{"id":2602,"date":"2018-12-17T10:02:39","date_gmt":"2018-12-17T08:02:39","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=2602"},"modified":"2018-12-17T10:02:39","modified_gmt":"2018-12-17T08:02:39","slug":"ma-questo-pd","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2018\/12\/17\/ma-questo-pd\/","title":{"rendered":"Ma questo PD?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2018\/12\/assemblea-pd-forma-partito.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2603\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2018\/12\/assemblea-pd-forma-partito-150x150.jpg\" alt=\"assemblea-pd-forma-partito\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Tutta questione di\u2026 <strong>chiarezza e coraggio<\/strong>.<\/p>\n<p>Di ritorno dal Brasile e dalla Nuova Zelanda, mi sono immerso nelle \u201ccose di casa nostra\u201d. Non posso nascondere il senso di sconforto che coglie nel rendersi conto che uno dei perni della nostra realt\u00e0 repubblicana, ovvero l\u2019alterit\u00e0 politica, non esiste pi\u00f9 dal momento che in Italia \u00e8 sparita l\u2019opposizione. Certo, vi sarebbero altri perni sconfortanti, a ben guardarsi intorno\u2026 Ma <span style=\"color: #ff00ff\">preferisco<\/span> tacere, e continuare ad osservare, dedicandomi a ci\u00f2 che ritengo avere oggi una certa priorit\u00e0, soprattutto dal mio punto di vista.<\/p>\n<p>Eh s\u00ec! Certamente la sinistra non godeva di ottima salute, neppure prima dell\u2019avvento di Renzi, ma c\u2019\u00e8 stato bisogno della batosta referendaria del 4 dicembre 2016, per prendere materialmente atto che il <strong>programma<\/strong> riformista renziano non lo voleva proprio nessuno. Tutti ci rammentiamo le parole del vero erede politico di Berlusconi, quando promise il proprio ritiro in caso di sconfitta referendaria. D\u2019altro canto aveva cos\u00ec fortemente radicalizzato il suo personalismo alla guida dell\u2019Italia, da trasformare il referendum in un vero e proprio plebiscito sulla sua leadership governativa.<\/p>\n<p>Alzi la mano chi, di noi, pu\u00f2 dire di aver veramente votato per vedere accolta o cassata la proposta di riforma costituzionale e non per decidere se tenerci Renzi o mandarlo a casa. Se vogliamo essere un poco onesti, tutti o quasi tutti, la risposta \u00e8 scontata. Peraltro, tutti ci ricordiamo, e penso altrettanto bene, che non soltanto l\u2019<em>enfant prodige<\/em> ha disatteso la promessa, ma <strong>neppure<\/strong> ha proceduto, sul piano personale, (e men che meno collettivamente nell\u2019ambito del partito)ad un esame delle ragioni della sconfitta. No, ha continuato imperterrito nella sua azione di guida accentratrice del PD e, totalmente sordo a qualunque voce espressiva di dissenso o di suggerimento, ha portato il partito alla totale disfatta del 4 marzo 2018.<\/p>\n<p>Anche stavolta nessuno, nel PD, si \u00e8 posto l\u2019unica, semplice domanda che avrebbe dovuto porsi: \u201cPerch\u00e9 gli italiani ci hanno assestato questo calcio nel deretano\u201d?<\/p>\n<p>Non se l\u2019\u00e8 chiesto Renzi perch\u00e9, notoriamente, la (sua) superiorit\u00e0 rispetto al mondo che attribuisce a se stesso \u00e8 cos\u00ec alta da indurlo a chiudersi nella <em>turris eburnea<\/em> di un delirante \u201cgli italiani non mi hanno capito\u201d. Dal suo punto di vista non \u00e8 il PD che ha perso, sono gli italiani che non hanno capito la <strong>grandezza progettuale<\/strong> del comandante. E pensare che, se non per convinzione almeno per bon ton, non si imputa all\u2019interlocutore l\u2019incapacit\u00e0 di capire, ma ci si limita a dire \u201cforse non sono riuscito a farmi capire\u201d. Va beh! Sottigliezze di altri tempi, e che nel 4.0 non hanno pi\u00f9 un senso, n\u00e9 intellettuale n\u00e9 pratico. E non se lo sono chiesti i renziani, in omaggio al culto del <em>commander in chief<\/em>. Non se lo sono domandati i non renziani, perch\u00e9 troppo attoniti e impressionati per esprimere un concetto di senso revisionistico politicamente compiuto. Si sa, un mattone in faccia destabilizza chiunque.<\/p>\n<p>Ebbene, il PD <strong>perde<\/strong> con disonore le elezioni, Renzi si dimette dalla Segreteria promettendo di allontanarsi dalla guida del partito e al suo posto ascende Martina. Eppure, allo sconfitto PD, il M5S offre la possibilit\u00e0 di formare una coalizione di governo. Incredibile, nemmeno Babbo Natale avrebbe potuto donare, ad uno sconfitto, il trattamento del vincitore. A questa proposta, qualche dirigente del PD comincia a sentire le farfalle nello stomaco, ma Renzi le fa morire subito, <strong>opponendo<\/strong> un fermo veto all\u2019alleanza coi penta stellati. Mi sono fatto cos\u00ec una domanda abbastanza naturale: \u201cMa se non \u00e8 pi\u00f9 il Segretario del partito, perch\u00e9 Renzi detta la linea? E Martina cosa ne pensa\u201d?<\/p>\n<p>Povero Martina, che tenerezza: il sibilo di Renzi dalle quinte \u00e8 diventato un boato nel megafono del PD, e cos\u00ec niente alleanza col M5S. Salvo, poi, lamentarsi delle scelte politiche di Salvini, senza neppure il pudore di tacere davanti all\u2019evidenza del fatto che se la dirigenza PD avesse silenziato Renzi, oggi in Italia ci sarebbe tutt\u2019altra linea di governo.<\/p>\n<p>Ma, arriviamo alla progettazione delle primarie del 3 marzo 2019. Il numero degli aspiranti Segretari \u00e8 esorbitante. Tra essi, Minniti \u00e8 di area renziana, ma qualcosa di imponderabile e, a tutt\u2019oggi non <strong>conosciuto<\/strong>, lo fa ritirare dalla competizione. I cento parlamentari del PD sono nel panico, non sanno cosa fare: sostenere Martina? Zingaretti, o Boccia? Oppure ancora, chi altri? Neppure i senatori e deputati renziani sanno che pesci prendere. Corrono voci che il loro guru voglia fare una scissione, ma lui interviene giurando e spergiurando\u00a0 che ci\u00f2 non <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/politica\/18_dicembre_11\/primarie-pd-renziani-senza-candidato-accordo-martina-67f28ed0-fd54-11e8-84b7-ff9bf5ee4344.shtml\">avverr\u00e0<\/a>.<\/p>\n<p>A questo punto verrebbe, ovviamente, da chiedersi quale sia il valore delle promesse di Renzi e se, invece, tra qualche giorno non lo vedremo in prima linea con Macron al grido \u201cantipopulisti d\u2019Europa unitevi\u201d! Oppure non lo scorgeremo ad Arcore, mentre propone al Cavaliere il piano \u201cB\u201d dal titolo: \u201cModerati di centro, destra, sinistra, alternativi, alternati &amp; affini (insomma chi vi pare\u2026) unitevi a noi\u201d.<\/p>\n<p>Ci dobbiamo aspettare di tutto. Ma, fuor di ironia, quello che <strong>possiamo<\/strong> amaramente gi\u00e0 affermare oggi \u00e8 che in Italia non esiste pi\u00f9 una sinistra: gi\u00e0 declinante, l\u2019egida renziana ha provveduto a raderla al suolo. Una responsabilit\u00e0 politica gravissima sul piano parlamentare, dato che lo sbando del PD comporta la scomparsa di una opposizione. Il gioco repubblicano si fonda su un governo e sulla sua opposizione. Solo cos\u00ec si realizza l\u2019istanza democratica dell\u2019equilibrio tra la maggioranza e la minoranza, entrambe uscite dalle urne. Il contemperamento degli interessi, delle scelte si realizza solo nel dinamismo politico, economico, istituzionale tra governo ed opposizione.<\/p>\n<p>Oggi abbiamo un governo, s\u00ec, ma non abbiamo pi\u00f9 il suo contraltare parlamentare. In altre parole, i sei milioni di elettori del PD (una minoranza politica, certo) non hanno rappresentativit\u00e0, e ci\u00f2 che inquieta \u00e8 che questa mancanza di rappresentativit\u00e0 non \u00e8 conseguente ad un voto elettorale plebiscitario a favore del centro destra e del <strong>M5S,<\/strong> ma all\u2019avvitamento del PD sulle diatribe bottegaie, tra chi deve comandare e chi deve sottostare pur all\u2019interno del partito.<\/p>\n<p>Se si \u00e8 impegnati nelle guerre di quartiere, non ci si occupa di quello che avviene in Parlamento. L\u2019ho sempre sostenuto: sono un convinto anticomunista, specialmente dopo aver conosciuto i comunisti bene, da vicino e per molto tempo nel corso della mia giovinezza. Ma rimango un intellettuale con il proprio cervello connesso alla realt\u00e0 umana. Sono un antropologo della mente e, in quanto tale, guardo all\u2019Uomo ed alla sua evoluzione. Per fortuna non ci troviamo in un regime totalitario, ma una forza di opposizione che cede le armi ha diretta responsabilit\u00e0 verso la formazione di un pensiero unico, il vero nemico dell\u2019evoluzione della nostra specie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Tutta questione di\u2026 chiarezza e coraggio. Di ritorno dal Brasile e dalla Nuova Zelanda, mi sono immerso nelle \u201ccose di casa nostra\u201d. Non posso nascondere il senso di sconforto che coglie nel rendersi conto che uno dei perni della nostra realt\u00e0 repubblicana, ovvero l\u2019alterit\u00e0 politica, non esiste pi\u00f9 dal momento che in Italia \u00e8 sparita l\u2019opposizione. 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