{"id":2510,"date":"2018-08-02T06:49:52","date_gmt":"2018-08-02T04:49:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=2510"},"modified":"2018-08-02T06:49:52","modified_gmt":"2018-08-02T04:49:52","slug":"finiremo-cosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2018\/08\/02\/finiremo-cosi\/","title":{"rendered":"Finiremo cos\u00ec?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2018\/08\/Fine-vita.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2511\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2018\/08\/Fine-vita-150x150.jpg\" alt=\"Fine vita\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026\u00a0<strong><span style=\"color: #000000\">miseria<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p>Da qualche giorno, noi italiani abbiano un motivo importante per sentirci una spanna (ed anche pi\u00f9) avanti rispetto alla tanto amata genialit\u00e0 nord europea.<\/p>\n<p>Con una sua recentissima <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/svolta-inglese-fine-vita-pi-facile-1560091.html\">pronuncia<\/a>, la Corte Suprema Britannica ha stabilito che \u00e8 sufficiente la convergenza di intenti tra equipe medica e familiari di un paziente, per interrompere anche la somministrazione delle sostanze nutritive che lo tengono in vita. Non c\u2019\u00e8 che dire! Un capolavoro ornamentale del diritto e dell\u2019etica che, sotto le mentite spoglie della tutela della qualit\u00e0 della vita del malato, consente anche (o soprattutto?) di fare cassa allo Stato.<\/p>\n<p>Eh s\u00ec! Perch\u00e9 pare che la sanit\u00e0 britannica non possa pi\u00f9 sostenere i costi di lungodegenza, durante i lunghissimi e numerosissimi contenziosi sul fine-vita dei pazienti ai quali si vorrebbe \u201cstaccare la spina\u201d. D\u2019altro canto, la Brexit ha un costo esorbitante e, da qualche parte, bisogna cominciare a risparmiare. Quale migliore campo se non quello delle vite umane ormai non pi\u00f9 utili a nessuno, nemmeno a se stesse?<\/p>\n<p>Ho gi\u00e0 espresso la mia opinione di uomo di scienza ed anche di fede in occasione della sorte inflitta al piccolo Alfie.Tuttavia, stavolta desidero evidenziare un altro aspetto della questione, che si <strong>manifesta<\/strong> solo con questa pronuncia della Corte.<\/p>\n<p>Nell\u2019onest\u00e0 intellettuale che tento di mantenere, dobbiamo evitare ogni forma di talebana cecit\u00e0 dinanzi al fatto che molte persone preferiscono porre fine alla propria vita, anzich\u00e9 portarne avanti una in stato vegetativo. Di solito, queste persone sostengono che il valore \u201cUomo\u201d si estrinseca soltanto finch\u00e9 quell\u2019uomo gode di un livello di dignit\u00e0 personale accettabile, anche nella malattia. E quando questo livello base di dignit\u00e0 viene meno, allora \u00e8 giusto che la persona possa autodeterminarsi come desidera.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un \u201cma\u201d. Ed \u00e8 relativo a quei casi in cui il paziente si trova in condizioni di incoscienza.<\/p>\n<p>Se non ha preventivamente espresso in maniera certa ed inequivocabile la propria volont\u00e0 di porre termine alla propria vita, come pu\u00f2, la legge, consentire che quella volont\u00e0 mancante possa essere surrogata da un accordo raggiunto tra un team medico ed i familiari del malato? \u00c8 un concetto aberrante sul piano giuridico prima ancora che etico perch\u00e9, in buona sostanza, si contravviene al principio, che vale in ogni sistema normativo non dittatoriale, per cui il singolo ha diritto ad autodeterminarsi. Infatti, ogni singolo uomo, nell\u2019esercizio delle proprie abilit\u00e0 <strong>cognitive<\/strong> essenziali, \u00e8 dotato di coscienza (e, quindi, di capacit\u00e0 rappresentativa degli eventi ) e di volont\u00e0 (ossia, di capacit\u00e0 di porre in essere atti idonei al perseguimento di un qualsiasi evento).<\/p>\n<p>Ed allora, sebbene non ne ritenga condivisibile l\u2019impostazione ideologica di fondo, mi sento felice di appartenere ad uno Stato che non ha lasciato queste decisioni, in frangenti tanto delicati, a un cumulo di cervelli che ragionano (e il termine \u00e8 esagerato, lo so !) sul destino finale della cotenna altrui. E\u2019 senz\u2019altro una legge imperfetta, a tratti claudicante e non felice nelle espressioni, ma, almeno, quella sul testamento biologico \u00e8 demandata alla volont\u00e0 di ciascuno di noi di disporre del proprio fine vita.<\/p>\n<p>Non siamo obbligati a farlo, ma, se vogliamo, abbiamo lo strumento giuridico per esprimere i nostri desiderata, cosicch\u00e9 ogni trattamento da effettuarsi nelle fasi terminali della nostra vita, soprattutto se in stato di <span style=\"color: #ff00ff\">incoscienza<\/span>, \u00e8 frutto di un nostro personalissimo atto di autodeterminazione. Non \u00e8 affidato ad alcuno, ma \u00e8 manifestato in forma espressa (non tacita o presunta) e consegnato all\u2019autorit\u00e0 pubblica, che lo raccoglie e lo conserva secondo le regola di tenuta degli atti pubblici.<\/p>\n<p>Vogliamo mettere a confronto le due visioni, la nostra e quella tanto democratica inglese? Due concezioni assolutamente imparagonabili, per levatura etica e civilt\u00e0 giuridica. Accade sempre pi\u00f9 spesso che noi italiani ci dimostriamo degni eredi della nostra grande storia e tradizione civile.<\/p>\n<p>E sono occasioni, queste, di indubbia fierezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026\u00a0miseria. Da qualche giorno, noi italiani abbiano un motivo importante per sentirci una spanna (ed anche pi\u00f9) avanti rispetto alla tanto amata genialit\u00e0 nord europea. Con una sua recentissima pronuncia, la Corte Suprema Britannica ha stabilito che \u00e8 sufficiente la convergenza di intenti tra equipe medica e familiari di un paziente, per interrompere anche la somministrazione delle sostanze nutritive che lo tengono in vita. Non c\u2019\u00e8 che dire! Un capolavoro ornamentale del diritto e dell\u2019etica che, sotto le mentite spoglie della tutela della qualit\u00e0 della vita del malato, consente anche (o soprattutto?) di fare cassa allo Stato. 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