{"id":2612,"date":"2018-12-27T07:29:46","date_gmt":"2018-12-27T05:29:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=2612"},"modified":"2018-12-27T07:29:46","modified_gmt":"2018-12-27T05:29:46","slug":"il-coraggio-del-dolore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2018\/12\/27\/il-coraggio-del-dolore\/","title":{"rendered":"Il coraggio del dolore"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2613\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2018\/12\/Cyberbullismo-150x150.jpg\" alt=\"Cyberbullismo\" width=\"150\" height=\"150\" \/>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>chiarezza e coraggio<\/strong>.<\/p>\n<p>Dove si trova il punto in cui la disperazione e la rabbia sfumano diventando accettazione di un dolore? E attraverso quali vie questo dolore trova il coraggio di trasformarsi in perdono? E, soprattutto, quanto profondo dev\u2019essere l\u2019abbandono alla Fede perch\u00e9 questo processo avvenga?<\/p>\n<p>Tre domande che mi sono posto (e che propongo anche a voi\u2026), quando ho appreso la reazione del pap\u00e0 di Carolina Picchio la cui storia tutti rammentiamo: poco pi\u00f9 che bambina, all\u2019et\u00e0 di appena 14 anni, Carolina si \u00e8 suicidata nella notte del 5 gennaio 2013, sopraffatta dal cyber bullismo, cui alcuni suoi \u201camici\u201d coetanei l\u2019avevano sottoposta sui social, sino ad esasperarla irrimediabilmente.<\/p>\n<p>Gli autori del bullismo telematico sono stati <strong>puniti<\/strong> penalmente. E\u2019 stato giustissimo. Internet \u00e8 alla portata di tutti, ma sapersi gestire sul web \u00e8 una \u201ccosa da grandi\u201d, e, come tutte le \u201ccose da grandi\u201d, pu\u00f2 essere innocua, meno innocua o grave, fino al punto da pregiudicare la vita altrui. La dannosit\u00e0 di una condotta da adulti rimane inalterata, anche se a porla in essere sono minorenni. Certamente, in quest\u2019ultimo caso, la punizione da comminarsi e le modalit\u00e0 di esecuzione della pena devono essere calibrate sullo stato oggettivo, mentale e psicologico tipici della minore et\u00e0. Ma tutto ha un prezzo, anche ci\u00f2 che sembra tanto divertente. Ed \u00e8 bene che i nostri giovani lo imparino presto. Sulla propria pelle o sull\u2019esempio altrui, poco conta. Va imparato presto e bene.<\/p>\n<p>Il Tribunale per i minorenni di Torino ha dichiarato estinto il reato a carico dei ragazzi che, con le loro condotte <strong>vessatorie<\/strong>, hanno indotto Carolina a lanciarsi nel vuoto. A quanto risulta dalle <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/attualita\/pagine\/cyberbullismo-carolina-spinsero-suicidio-estinto-reato-ragazzi\">relazioni<\/a> degli esperti, il percorso di recupero intrapreso da questi minorenni ha avuto un esito positivo. Ci\u00f2 che mi ha colpito non \u00e8 tanto l\u2019apprendere l\u2019efficacia dell\u2019iter recuperatorio. \u00c8 una buona notizia <em>in questo momento<\/em>, ma sar\u00e0 il tempo a dire se c\u2019\u00e8 stato o meno un effettivo recupero del senso di responsabilit\u00e0 delle proprie azioni. Sar\u00e0 sempre il tempo a dirci se la consapevolezza e la razionalizzazione dell\u2019accaduto (e della sue conseguenze) abbia fornito ai ragazzi una vera capacit\u00e0 esistenziale, specialmente circa il valore e il disvalore delle proprie azioni.<\/p>\n<p>Quel che \u00e8 davvero rilevante e, direi, \u201cspiazzante\u201d sono la reazione del pap\u00e0 di Carolina e le sue parole: \u201cCarolina l&#8217;ho persa in ogni modo.\u201d\u2013 aggiunge il pap\u00e0 che anche oggi \u00e8 stato in una scuola per sensibilizzare i ragazzi sui rischi che pu\u00f2 comportare un uso non <strong>corretto<\/strong> del web \u2013 \u201cPer quello che \u00e8 successo provo un grande dolore, cos\u00ec come per il fatto che ci siano 5 giovani che l&#8217;hanno portata a compiere quel gesto, che mai nessuno dovrebbe compiere. Per\u00f2 un processo c&#8217;\u00e8 stato, sono stati giudicati e il fatto che abbiano seguito percorsi di recupero e che ne sia stata verificata la capacit\u00e0 di aver compreso la gravit\u00e0 del loro comportamento \u00e8 importante. Il carcere pu\u00f2 dare la sensazione di risolvere perch\u00e9 d\u00e0 una risposta emotiva, ma non ricostruisce e non riqualifica queste persone; non a caso noi ci siamo battuti perch\u00e9 non ci fosse una legge punitiva\u201d.<\/p>\n<p>La perdita di un <strong>figlio<\/strong> \u00e8 quanto di pi\u00f9 innaturale si possa immaginare, non solo perch\u00e9 \u00e8 troncata la radice madre della vita, ma anche perch\u00e9, all\u2019ordine delle cose, appartiene che sia il primo arrivato ad accomiatarsi da chi lo ha seguito, e non il contrario. Il tragitto percorso da questo padre ha visto la sua partenza dal giorno del suicidio della figlia quattordicenne e, nel corso degli anni, \u00e8 giunto alle parole che abbiamo letto sui giornali, transitando dal suo impegno personale per arrivare alla promulgazione , in Italia, della legge 71\/2017, nota come \u201clegge sul cyberbullismo\u201d.<\/p>\n<p>Quanto amore e quanta fiducia bisogna avere per <strong>ottimizzare<\/strong> il dolore per la morte di un figlio a causa di altri, e viverlo come un\u2019opportunit\u00e0, per la specie umana, di progredire proprio nella fase costruttiva della persona e cio\u00e8 nell\u2019adolescenza? Quanto forza gli \u00e8 servita per anteporre l\u2019esigenza di una riqualificazione personale di coloro che hanno portato alla morte di Carolina, all\u2019umanissimo desiderio di abbandonarli al loro destino, da un carcere minorile ad un altro, una volta raggiunta la maggiore et\u00e0? Per la mente umana \u00e8 qualcosa di molto complesso e difficile da comprendere, da razionalizzare. E, in questo caso, il dolore non viene solo razionalizzato, ma si trasforma in qualcosa di <em>buono<\/em> per la societ\u00e0.<\/p>\n<p>S\u00ec , perch\u00e9 il processo di <strong>razionalizzazione<\/strong> e le azioni consequenziali passano, necessariamente, se non da una accettazione completa, ma, almeno, da un compromesso tra s\u00e9 stessi ed il proprio dolore. Un compromesso emotivo, estremamente difficile da raggiungere. Eppure, Paolo Picchio ci dimostra con la sua vita che \u00e8 possibile. Davanti ad un uomo come questo, si pu\u00f2 solo tacere e, nel silenzio, fare appello alle nostre individuali istanze soprannaturali (Dio, Allah, Shiva, chiunque sia), affinch\u00e9 ci donino la capacit\u00e0 di comprendere, accettare, dare un senso e perdonare.<\/p>\n<p>Questo spero accada a me, a tutti&#8230; e non solo nel 2019.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 chiarezza e coraggio. Dove si trova il punto in cui la disperazione e la rabbia sfumano diventando accettazione di un dolore? E attraverso quali vie questo dolore trova il coraggio di trasformarsi in perdono? E, soprattutto, quanto profondo dev\u2019essere l\u2019abbandono alla Fede perch\u00e9 questo processo avvenga? 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