{"id":2575,"date":"2018-10-08T10:17:06","date_gmt":"2018-10-08T08:17:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=2575"},"modified":"2018-10-08T10:17:06","modified_gmt":"2018-10-08T08:17:06","slug":"consigli-e-ministri-che-pena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2018\/10\/08\/consigli-e-ministri-che-pena\/","title":{"rendered":"Consigli e ministri? Che pena&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2018\/10\/Don-Vilmar-Pavesi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2576\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2018\/10\/Don-Vilmar-Pavesi-150x150.jpg\" alt=\"Don Vilmar Pavesi\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>scostumatezza<\/strong>.<\/p>\n<p>Ho atteso qualche giorno prima di scrivere questo articolo perch\u00e9 la questione andava metabolizzata. L\u2019articolo \u00e8 lungo, ma ritengo sia necessario. Per me, la mia coscienza e l\u2019onest\u00e0 che cerco di mantenere, a fatica, errando, nella mia vita.<\/p>\n<p>Mi spiego meglio. Non si trattava di digerire la notizia in s\u00e9, bens\u00ec il <em>disappunto intellettuale<\/em> che la notizia suscita. Credo che (fosse solo per pura necessit\u00e0 informativa) molti di noi avranno letto l\u2019intervista, pubblicata da <a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/attualita\/2018\/09\/21\/news\/il-governo-della-reazione-all-attacco-dei-diritti-parla-il-prete-consigliere-del-ministro-fontana-1.327152\">L\u2019Espresso<\/a>, a Don Vilmar Pavesi. Una rivoltante pletora di pensieri in libert\u00e0 che nulla hanno a che vedere con la visione neotestamentaria di un Dio Padre misericordioso, in unione con la Resurrezione operata dal Figlio e la Sapienza dello Spirito Santo come guida dispensatrice di discernimento. Molto, invece, hanno a che vedere con la gretta interpretazione del Vecchio Testamento, mista a bieca misoginia, razzismo omofobico, tutto compendiato nella filiazione oscura del maligno.<\/p>\n<p>Un\u2019interpretazione della vita e del peccato senza possibilit\u00e0 di redenzione, da cui si pu\u00f2 sfuggire solo vivendo nella paura e nella ripulsa del diverso. Una <strong><em>paura <\/em><\/strong>(emozione importante per lo sviluppo evolutivo della nostra specie, ma da trattare cognitivamente con molta cautela, prudenza ed attenzione) che, nelle intenzioni pseudo assolutorie di chi la fomenta, dovrebbe servire a \u00a0guidare i \u201cgiusti fedeli\u201d che sono, al contempo, cittadini da controllare.<\/p>\n<p>L\u2019omosessualit\u00e0 come istigazione del diavolo, l\u2019abolizione dell\u2019aborto tout-court, del divorzio, dell\u2019eutanasia (che neppure esiste in Italia), dei giornalisti, lo sprezzo per coloro che fuggono dalla guerra e dalla fame, il ritorno alla monarchia cattolica, la donna che non \u00e8 pensabile con un libro in mano, il giudizio divino sull\u2019operato di un Pontefice (Papa Bergoglio) che morir\u00e0 certamente prima della dottrina della Chiesa. Insomma, mi sembra che ce ne sia abbastanza per almeno chiedersi il <em>perch\u00e9<\/em> di queste pressappochiste <strong>considerazioni<\/strong>. In realt\u00e0, non sono nemmeno considerazioni, ma ambizioni. E don Pavesi, come si legge nella sua intervista, commette uno dei peccati capitali pi\u00f9 infiltranti per la coscienza cattolica, nella sua declinazione tracotante, agli occhi di una equilibrata coscienza laica: la superbia nel chiedere, al giornalista che l\u2019intervistava, perch\u00e9 non potrebbe proclamarlo \u201cre\u201d anzich\u00e9 \u201cdittatore\u201d.<\/p>\n<p>Questo signore che ha pronunciato i voti sogna di diventare nientemeno che Re! Proprio come \u00e8 scritto nel Vangelo, specialmente quando il Cristo lava i piedi ai propri apostoli. Ho la sensazione che don Pavesi debba rimettersi a frequentare un sano catechismo parrocchiale, quello prescritto per avvicinarsi alla Prima Comunione. Se queste manifestazioni rimanessero confinate nel perimetro di un delirio lefebriano e reazionario, poco male, perch\u00e9 non meriterebbero neppure la menzione che, talvolta, si rivolge agli artisti affetti da disagi psichiatrici, come il pittore Ligabue oppure al poeta etilista Charles Bukowsky.<\/p>\n<p>L\u2019aspetto tragico di questa vicenda \u00e8 che don Pavesi \u00e8 il padre spirituale ed anche il <strong>consigliere politico <\/strong>di Lorenzo Fontana, Ministro per la famiglia e per la disabilit\u00e0; \u00e8 l\u2019ispiratore dell\u2019avvocato Simone Pillon, senatore che ha proposto l\u2019ormai suo famoso ed omonimo Ddl, la cui eventuale approvazione restituir\u00e0, in materia di diritto di famiglia, il fasto borbonico. Non solo. Questo prete afferma che anche il Ministro dell\u2019Interno e Vice Premier Matteo Salvini \u00e8 un assiduo frequentatore della sua persona ed ascoltatore del suo \u201cverbo\u201d. Ecco, mi attendevo una smentita che, tuttavia, non \u00e8 pervenuta.<\/p>\n<p>Eppure, come credo si sia compreso da questo blog, il sottoscritto \u00e8 tra gli intellettuali che hanno salutato con favore e speranza questo Governo, un \u201cGoverno del cambiamento\u201d ci hanno detto. A tutta prima lo sembrava: <strong>difesa<\/strong> della nostra individualit\u00e0 nazionale tanto bistratta all\u2019estero, conferma del\u00a0 ruolo cruciale in Europa di un\u2019Italia che ha pagato il piano Marshall con il colonialismo economico-politico e militare salvo, poi, essere lasciata al suo destino una volta tramontato il pericolo comunista sovietico. Sembrava che fosse giusto, specialmente per un intellettuale che studia l\u2019evolversi dell\u2019umanit\u00e0, sostenere un\u2019idea di cambiamento. Ma il presupposto del consenso risiedeva nel fatto che il cambiamento si dirigesse verso il progresso con una falcata in avanti.<\/p>\n<p>Ma qui non c\u2019\u00e8 alcun progresso, anzi. Se alla base dell\u2019ideologia che muove la Lega vi \u00e8 il misticismo <span style=\"color: #ff00ff\">lefebriano<\/span>, il cambiamento che si profila \u00e8 un balzo indietro di due secoli.<\/p>\n<p>Difesa della famiglia: certo! Ma potenziando le forme di <strong>cooperazione<\/strong> ed aiuto alla genitorialit\u00e0 e le forme di sostegno economico e sanitario\u00a0 per i nuclei non abbienti, per le madri disagiate; non certo abrogando i sacrosanti diritti di civilt\u00e0 al divorzio e all\u2019aborto che, sebbene per un cattolico apostolico romano come me, rappresentino l\u2019extrema ratio, sono, comunque, baluardi di progresso civile non eliminabile. Non \u00e8 costringendo una coppia a convivere nelle difficolt\u00e0 e perpetrando le dinamiche di disagio e, spesse volte, di abuso che si pu\u00f2 pensare di avere famiglie felici. Senza contare che il libero arbitrio umano deve rimanere tale e non oggetto di coartazione: \u00e8 vero che il maligno esiste, ma non lo si combatte colando olio bollente sulla capacit\u00e0 di autodeterminazione. Al contrario, come ogni padre che tiene alla cura dei suoi figli e che ci guida su un sentiero di pianura, anche Dio lascia i suoi figli liberi di decidere. L\u2019accoglienza piena e irrinunciabile della dimensione divina non passa dalla costrizione, ma dalla <strong>libert\u00e0<\/strong> di scegliere quella direzione. Coartare la libert\u00e0 significa pretendere un\u2019adesione superficiale, non certo di cuore. Un\u2019adesione che non ha nulla a che vedere con la conversione al bene sostanziale che possiamo scegliere, se lo vogliamo e lo desideriamo.<\/p>\n<p>Difesa dei confini territoriali e della specificit\u00e0 nazionale? Certamente s\u00ec. Ogni Governo estero si muove in questa direzione, regolamentando accesso e integrazione. Ma, non certo vedendo gli immigrati come il materiale di scarto biologico della nostra specie. Persone contro cui si pu\u00f2 consentire ogni atrocit\u00e0, nell\u2019indifferenza che non tiene conto del vile commercio di armi, e della razzia di risorse che l\u2019uomo bianco (cinese, francese, britannico tedesco e anche italiano \u2013 <strong>rammentiamoci<\/strong> gli accordi che i nostri governi hanno fatto con la Libia, consentendo di costruire i lager libici sulle coste mediterranee) ha perpetrato e perpetra in quelle terre. Don Pavesi si dice convinto che non scappano dalle guerre e questo la dice lunga sulla alienazione storica in cui vive quest\u2019uomo; ma, quand\u2019anche si trattasse solo di migranti economici, vuole sollevare i bianchi dalla colpa dell\u2019affamamento di intere etnie africane a vantaggio della globalizzazione occidentale? Questa non \u00e8 misericordia divina, ma antropomorfa e antropocentrica giustificazione religiosa ad un regime di sfruttamento.<\/p>\n<p>I gay e le unioni civile tra omosessuali. E\u2019 un dato acquisito dalla scienza che l\u2019omosessualit\u00e0 non \u00e8 una devianza mentale, ma una conformazione genetica (secondo, appunto una visione biologica del comportamento omosessuale) legata al cromosoma Xq28. Ravvisare una filiazione tra il maligno e l\u2019omosessualit\u00e0 significa guardare il mondo con gli occhi e la volont\u00e0 del maligno stesso, che ci vuole legati al passato, alla tristezza, alla colpa, all\u2019inerzia. Il messaggio che Dio ci ha trasmesso con l\u2019arrivo di Suo Figlio \u00e8 la <strong>Resurrezione<\/strong> dalla dimensione del peccato, verso l\u2019altra \u2013 opposta \u2013 di piena conoscenza e accettazione della misericordia del Padre. Ecco perch\u00e9 Dio \u00e8 l\u2019antitesi del maligno. Lui ci vuole figli felici di esistere nel mondo celeste che non sta nell\u2019aldil\u00e0, ma nell\u2019aldiqua, adesso, in questa terra e in questo tempo, con lo sguardo al presente ed al futuro e non certo al passato (che nessuno di noi pu\u00f2 cambiare).<\/p>\n<p>La donna. A prescindere dalle grandissime menti femminili di cui l\u2019umanesimo e la scienza italiana hanno fatto dono al mondo, vogliamo tornare alla visione della donna descritta nella Genesi, come sottoprodotto dell\u2019uomo e germe del demonio? Vogliamo toglierle lo strumento della cultura per soggiogarne l\u2019uterinit\u00e0?<\/p>\n<p>Come ho detto, mi aspettavo una smentita o una correzione del tiro. Non \u00e8 arrivata e questo comporta, dal mio punto di vista (un piccolo intellettuale che guarda all\u2019umanit\u00e0 con occhio rivolto alla trascendenza), la necessit\u00e0 di avere risposte in merito a due <strong>interrogativi<\/strong>. Il primo. I pi\u00f9 importanti Ministri, nonch\u00e9 parte dei parlamentari in quota Lega hanno scelto don Pavesi come proprio padre spirituale e consigliere politico. Le proposte di riforma legislativa, nonch\u00e9 l\u2019azione di Governo, dimostrano di esser in linea con la visione religiosa di questo prete. Ne dobbiamo desumere che l\u2019azione politica della Lega riposi sul misticismo di don Pavesi? Il secondo. Quanta influenza ha questa corrente cattolica nella formazione del consenso elettorale rivolto alla Lega?<\/p>\n<p>Le risposte sono <strong>importanti<\/strong>. Lo sono sul piano collettivo, perch\u00e9 la strada che don Pavesi vuol far percorrere ai politici conduce direttamente ad uno Stato teocratico, e quindi eversivo, rispetto al nostro assetto repubblicano parlamentare. Lo sono anche sul piano eminentemente intellettuale, perch\u00e9 nessun uomo di scienza e di fede (a meno che non sia votato alla Thule-Gesellschaft) pu\u00f2 sostenere indirizzi politici fondati sulla superstizione.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 di bieca superstizione si tratta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 scostumatezza. Ho atteso qualche giorno prima di scrivere questo articolo perch\u00e9 la questione andava metabolizzata. L\u2019articolo \u00e8 lungo, ma ritengo sia necessario. Per me, la mia coscienza e l\u2019onest\u00e0 che cerco di mantenere, a fatica, errando, nella mia vita. Mi spiego meglio. Non si trattava di digerire la notizia in s\u00e9, bens\u00ec il disappunto intellettuale che la notizia suscita. Credo che (fosse solo per pura necessit\u00e0 informativa) molti di noi avranno letto l\u2019intervista, pubblicata da L\u2019Espresso, a Don Vilmar Pavesi. 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