culture diverse, attraverso l\u2019assimilazione dei valori del Paese di accoglienza. Compresi i <strong><em>valori sessuali<\/em><\/strong>, dal momento che i comportamenti che ogni essere umano assume in questo ambito hanno inevitabili ricadute sull\u2019integrit\u00e0 psicofisica altrui, sulla cultura in generale.<\/p>\n<p>Non si tratta dunque di nazionalismo, ma di una politica di prevenzione.<\/p>\n<p>Anche se nel nostro immaginario collettivo la Svezia ha sempre rappresentato il luogo della grande emancipazione e libert\u00e0 di costumi; anche se il messaggio di cui trattiamo \u00e8 costruito in una forma comunicativa \u201csoft\u201d, insegnare ad un musulmano il \u201csesso alla svedese\u201d non significa prospettargli pratiche piacevoli. Al contrario. Significa comunicargli ufficialmente l\u2019intollerabilit\u00e0, da parte dello Stato, di atteggiamenti che non considerino il rispetto della donna (o, pi\u00f9 in generale, del partner) punto qualificante del rapporto sessuale.<\/p>\n<p>Significa <strong>demarcare<\/strong> il limite tra consenso e prevaricazione, tra legalmente ammesso e punito.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9, nel valutare questa iniziativa, direi che potremmo lasciar fuori il moralismo che fa molto vintage e plaudere a quella che \u00e8 una vera e propria forma di protezione culturale e giuridica. In effetti, trovo encomiabile che si educhino gli ospiti stranieri, futuri e probabili cittadini svedesi, all\u2019esercizio di una sessualit\u00e0 che tende a garantire rispetto, attenzione e stima agli esseri umani.<\/p>\n<p>Soprattutto nella sessualit\u00e0, direi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di&#8230; precisione. La verit\u00e0 \u00e8 che il mondo sta cambiando. 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