{"id":2713,"date":"2019-04-04T08:49:01","date_gmt":"2019-04-04T06:49:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=2713"},"modified":"2019-04-04T08:49:01","modified_gmt":"2019-04-04T06:49:01","slug":"omicidi-senza-colore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2019\/04\/04\/omicidi-senza-colore\/","title":{"rendered":"Omicidi senza colore"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2019\/04\/Omicidio-di-Stefano-Leo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2714\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2019\/04\/Omicidio-di-Stefano-Leo-150x150.jpg\" alt=\"Omicidio di Stefano Leo\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>fragilit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Premetto che non provo nessuna umana piet\u00e0 nei confronti di Said Mechaout, l\u2019uomo che il 23 febbraio scorso ha <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/voglio-uccidere-italiano-poi-marocchino-sgozza-stefano-leo-1672728.html\">ucciso<\/a> Stefano Leo.<\/p>\n<p>Tuttavia, non giudico; lascio che una giustizia superiore lo faccia. Se ne parlo \u00e8 soltanto perch\u00e9, da antropologo della mente, vorrei capire i meccanismi mentali che inducono un uomo a togliere la vita ad un altro uomo, specialmente quando, alla base del gesto omicida, v\u2019\u00e8 una motivazione etichettabile, a tutta prima, <strong>come<\/strong> \u201crazziale\u201d.<\/p>\n<p>La prima domanda che mi sono posto \u00e8 se, effettivamente, la ragione di questo omicidio sia razziale. Un accenno di risposta si trova stabilendo un parallelismo tra la storia di Said Mechaout e quella di Luca Traini. Quest\u2019ultimo \u00e8 un giovane uomo di 28 anni di et\u00e0, bianco, caucasico, di media scolarizzazione. Segni particolari: porta tatuato, sulla tempia destra, il simbolo di Terza posizione. <strong>Aderente<\/strong> a posizioni politiche proprie della destra radicale, tenta la strada dell\u2019impegno politico con un risultato pari a zero.<\/p>\n<p>Questo giovane balza agli onori della cronaca per avere aperto il fuoco, in maniera randomizzata, su alcuni extracomunitari per vendicare Pamela Mastropietro, a sua volta barbaramente uccisa da un immigrato. A raid conclusosi, Luca Traini si consegna alle Forze dell\u2019Ordine, non prima di essersi avvolto nel tricolore ed aver <strong>gridato<\/strong>, col saluto romano, \u201cViva l\u2019Italia\u201d, dinanzi al monumento ai Caduti di Macerata.<\/p>\n<p>Sin dal primo momento del suo arresto, Luca Traini ha affermato di avere agito per vendicare la giovanissima Pamela. In buona sostanza, un uomo bianco vendica la morte di una donna bianca, uccisa da un uomo di colore. Infatti, i reati contestatigli sono aggravati dai motivi di odio razziale. Il gesto \u00e8 sembrato subito cos\u00ec folle, da far pensare che, al momento del gesto, Traini non fosse <strong>capace<\/strong> di intendere e di volere. La perizia psichiatrica eseguita su di lui ha stabilito, al contrario, che il giovane era in grado di rappresentare a se stesso le proprie azioni, il loro valore, ed era anche in grado di autodeterminarsi al compimento degli atti criminosi posti in essere. Tuttavia, la perizia ha cura di <a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/lazio\/notizie\/2018\/08\/14\/perito-traini-capace-intendere-e-volere_1016f7b5-fdad-47cb-840c-dd5a311128a1.html\">precisare<\/a> che, sebbene capace di intendere e di volere, Traini presenta dei \u201ctratti disarmonici della personalit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Ad un anno di distanza dai fatti di Macerata ci troviamo davanti a Said Mechaout. 27 anni compromessi da scelte (od occasioni, non sappiamo\u2026) di vita fallimentari, e che lo conducono a trovare ricovero in un luogo per chi \u00e8 senza tetto e <strong>senza<\/strong> un lavoro. Un giovane che, prima, pensa di uccidersi e poi matura rabbia e voglia di vendetta. Said acquista una confezione di coltelli a basso costo, sceglie quello pi\u00f9 grande, va a sedersi su una panchina dei Murazzi sul Lungo Po Machiavelli, ed attende pazientemente. Attende che, dinanzi a lui, passi non una persona qualsiasi, ma una persona precisa. <em>&#8220;Mi bastava che fosse<\/em> <strong>italiano<\/strong>, uno giovane, pi\u00f9 o meno della mia et\u00e0. (\u2026) L\u2019ho guardato ed ero sicuro che fosse italiano\u201d.<\/p>\n<p>Attendeva quello che noi italiani definiamo \u201cun bravo ragazzo e di buona famiglia\u201d, dall\u2019aspetto sereno, all\u2019apparenza privo di problemi, e portatore di quelle aspettative verso al vita che solo la giovane et\u00e0 pu\u00f2 <strong>dispensare<\/strong>. Ad un certo punto, il bravo ragazzo si \u00e8 materializzato davanti agli occhi di Said, che decide di ucciderlo con un fendente al collo perch\u00e9 muoia subito. Lo uccide cos\u00ec, esattamente come aveva programmato. Poi \u00e8 tornato al dormitorio. Attende un mese prima di consegnarsi e, nell\u2019atto di farlo, dice: \u201cVolevo ammazzare un ragazzo come me, togliergli tutte le speranze e i progetti che aveva, toglierlo ai suoi amici e parenti\u201d \u2013 e prosegue \u2013 \u201c<span style=\"color: #ff00ff\">Madre natura<\/span> stava cercando di farmi uccidere e allora ho pensato io di uccidere. Ho detto che potevo far pagare a Torino quello che \u00e8 di Torino&#8221;.<\/p>\n<p>Cos\u2019hanno in <strong>comune<\/strong> Luca Traini e Said Mechaout?<\/p>\n<p>Tre cose evidenti: la stessa et\u00e0, l\u2019odio razziale, la capacit\u00e0 di pianificare e portare a compimento un progetto criminoso. Un cosa \u00e8 meno evidente per\u00f2, il <strong>disagio<\/strong> psichico che, di per s\u00e9, non elimina n\u00e9 affievolisce la capacit\u00e0 di intendere e di volere, cos\u00ec come non giustifica n\u00e9 giuridicamente n\u00e9 eticamente i fatti da loro commessi. A dir la verit\u00e0, neppure spiega la ragione dei loro crimini. Ma \u00e8, senz\u2019altro e secondo la mia visione, un elemento fattuale che accende un enorme faro sulla natura delle nuove generazioni.<\/p>\n<p>27-28 anni sono un\u2019et\u00e0 in cui una persona sente di essere sul punto di considerare conclusa la propria giovinezza e di approssimarsi ad una nuova fase della vita, ovvero quella della vera costruzione del proprio mondo e dell\u2019assunzione di responsabilit\u00e0. Fino alla soglia dei trenta anni, viviamo le aspettative, <strong>sappiamo<\/strong> che siamo esseri in fieri, che gettano le basi per il futuro. Il nostro <em>must <\/em>(per dirla all\u2019inglese e come i giovani amano\u2026) \u00e8 attuare le aspettative. Giunti a circa trenta anni, si apre il periodo del consolidamento di ci\u00f2 che si \u00e8 seminato dopo i 20. Le aspettative personali di base, quali la serenit\u00e0 di fondo ed il lavoro, devono essersi attuate od essere in procinto di attuarsi. \u00c8 a questo punto della vita che si d\u00e0 una cornice a se stessi, <strong>valutando <\/strong>i risultati ottenuti nell\u2019et\u00e0 formativa.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che se i risultati ci sono e sono valutabili positivamente, il trentenne si incammina verso il processo di maturazione, con la concreta consapevolezza e speranza di lavorare su buone fondamenta per la <strong>costruzione<\/strong> del suo avvenire. Se i risultati non ci sono, oppure non sono suscettibili di considerazione positiva, il trentenne si avvia verso la maturit\u00e0, con la percezione di un dolore interiore che, se non elaborato, non solo si evolve negativamente, ma si cronicizza verso forme di impotenza, rabbia, desiderio di vendetta. Verso la ricerca di una rivalsa contro la collettivit\u00e0, indistintamente considerata.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 si trasforma in quel che, comunemente, <strong>definiamo<\/strong> \u201cdisagio psichico\u201d e che, oggi, accomuna Luca e Said. L\u2019impossibilit\u00e0 di vedere un futuro, ci fa odiare coloro che, apparentemente, sembrano avere prospettive di un futuro ottimo e certo, perch\u00e9 si ritiene che la differente nazionalit\u00e0 od il colore della pelle conferiscano loro posizioni economico-sociali di favore.<\/p>\n<p>Si badi bene: l\u2019odio razziale nutrito da Luca Traini e da Said Mechaout \u00e8 esattamente identico perch\u00e9 <strong>specularmente<\/strong> inverso. Un bianco odia i neri extracomunitari perch\u00e9, secondo lui, in Italia l\u2019immigrato nero \u00e8 trattato in maniera migliore di un bianco italiano. Un nero di cittadinanza italiana, per adozione, odia i bianchi italiani perch\u00e9, a suo modo di vedere, in Italia l\u2019essere bianco consente quella felicit\u00e0 che il nero italiano non pu\u00f2 nemmeno sognare.<\/p>\n<p>Ed allora, un compito si impone alla famiglia, come nucleo primordiale ed alla scuola come nucleo formativo secondario: insegnare che la felicit\u00e0, se esistente, non deriva dall\u2019appartenenza ad una specie, ma dalle scelte che il libero arbitrio ci fa <strong>compiere<\/strong>, nella valutazione delle occasioni che la vita stessa ci pone di fronte. Lo fa con tutti, anche se in misura, tempi e modi diversi. In tutte le geografie, pi\u00f9 o meno ricche o povere. Certo, senza occhi e mente adeguata non ci si accorge di nessuna occasione. E l\u2019attenzione alle occasioni, anche le minime, si impara, da ci\u00f2 che ci insegnano in famiglia e da ci\u00f2 che ascoltiamo a scuola da coloro che ci impartiscono gli elementi di qualsiasi disciplina.<\/p>\n<p>E una delle nozioni <strong>primarie<\/strong> che possiamo apprendere in famiglia e a scuola \u00e8 la consapevolezza che possiamo sempre lavorare su noi stessi, per emanciparci quando il destino non ci ha fatto nascere dentro una Rolls Royce, e da madre coperta di diamanti ed ermellino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 fragilit\u00e0. Premetto che non provo nessuna umana piet\u00e0 nei confronti di Said Mechaout, l\u2019uomo che il 23 febbraio scorso ha ucciso Stefano Leo. Tuttavia, non giudico; lascio che una giustizia superiore lo faccia. Se ne parlo \u00e8 soltanto perch\u00e9, da antropologo della mente, vorrei capire i meccanismi mentali che inducono un uomo a togliere la vita ad un altro uomo, specialmente quando, alla base del gesto omicida, v\u2019\u00e8 una motivazione etichettabile, a tutta prima, come \u201crazziale\u201d. La prima domanda che mi sono posto \u00e8 se, effettivamente, la ragione di questo omicidio sia razziale. 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