{"id":2571,"date":"2018-10-04T08:41:11","date_gmt":"2018-10-04T06:41:11","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=2571"},"modified":"2018-10-04T08:41:11","modified_gmt":"2018-10-04T06:41:11","slug":"cortese-lettera-a-salvini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2018\/10\/04\/cortese-lettera-a-salvini\/","title":{"rendered":"Cortese lettera a Salvini"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2018\/10\/Ministro-Salvini.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2572\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2018\/10\/Ministro-Salvini-150x150.jpg\" alt=\"Ministro Salvini\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>semplicit\u00e0 universale<\/strong>.<\/p>\n<p>Al termine di un viaggio estenuante, i cinquantotto migranti a bordo della <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/cronache\/sono-sbarcati-malta-i-58-migranti-dellaquarius-1582518.html\">Aquarius<\/a> sono stati sbarcati a Malta, in base ad un accordo di\u00a0 distribuzione tra Francia, Spagna, Germania e Portogallo. L\u2019ennesimo sbarco, deciso al termine dell\u2019ennesimo ping pong tra Stati, in merito a chi, tra Francia, Spagna, etc., dovesse aprire i propri porti. Nessuna novit\u00e0, la storia \u00e8 sempre la medesima. Tuttavia, senza che l\u2019ultima vicenda legata alla Aquarius abbia sollevato questioni o tematiche sostanzialmente diverse dalle analoghe e precedenti vicende che abbiamo vissuto durante l\u2019estate 2018, l\u2019aspetto meramente antropologico della questione \u201cimmigrazione\u201d impone una riflessione.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff00ff\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">Sottolineo<\/span><\/strong> <\/span>che si tratta di una serie di osservazioni che scrivo secondo l\u2019ottica strettamente antropologica.<\/p>\n<p>Non scopriamo alcun arcano dicendo che i primati non umani (le scimmie, per intenderci) sono i nostri progenitori nella linea evolutiva. Le analisi sulla sequenza genetica hanno dimostrato che l\u2019<em>Homo Sapiens sapiens, <\/em>e moderno, condivide il 99% del proprio DNA con gli <strong>scimpanz\u00e9<\/strong> ed i Bonobo. Secondo la suggestione poetica di Ramachandran (uno dei massimi neuroscienziati viventi)\u00a0 \u201c(&#8230;) noi esseri umani siamo primati (&#8230;), e oltre a tutto siamo qualcosa unico, inedito, trascendente (&#8230;). Qualunque scimmia pu\u00f2 tendere la mano verso una banana, ma solo l\u2019Uomo pu\u00f2 tenderla verso le stelle\u201d.<\/p>\n<p>Quando abbiamo iniziato il viaggio verso la nostra unicit\u00e0 che ci porta a tendere la mano verso le stelle? Tra i tredici ed i sette milioni di anni fa, ovvero allorch\u00e9 nel Rift Africano si verific\u00f2 e svilupp\u00f2 il ramo filogenetico dei cosiddetti <em>Hominidae<\/em>. Il successivo periodo evolutivo, che va dai 6 milioni ai 200.000 anni fa, ha visto <strong>venire<\/strong> alla luce la specie <em>Homo<\/em> che, anche grazie ad ibridazioni succedutesi nel tempo, si \u00e8 evoluta nella specie <em>Homo Sapiens<\/em>, i cui resti pi\u00f9 antichi, risalenti a 195.000 anni fa, sono stati rinvenuti in Etiopia (mi riferisco all\u2019<em>Uomo di Kibish<\/em>, appunto l\u2019attuale Etiopia).<\/p>\n<p>Le ricerche genetiche e quelle fossili ci rivelano una realt\u00e0 scientifica alla quale nessuno si pu\u00f2 sottrarre: il percorso antropogenetico che ha condotto all\u2019<em>Homo Sapiens <\/em>\u00e8 avvenuto e si \u00e8 consumato in Africa. \u00c8 in Africa (particolarmente nelle zone corrispondenti agli attuali Congo e Sudafrica) che l\u2019essere umano ha sviluppato le sue prime tecnologie, vale a dire gli strumenti per <strong>cacciare<\/strong> e pescare. Poi, per ragioni non ancora ben note, a partire da circa 120.000 anni fa iniziarono le diaspore dell\u2019<em>Homo Sapiens<\/em>. Ne parlo al plurale perch\u00e9 si verificarono migrazioni di <em>Homo sapiens<\/em> in Eurasia, in Oceania, nella Cina meridionale e centrale e, naturalmente, in Europa. Tutto questo, secondo la teoria unilineare dell\u2019evoluzione umana, in contrasto con quella multilineare.<\/p>\n<p>In entrambi i casi, tanto se aderiamo alla teoria monolineare oppure a quella multilineare, gli europei, di qualunque tempo, nel loro sviluppo evolutivo intellettivo, intellettuale, tecnologico, etc, devono molto alle diverse contaminazioni che hanno affrontato durante le diverse (anche africane) ondate migratorie. Gli stessi europei si sono spostati e continuano a farlo. Esattamente come ai giorni nostri (indipendentemente dalle <strong>situazioni<\/strong> politiche, che possiamo considerare tali anche nella preistoria&#8230;), anche allora intere masse di popolazioni provenienti da ogni dove del continente africano si sono spostate in Europa.<\/p>\n<p>Ma vi sono due sostanziali differenze tra la diaspora risalente a 60.000 anni fa e quella attuale.<\/p>\n<p>In primo luogo, in quell\u2019epoca non vi erano differenze etniche umane, bens\u00ec soltanto differenze tra la specie umana e quella animale. In seconda istanza, ogni angolo raggiungibile di qualunque continente, faceva parte di un unicum geologico costituito dalle terre emerse. In altre parole, l\u2019umanit\u00e0 allora esistente si spostava su un luogo fisico terrestre, appannaggio di qualunque forma di vita vi si trovasse ad esistere. Oggi, invece, viviamo immersi nella <strong><em>concettualizzazione<\/em><\/strong> dell\u2019etnia, del colore, delle differenze culturali, dei confini di uno Stato che non sempre coincidono con quelli di una Nazione.<\/p>\n<p>Tuttavia, osservando il fenomeno delle ondate migratorie da un punto di vista strettamente antropologico (dove l\u2019antropologo ragiona sia nell\u2019ordine di \u00e8re geologiche,\u00a0 non di secoli o millenni, e men che meno di giorni, sia mantenendo il focus sull\u2019umanit\u00e0 e non sull\u2019Uomo come individuo), non v\u2019\u00e8 alcuna differenza tra l\u2019esodo dell\u2019<em>Homo<\/em> <em>Sapiens<\/em> e quello dell\u2019<em>Homo Sapiens sapiens<\/em> a bordo dell\u2019Aquarius. Anche allora, come oggi vi saranno stati speculatori, motivatori, <strong>affaristi<\/strong> ed altra genia di individui poco raccomandabili. Ed anche allora, alcuni altri individui si saranno adattati a questa genia di individui per cambiare il loro stato di vita. Non lo sapremo mai, ma l\u2019umanit\u00e0, per quanto riguarda il peggio di se stessa, non mi sembra evoluta fortemente verso il meglio, tranne qualche sacca silenziosa di brave persone, comunque indispensabili.<\/p>\n<p>Sessantamila anni fa l\u2019Europa era un continente privo di traccia dell\u2019<em>Homo Sapiens<\/em>. Oggi, l\u2019Europa si trova nella condizione sociale ed antropologica di regresso delle natalit\u00e0, il che significa che noi europei ci stiamo <strong>estinguendo<\/strong>. Sessantamila anni fa la terra non era suddivisa in Stati e Nazioni. Era una propriet\u00e0 comune alla specie umana.<\/p>\n<p>Oggi la terra \u00e8 suddivisa in aree geografiche, politicamente ed istituzionalmente identificate, ma\u2026 possiamo veramente sostenere che gli esseri umani di cittadinanza italiana siano proprietari esclusivi della terra emersa corrispondente all\u2019area geografica denominata \u201cItalia\u201d, oppure che tale diritto di propriet\u00e0 insista naturalmente allo Stato Italiano?<\/p>\n<p>La risposta \u00e8: <span style=\"color: #ff00ff\">forse \u201cno\u201d<\/span>.<\/p>\n<p>Nessun esemplare di <em>Homo Sapiens sapiens, <\/em>e nessun ente politico istituzionalmente <strong>organizzato<\/strong> \u00e8 proprietario di alcuna parte di terra emersa cos\u00ec come delle masse d\u2019acqua in stato liquido o solido. Con questo, certamente, non intendo dire che un antropologo della mente possa essere fautore di immigrazioni incontrollate. Gli Stati esistono, le Nazioni anche e le Organizzazioni sovranazionali pure. E ci\u00f2 basta ed avanza perch\u00e9 il fenomeno migratorio debba essere regolamentato, come gli uomini di allora avranno trovato il modo di regolamentare loro stessi in questo stesso fenomeno.<\/p>\n<p>Ma, certamente, occorre che, nel normare l\u2019accoglienza e soprattutto l\u2019integrazione, i Premier, i Capi di Stato ed ogni altra carica istituzionale sovranazionale alla guida dell\u2019Europa, tengano conto che senza <em>Homo Sapiens<\/em> provenienti dall\u2019Africa, la civilt\u00e0 europea non sarebbe mai esistita. Con buona pace dell\u2019Impero romano, delle <strong>Relig<\/strong><strong>i<\/strong><strong>oni<\/strong> monoteiste, del Medioevo, del Rinascimento, dell\u2019Illuminismo, della Rivoluzione Industriale, dei regimi totalitari e delle grandi democrazie occidentali. Forse, dovremmo scegliere di comportarci, nei confronti del diritto di un essere umano ad appoggiare i propri piedi su una porzione del nostro pianeta, avendo ben presente che di tutto possiamo essere proprietari, fuorch\u00e9 della fisicit\u00e0 delle terre emerse.<\/p>\n<p>E questo \u00e8 un dato incontrovertibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 semplicit\u00e0 universale. Al termine di un viaggio estenuante, i cinquantotto migranti a bordo della Aquarius sono stati sbarcati a Malta, in base ad un accordo di\u00a0 distribuzione tra Francia, Spagna, Germania e Portogallo. L\u2019ennesimo sbarco, deciso al termine dell\u2019ennesimo ping pong tra Stati, in merito a chi, tra Francia, Spagna, etc., dovesse aprire i propri porti. Nessuna novit\u00e0, la storia \u00e8 sempre la medesima. Tuttavia, senza che l\u2019ultima vicenda legata alla Aquarius abbia sollevato questioni o tematiche sostanzialmente diverse dalle analoghe e precedenti vicende che abbiamo vissuto durante l\u2019estate 2018, l\u2019aspetto meramente antropologico della questione \u201cimmigrazione\u201d [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2018\/10\/04\/cortese-lettera-a-salvini\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1039,"featured_media":2572,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[73738],"tags":[26181,53945,41805,42,336156,336155,15,26,336160,20879,38902,47034,405261,69665,282761,121859,18096,336157,336163],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2571"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1039"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2571"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2571\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2573,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2571\/revisions\/2573"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2572"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2571"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2571"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2571"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}