{"id":2649,"date":"2019-02-07T07:38:53","date_gmt":"2019-02-07T05:38:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=2649"},"modified":"2019-02-07T07:38:53","modified_gmt":"2019-02-07T05:38:53","slug":"come-lavora-questo-papa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2019\/02\/07\/come-lavora-questo-papa\/","title":{"rendered":"Come lavora questo Papa?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2019\/02\/Papa-ed-Emirati-Arabi-Uniti.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2650\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2019\/02\/Papa-ed-Emirati-Arabi-Uniti-150x150.jpg\" alt=\"Papa ed Emirati Arabi Uniti\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Tutta questione di\u2026 <strong>incontro<\/strong>.<\/p>\n<p>In questi giorni il Pontefice ha compiuto una visita pastorale negli Emirati Arabi e molte persone, sia giornalisti che coloro i quali sono impegnati sul fronte umanitario, si sono chiesti se la pace ed il dialogo valgano il mancato affondo diretto, da parte del Papa, sui diritti umani compromessi, se non annichiliti, da parte degli <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/mondo\/chiuso-viaggio-papa-negli-emirati-170mila-messa-1639776.html\">Emirati<\/a>.<\/p>\n<p>Infatti, Papa Francesco non ha esplicitamente speso parole sulla guerra nello Yemen, sul necessario riconoscimento della parit\u00e0 tra uomo e donna, sui diritti di quest\u2019ultima annientata dal regime arabo, cos\u00ec come non ha fatto cenno all\u2019uccisione del giornalista Jamal Kashoggi. In buona sostanza, ha riproposto, negli Emirati, quella discrezione dialettica che aveva gi\u00f9 usato in Birmania, in merito alla questione dei Rohingya.<\/p>\n<p>Abituati alle sue vibranti stoccate, e che non lasciano spazio all\u2019immaginazione o all\u2019equivoco, abbiamo visto e sentito il Vescovo di Roma limitarsi a <strong>pronunciare<\/strong> queste parole dinanzi ai settecento leader di diverse religioni, presenti al Founder\u2019s Memorial, tenutosi ad Abu Dhabi: \u201cNel nome di Dio Creatore, va senza esitazione condannata ogni forma di violenza, perch\u00e9 \u00e8 una grave profanazione del nome di Dio utilizzarlo per giustificare l&#8217;odio e la violenza contro il fratello. Non esiste violenza che possa essere religiosamente giustificata\u201d. Punto.<\/p>\n<p>Ed allora, da studiosi della natura umana, ancor prima che da cattolici, ci chiediamo quale sia il valore del silenzio utilizzato, pensato e riprodotto nell\u2019antro di un lupo al quale l\u2019istinto vorrebbe gridare ben altri comportamenti. E di certo non cos\u00ec ambigui.<\/p>\n<p>Questo Papa ripete molto <strong>spesso<\/strong> le parole \u201cponte\u201d, \u201cdialogo\u201d, \u201crete\u201d.<\/p>\n<p>Si \u00e8 gi\u00e0 recato in Egitto, Turchia, Azerbaigian, Bangladesh ed il mese prossimo voler\u00e0 in Marocco. In attuazione pratica dei concetti espressi da questi vocaboli, Egli ha colto l\u2019occasione dell\u2019ottavo centenario dell\u2019incontro tra S. Francesco d\u2019Assisi ed il sultano Malik-al-Kamil, per raggiungere gli Emirati e compiere quel che aveva anticipato sul suo account twitter@pontifex: \u201cVado come fratello, per scrivere insieme una pagina di dialogo\u201d.<\/p>\n<p>Di questo tweet colpisce ci\u00f2 che non si legge.<\/p>\n<p>Non si legge: \u201cVado come fratello per parlare all\u2019Islam\u201d. No, non v\u2019\u00e8 alcuna <strong>autoreferenzialit\u00e0<\/strong>. Al contrario, il Papa si propone come fraterno coautore, con l\u2019islam, di un dialogo. E non di un dialogo di grandissimo respiro, bens\u00ec formato da una sola \u201cpagina\u201d. In altre parole, il Vescovo di Roma sta dicendo che si tratta di un avvicinamento, insufficiente, da solo, a far penetrare il germe della cristianit\u00e0, ma essenziale perch\u00e9, in unione ad altri momenti di incontro tra le due religioni, sia possibile costruire un dialogo fatto di \u201cpagine\u201d. Non si deve dimenticare che Francesco proviene dalla Compagnia di Ges\u00f9, nel cui ambito e specialmente in tema di apostolato missionario, si attribuisce risalto al tentativo di incarnare (nel senso letterale del termine) l\u2019annuncio del messaggio di Cristo, nelle diverse culture da evangelizzare.<\/p>\n<p>Si tratta di un processo dialettico che prende il nome di \u201cinculturazione\u201d e che troviamo bene spiegato nell\u2019Enciclica \u201cSlavorum Apostoli\u201d, di Giovanni Paolo II, ma gi\u00e0 noto e definito da Papa Gregorio Magno intorno all\u2019anno 600 d.C.. San Giovanni Paolo II la definisce: \u201cl&#8217;incarnazione del <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Vangelo\">Vangelo<\/a> nelle culture <strong>autoctone<\/strong> ed insieme l&#8217;introduzione di esse nella vita della Chiesa\u201d.<\/p>\n<p>In altre parole, l\u2019\u201dinculturazione\u201d si pone come due vettori consecutivi: da un lato una cultura accoglie il messaggio cristiano al livello pi\u00f9 profondo del proprio specifico ed unico substrato psicologico collettivo e, dall\u2019altro lato, quella stessa cultura si converte e propone una versione inedita del Cristianesimo, all\u2019interno della Chiesa. Un concetto, quello di \u201dinculturazione\u201d che si usa anche in ambito antropologico culturale, per indicare la trasmissione, da una generazione all\u2019altra, della cultura del gruppo sociale di appartenenza. Si tratta di un processo il cui principale cardine \u00e8 la socializzazione del <strong>singolo<\/strong>, che apprende il linguaggio, riceve un\u2019educazione nel suo nucleo di appartenenza, imita i suoi simili adulti, assimila e trasmette le componenti della cultura del suo gruppo.<\/p>\n<p>Come nella visione cristiana, anche in quella antropologica, l\u2019incontro tra i singoli, la collettivit\u00e0 (che \u00e8 sempre <em>altro<\/em>, rispetto al singolo) e l\u2019incorporazione del singolo all\u2019<em>altro<\/em>, avviene per \u201cpagine\u201d, per frammenti dialogici.<\/p>\n<p>Ma anche per <strong>silenzi<\/strong>.<\/p>\n<p>Silenzi che non significano mancanza di parole espresse, ma momenti di \u201ctradizione\u201d (nel senso latino del vocabolo) concettuale e per fatti esaurienti. Una sorta di omissione che, proprio in quanto tale, si fa, ad un tempo, <span style=\"color: #ff00ff\"><em>significante<\/em> <\/span>e <span style=\"color: #ff00ff\"><em>significato<\/em><\/span>. Di quelli che, muti, tracciano solchi profondi nella memoria.<\/p>\n<p>Un unico appunto, mi sento di fare all\u2019utilizzo, errato, del termine inculturazione, da parte della dottrina sociale della Chiesa: sarebbe meglio, utilizzare il termine \u201cacculturazione\u201d, perch\u00e9 si tratta di un processo di incontro-scontro fra due culture diverse, in questo caso di tipo <strong>religioso<\/strong>, l\u2019una cristiano-cattolica e l\u2019altra islamica. E tutti noi stiamo vivendo, in Europa e altrove nel mondo, questo contatto, anche con sofferenze, morti e feriti.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9, proprio sulla base di questo mio <em>appunto scientifico<\/em>, direi che il valore di questo atto pubblico da parte del pontefice \u00e8 oltremodo significativo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Tutta questione di\u2026 incontro. In questi giorni il Pontefice ha compiuto una visita pastorale negli Emirati Arabi e molte persone, sia giornalisti che coloro i quali sono impegnati sul fronte umanitario, si sono chiesti se la pace ed il dialogo valgano il mancato affondo diretto, da parte del Papa, sui diritti umani compromessi, se non annichiliti, da parte degli Emirati. Infatti, Papa Francesco non ha esplicitamente speso parole sulla guerra nello Yemen, sul necessario riconoscimento della parit\u00e0 tra uomo e donna, sui diritti di quest\u2019ultima annientata dal regime arabo, cos\u00ec come non ha fatto cenno all\u2019uccisione del giornalista Jamal Kashoggi. [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2019\/02\/07\/come-lavora-questo-papa\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1039,"featured_media":2650,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[52332],"tags":[344210,53957,13311,87,823,60280,40,344209,12,344212,75524,87771,49375,196084,344211],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2649"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1039"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2649"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2649\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2651,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2649\/revisions\/2651"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2650"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2649"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2649"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2649"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}