{"id":2582,"date":"2018-10-22T07:15:52","date_gmt":"2018-10-22T05:15:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=2582"},"modified":"2018-10-23T07:14:22","modified_gmt":"2018-10-23T05:14:22","slug":"quando-la-chiesa-e-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2018\/10\/22\/quando-la-chiesa-e-futuro\/","title":{"rendered":"Quando la Chiesa \u00e8 futuro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2018\/10\/Basilica-di-San-Pietro-dal-Tevere.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2583\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2018\/10\/Basilica-di-San-Pietro-dal-Tevere-150x150.jpg\" alt=\"Basilica-di-San-Pietro-dal-Tevere\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>naturale Provvidenza<\/strong>.<\/p>\n<p>Dalla scorsa domenica 14 ottobre 2018, Papa Paolo VI \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/cronache\/paolo-vi-proclamato-santo-1587943.html\">Santo<\/a>.<\/p>\n<p>Molto si \u00e8 scritto e letto su Papa Montini, e sul suo ruolo. Sia in relazione ai pontificati dei Papi Pio XI, Pio XII e Giovanni XXIII, nelle loro posizioni sulla Seconda Guerra Mondiale, i rapporti con il nazismo, con il fascismo e le forze alleate. Altrettanta attenzione ha suscitato la figura di Paolo VI nell\u2019ambito del Concilio Vaticano II, e delle sue importanti riforme, quale l\u2019istituzione del Sinodo dei Vescovi, della burocrazia curiale, della elezione papale e della liturgia.<\/p>\n<p>Poco o nulla si sa del Giovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini politico,\u00a0 la cui caratura di vero statista si apprezza nel Discorso tenuto dal Santo Padre Paolo VI alle <a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/speeches\/1965\/documents\/hf_p-vi_spe_19651004_united-nations.html\">Nazioni Unite<\/a>, il 4 febbraio 1965.<\/p>\n<p>Si tratta di un discorso che, oggi nell\u2019anno 2018, non colpisce certamente per gli accenti lirici che il Papa usa nei confronti delle Nazioni Unite come Istituzione. Il contesto storico dell\u2019epoca, quello della guerra fredda, vedeva il <strong>sodalizio<\/strong> intellettuale e politico tra il blocco occidentale e la Chiesa, sodalizio in virt\u00f9 del quale quest\u2019ultima, con le medesime parole, esaltava l\u2019ONU e, al contempo, lo ammoniva per il futuro. Del resto, erano ancora lontani i tempi per il ruggito di scomunica di Papa Wojtyla e per le stoccate gesuitiche, in tono ora sarcastico, ora amorevole di Papa Bergoglio.<\/p>\n<p>Era ancora il 1965.<\/p>\n<p>Il vero portato di questo discorso sta nella visione di Paolo VI, \u00e8 il carattere solidaristico che ogni dimensione sovranazionale e sovra statuale deve avere. Una visione che, oggi nell\u2019anno 2018, manca all\u2019intero assetto del Vecchio Continente\u00a0 e che, alla vigilia delle lezioni europee, le istituzioni e la troika dovrebbero possedere per statuto.<\/p>\n<p>Il 4 febbraio 1965 Papa Montini si rivolge alle <strong>Nazioni Unite <\/strong>definendole \u201cAssemblea\u201d, dal francese <em>assembler<\/em>, che si traduce con \u201cassembramento\u201d. Non un assembramento inteso come riunione sporadica di soggetti, bens\u00ec come centro di stabile tutela e collegamento: \u201cun ponte fra i Popoli\u201d. La cui chiamata, proseguendo con le parole di Paolo VI, \u00e8 quella di \u201caffratellare non solo alcuni, ma tutti i Popoli. Difficile impresa? Senza dubbio. Ma questa \u00e8 l\u2019impresa\u201d. Un\u2019Assemblea i cui Stati componenti non sono tutti uguali, ma si fanno uguali perch\u00e9 solo cos\u00ec si concretizza quell\u2019umilt\u00e0 che sconfigge il \u201ccolonialismo dell\u2019egoismo\u201d<em>.<\/em><\/p>\n<p>Non operare gli uni contro gli altri, ma lavorare gli uni per gli altri. In un tempo storico relativamente lontano dall\u2019avvento del web e dall\u2019attuale concetto legato al \u201cfare rete\u201d, il Santo Padre guardava con lungimiranza all\u2019Assemblea, appunto come \u201c<em>rete di rapporti fra gli Stati\u201d. <\/em>Un concetto, quello della rete, basilare nella\u00a0 concezione politica di Paolo VI. Non dimentichiamo che, ben prima della sua ascesa al trono di <strong>Pietro<\/strong>, Papa Montini \u00e8 stato, forse, il primissimo tra i consacrati ad essere inviato a visitare, in nome e per conto della Santa Sede, tutte le terre conosciute ed i loro abitanti.<\/p>\n<p>Nel quadro sovranazionale dipinto dal Santo Padre, la rete fra i popoli \u00e8 <strong><em>teleologicamente <\/em><\/strong>orientata ad instaurare \u201cun sistema di solidariet\u00e0\u201d che non soddisfa solo il bene comune, ma anche quello dei singoli, ed il cui volto \u00e8 quello della sacralit\u00e0 e della dignit\u00e0 della vita di ciascun uomo. Si tratta di una concezione di Antropologia Teologica, all\u2019interno della quale l\u2019idea di <em>creatura<\/em>, e dunque di relazione con Dio invisibile, si rende visibile nel legame fra i popoli, le culture e le diversit\u00e0. Rete, solidariet\u00e0, bene comune e bene individuale. Queste sono le parole chiave della cooperazione internazionale, promossa in un consesso istituzionale formato da Nazioni, alle quali il Papa ha cura di precisare: \u201cVoi non conferite certamente l\u2019esistenza degli Stati, ma (\u2026) date un riconoscimento di altissimo valore etico e giuridico ad ogni singola comunit\u00e0 nazionale sovrana, e le garantite onorata cittadinanza internazionale\u201d.<\/p>\n<p>Come vediamo, il\u00a0 Santo Padre \u00e8 ben lontano dal riconoscere ad un Organismo Internazionale, seppur di massimo livello come l\u2019ONU, il diritto al giuridico riconoscimento costitutivo di un\u2019autorit\u00e0\u00a0 statuale. E ci\u00f2 \u00e8 perfettamente in linea con l\u2019intima <strong>giustificazione<\/strong> della forma di governo della Chiesa Cattolica, ovvero il fatto di porsi come una teocrazia originaria ed assoluta.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, ci\u00f2 che al Papa preme riaffermare \u00e8 una serie di fattori politici ben precisi e ravvisabili nella corrispondenza biunivoca tra i concetti di \u201ccomunit\u00e0\u201d e \u201cnazione\u201d, ossia nel carattere \u201csovrano\u201d di ogni comunit\u00e0 nazionale, nella necessit\u00e0 che ogni comunit\u00e0 nazionale (e sovrana, appunto) debba far parte di una rete tra Stati non destinata ad una\u00a0 sepolcrale autoreferenzialit\u00e0. Bens\u00ec chiamata all\u2019adempimento, nei confronti di ogni comunit\u00e0 aderente, di un preciso obbligo di garanzia: far s\u00ec che le venga tributato lo status internazionale.<\/p>\n<p>Di straordinario valore prospettico \u00e8 il passaggio in cui il <strong>Santo Padre<\/strong>, paragonando l\u2019Assemblea ad un edificio, ammonisce che quest\u2019ultimo \u201cnon deve mai pi\u00f9 decadere, ma deve essere perfezionato e adeguato alle esigenze che la storia del mondo presenter\u00e0\u201d. In queste pochissime e misuratissime parole \u00e8 raccolta la potente attualit\u00e0 di messaggio che, oggi nel\u00a0 2018, l\u2019Europa non comprende e puntualmente disattende. Un ente sovra statuale, sovranazionale non dev\u2019essere monade immutabile e, quindi, insoluta, ma un organismo nel senso fisiologico del termine, ovvero un ente dotato di quel politico dinamismo adattivo, figlio dell\u2019efficiente mutamento antropologico.<\/p>\n<p>Direi che alla vigilia di un appuntamento elettorale cos\u00ec importante per tutto il nostro continente, le parole di Papa Paolo VI, oggi Santo, possono illuminare il cammino verso una scelta consapevole.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 naturale Provvidenza. Dalla scorsa domenica 14 ottobre 2018, Papa Paolo VI \u00e8 Santo. Molto si \u00e8 scritto e letto su Papa Montini, e sul suo ruolo. Sia in relazione ai pontificati dei Papi Pio XI, Pio XII e Giovanni XXIII, nelle loro posizioni sulla Seconda Guerra Mondiale, i rapporti con il nazismo, con il fascismo e le forze alleate. 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