{"id":2728,"date":"2019-04-18T09:11:22","date_gmt":"2019-04-18T07:11:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=2728"},"modified":"2019-04-18T09:11:22","modified_gmt":"2019-04-18T07:11:22","slug":"adoro-benedetto-xvi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2019\/04\/18\/adoro-benedetto-xvi\/","title":{"rendered":"Adoro Benedetto XVI"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2019\/04\/Benedetto-XVI.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2730\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2019\/04\/Benedetto-XVI-150x150.png\" alt=\"Benedetto XVI\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>chiarezza<\/strong> e <strong>coraggio<\/strong>.<\/p>\n<p>Soltanto un mese e mezzo fa, all\u2019apertura del summit sulla pedofilia, abbiamo ascoltato le parole con cui Papa Bergoglio ha aperto i lavori: \u201cAscoltiamo il grido dei piccoli che chiedono giustizia. Grava sul nostro incontro il peso della responsabilit\u00e0 pastorale ed ecclesiale che ci obbliga a discutere insieme, in maniera sinodale, sincera e approfondita su come affrontare questo male che affligge la Chiesa e l\u2019umanit\u00e0. Il santo Popolo di Dio ci guarda e attende da noi non semplici e scontate condanne, ma misure concrete ed efficaci da predisporre. Ci vuole concretezza\u201d.<\/p>\n<p>Ascolto delle vittime, aperta condivisione pastorale ed ecclesiale di una piaga interna alla Chiesa, adozione di concrete misure a prevenzione e <strong>contrasto<\/strong> della pedofilia. Questo il manifesto di Papa Francesco, nell\u2019ambito della lotta alla pedofilia da parte degli ecclesiastici, lotta che non si pu\u00f2 \u2013 sempre nell\u2019ottica del Santo Padre \u2013 esaurire soltanto in mere sentenze di condanna.<\/p>\n<p>Tutto questo soltanto un mese e mezzo fa.<\/p>\n<p>Il 19 aprile scorso, il Papa Emerito Benedetto XVI ha affidato al mensile bavarese Klerusblatt ed alla testata italiana del <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/19_aprile_11\/papa-ratzinger-chiesa-scandalo-abusi-sessuali-3847450a-5b9f-11e9-ba57-a3df5eacbd16.shtml\">Corriere della Sera<\/a>, una sua personale lettera (che egli definisce \u201cappunti\u201d) in cui affronta il tema della pedofilia.<\/p>\n<p>Il testo del Papa Emerito ha suscitato immediatamente grandi polemiche su molteplici versanti, primo fra tutti quello relativo all\u2019attribuzione della responsabilit\u00e0 storica del sorgere della pedofilia all\u2019interno della Chiesa alla Rivoluzione culturale del \u201968. La prima affermazione importante, <strong>sempre<\/strong> secondo me e dal mio punto di vista (duplice, come cattolico cristiano e come uomo di scienza), \u00e8 la seguente: \u201cLa situazione ebbe inizio con l\u2019introduzione, decretata e sostenuta dallo Stato, dei bambini e della giovent\u00f9 alla natura della sessualit\u00e0\u201d. Una affermazione corroborata, se si continua la lettura, da una serie di esempi concreti, di vita quotidiana, a dir poco interessanti. Anche perch\u00e9, rivelano esempi di esperienze vissute direttamente dal Papa Emerito. E continua affermando che \u201ctra le libert\u00e0 che la Rivoluzione del 1968 voleva conquistare c\u2019era anche la completa libert\u00e0 sessuale, che non tollera alcuna norma\u201d. E pi\u00f9 avanti si legge che \u201c(\u2026) Della fisionomia della <strong>Rivoluzione<\/strong> del 1968 fa parte anche il fatto che la pedofilia sia stata diagnosticata come permessa e conveniente\u201d. Dunque, il percorso logico e teologico con cui si snoda questa ricostruzione storica \u00e8 il seguente: il movimento del \u201968 ha sdoganato qualsiasi forma di libert\u00e0 umana, compresa la sessuale. Inoltre, l\u2019evidenza scientifica di una sessualit\u00e0 infantile ha determinato la volont\u00e0 politica di proporre una educazione sessuale quasi massificata. Infine, la pedofilia, come espressione di libert\u00e0 sessuale, tanto adulta quanto infantile, si \u00e8 lentamente affrancata in alcune menti ecclesiastiche.<\/p>\n<p>Come dicevo, questo \u00e8, mediaticamente, il passaggio pi\u00f9 controverso di questa lunghissima lettera. Quello in cui si sono volute riconoscere le orme di un Papa Emerito colpito da un attacco di <strong>giustizialismo<\/strong> storico, alla ricerca di una causa della pedofilia clericale, ma una causa che si ponesse al di fuori della Chiesa. Persino al di fuori delle responsabilit\u00e0 attribuite allo stesso Cardinale Ratzinger, quando si trovava alla guida della Congregazione della Dottrina della Fede, in merito ad una sua presunta sistematica opera di insabbiamento di casi di abusi sessuali su minori perpetrati da preti. Peraltro, sempre nella lettera, Benedetto XVI spiega chiaramente come per il Diritto Canonico fosse molto difficile procedere definitivamente contro questi abomini, e proprio in nome di un Diritto che tutelava molto di pi\u00f9 gli accusati che gli accusatori. A questo proposito, cita l\u2019Enciclica <em>Veritatis splendor<\/em>, del 6 agosto 1993, <strong>promulgata<\/strong> da Giovanni Paolo II, con la quale Papa Wojtyla esponeva chiaramente la presenza di un Bene supremo in contrasto ad un Male, altrettanto teologicamente supremo, sul quale non era possibile derogare o produrre atteggiamenti relativistici.<\/p>\n<p>Ma, nel considerare focale questa parte della lettera rispetto all\u2019intero testo, si rischia di non tenere nel dovuto conto almeno un paio di circostanze. Innanzi tutto, il resto del testo \u00e8 semplicemente stupendo, e questa \u00e8 ovviamente una mia personale opinione. Leggere Benedetto XVI \u00e8 sempre <strong><em>una esperienza emotiva che sa di cervello<\/em><\/strong> che alimenta le proprie cognizioni esistenziali, e lo fa secondo principi antropologici, nei quali si riconosce perfettamente tutto l\u2019impianto riflessivo del nostro Occidente. Cosa importante, perch\u00e9 avviene proprio quando, da molte parti, si ritiene che questo nostro mondo occidentale sia in crisi, privo di riferimenti. No, secondo Benedetto XVI siamo noi che ci stiamo voltando da un\u2019altra parte, rispetto a contenuti di una antropologia teologica che invece ne garantirebbe la sopravvivenza.<\/p>\n<p>Seconda considerazione. Joseph Ratzinger nasce nel 1927 e, successivamente all\u2019esperienza militare, durante la seconda guerra mondiale, inizia a frequentare l\u2019Istituto Superiore di Filosofia e Teologia di Frisinga, nel 1946. Riceve l\u2019ordinazione diaconale nel 1950. Formatosi nell\u2019ambito del neoplatonismo agostiniano, le sue due stelle polari in ambito teologico, sino ed oltre l\u2019assunzione delle cattedre di Teologia Fondamentale e Teologia Dogmatica, sono Sant\u2019Agostino e San Bonaventura. <strong>Dunque<\/strong>, non deve stupire l\u2019atteggiamento culturale del Papa Emerito dinanzi alla Rivoluzione del 1968, in quanto coerente con l\u2019approccio psicologico di un uomo del suo tempo, che volontariamente aderisce agli impianti teologici dei Padri della Chiesa appena citati.<\/p>\n<p>Il movimento del \u201968 vede le \u201clibert\u00e0\u201d come innesco dell\u2019attivit\u00e0 umana: ogni \u201cdiritto\u201d, per il 1968, nasce come \u201cdiritto di liberta da\/di\u201d. Si tratta di una prospettiva culturale antitetica rispetto a quella in cui si \u00e8 formato Joseph Ratzinger. A questo proposito, illuminante \u00e8 la frase seguente, nella quale personalmente mi trovo in agio: \u201cQuando in una societ\u00e0 Dio muore, essa diviene libera, ci \u00e8 stato assicurato. In verit\u00e0, la morte di Dio in una societ\u00e0 significa anche la fine della sua libert\u00e0, perch\u00e9 muore il senso che offre orientamento\u201d. Non a caso, nel corpo della lettera affidata a Klerusblatt, ci\u00f2 che il Papa Emerito definisce \u201ccollasso spirituale\u201d, strettamente legato alla \u201cpropensione alla violenza che caratterizz\u00f2 quegli anni\u201d (quelli a <strong>partire<\/strong> dal 1968), si pone, storicamente, come un fenomeno parallelo e coevo al \u201ccollasso della teologia morale che ha reso inerme la Chiesa di fronte a quei processi nella societ\u00e0\u201d. Al collasso spirituale\u00a0 come causa del 1968 fa, da contraltare, il collasso morale nella Chiesa. Nella narrazione degli \u201cappunti\u201d, il riferimento all\u2019epoca del \u201968 si conclude qui. D\u2019altro canto, Benedetto XVI \u00e8 un teologo. E per un teologo della sua epoca, \u00e8 perfettamente naturale vedere il 1968 come un terremoto morale che, pur tuttavia, non \u00e8 l\u2019unico di quel periodo.<\/p>\n<p>La lettera prosegue denunciando la decadenza morale all\u2019interno della Chiesa con la riaffermazione del relativismo morale figlio dell\u2019allontanamento della Chiesa stessa dal giusnaturalismo, un relativismo contro cui Giovanni Paolo II si batte, con grandissimo vigore fino all\u2019emanazione della enciclica <em>Veritatis splendor,<\/em> come gi\u00e0 accennato. Ratzinger spende parole fortissime a sostegno della reazione di <strong>Papa Woytila<\/strong>: \u201dNon ci poteva e non ci doveva essere alcun dubbio che la morale fondata sul bilanciamento di beni deve rispettare un ultimo limite. Ci sono beni che sono indisponibili. Ci sono valori che non \u00e8 mai lecito sacrificare in nome di un valore ancora pi\u00f9 alto e che stanno al di sopra anche della conservazione della vita fisica. Dio \u00e8 di pi\u00f9 anche della sopravvivenza fisica\u201d.<\/p>\n<p>Terza considerazione. Oltre al relativismo morale, Benedetto XVI individua anche un altro sintomo della dissoluzione interna alla Chiesa, ovvero la diffusione della tesi secondo cui il magistero ecclesiale pu\u00f2 assumere decisioni infallibili solo nell\u2019ambito della fede, ma non in quello della morale. Si tratta di una tesi che, secondo il Papa Emerito, ha fortemente <strong>contribuito<\/strong> al decadimento morale interno alla Chiesa; con accenti accorati scrive \u201cE tuttavia, c\u2019\u00e8 un minimum morale che \u00e8 inscindibilmente connesso con la decisione fondamentale di fede e che deve essere difeso, se non si vuole ridurre la fede a una teoria e si riconosce, al contrario, la pretesa che essa avanza rispetto alla vita concreta\u201d.<\/p>\n<p>Ecco, in questo contesto storico della morale, in questo \u201cprocesso di dissoluzione della concezione cristiana della morale\u201d, si inserisce, secondo Benedetto XVI, il \u201cproblema della preparazione al ministero sacerdotale nei seminari\u201d. Ossia del \u201ccollasso della forma vigente sino a quel momento di questa preparazione. In diversi seminari si formarono <em>club <\/em>omosessuali che agivano pi\u00f9 o meno apertamente e che chiaramente trasformarono il clima nei seminari\u201d. Crisi morale all\u2019interno della <strong>Chiesa<\/strong>, come matrice della cattiva preparazione dei seminaristi, una preparazione che evidenziava i suoi frutti sotto l\u2019aspetto sessuale, e le cui perversioni principali, sempre secondo Ratzinger, erano l\u2019omosessualit\u00e0 e la pedofilia. \u201cLa questione della pedofilia \u00e8, per quanto ricordi, divenuta scottante solo nella seconda met\u00e0 degli anni \u201980. Negli Stati Uniti nel frattempo era gi\u00e0 cresciuta, divenendo un problema pubblico\u201d, altro passaggio della sua lettera.<\/p>\n<p>Certamente, a tutta prima fa molta specie il fatto che, nella mente di un Papa, vi siano, per un verso, una progressione logica tra decadenza morale ed omosessualit\u00e0 e, per altro verso, un legame di causalit\u00e0 (spinto quasi al limite)tra omosessualit\u00e0 e pedofilia. Ma tant\u2019\u00e8: anche questo rientra nella formazione culturale di Benedetto XVI. Inoltre, la Bibbia a questo proposito \u00e8 chiara, e lo \u00e8 rispetto alla omosessualit\u00e0 e alla pedofilia. Possiamo girarci attorno, ma la Bibbia condanna tanto la prima quanto la seconda. E con questo non voglio dire che gli omosessuali siano contro natura, mentre ritengo che la pedofilia sia una <strong>patologia<\/strong> mentale. Mi sono gi\u00e0 espresso chiaramente su ci\u00f2 che penso dei Gay, e condivido il pensiero di Papa Francesco, quello gi\u00e0 famoso ed espresso durante un viaggio in aereo, di ritorno a Roma. Eppure, la Bibbia \u00e8 chiara. Sta ad ogni cattolico, nella sua intimit\u00e0 con Dio, una questione comunque anche personale, problematizzare i propri comportamenti sessuali, rifletterci e chiedere spiegazioni al Padre. Anche se sembro protestante, penso che un po\u2019 di rapporto personale con Dio non faccia male, nemmeno ai confessori.<\/p>\n<p>Fatto sta che, secondo Benedetto XVI, la pedofilia \u00e8 un problema cui Roma non seppe rispondere energicamente, perch\u00e9 il blando rinnovamento del Codice penale si fece strada con grande lentezza. Ed anche perch\u00e9 era invalsa, nel diritto penale, la teoria secondo cui il principio del \u201cgarantismo\u201d degli accusati era l\u2019unico coerente con quello \u201cconciliare\u201d, come ho pi\u00f9 sopra accennato. Una <strong>censura<\/strong> fortissima, questa, che Ratzinger chiosa dicendo che \u201c\u00e8 importante e abbisogna di garanzia non solo il diritto dell\u2019accusato. Sono altrettanto importanti beni preziosi come la fede. Un diritto canonico equilibrato, che corrisponda al messaggio di Ges\u00f9 nella sua interezza, non deve dunque essere garantista solo a favore dell\u2019accusato, il cui rispetto \u00e8 un bene protetto dalla legge. Deve proteggere anche la fede, che del pari \u00e8 un bene importante protetto dalla legge\u201d.<\/p>\n<p>La terza parte della lettera, che considero molto importante, dal mio punto di vista, ossia antropologico, mentale e sociale, \u00e8 dedicata alle \u201cprospettive\u201d di soluzione chela questione della pedofilia deve avere. \u201cCome ha potuto la pedofilia raggiungere una dimensione del genere? In ultima analisi il motivo sta nell\u2019assenza di Dio. <strong>Anche noi cristiani e sacerdoti preferiamo non parlare di Dio, perch\u00e9 \u00e8 un discorso che non sembra avere utilit\u00e0 pratica<\/strong>. Dopo gli sconvolgimenti della Seconda guerra mondiale, in Germania avevamo adottato la nostra Costituzione dichiarandoci esplicitamente responsabili davanti a Dio come criterio guida. Mezzo secolo dopo non era pi\u00f9 possibile, nella Costituzione europea, assumere la responsabilit\u00e0 di fronte a Dio come criterio di misura. <strong>Dio viene visto come affare di partito di un piccolo gruppo e non pu\u00f2 pi\u00f9 essere assunto come criterio di misura della comunit\u00e0 nel suo complesso<\/strong>. In questa decisione si rispecchia la situazione dell\u2019Occidente, nel quale Dio \u00e8 divenuto fatto privato di una minoranza\u201d.Restituire a Dio, che si \u00e8 fatto uomo, il posto che gli \u00e8 naturale e cio\u00e8 la sua anteposizione a tutto: questa la vera cura secondo Ratzinger. Ebbene, si pu\u00f2 non essere concordi con quanto affermato dal Papa Emerito in questi suoi \u201cappunti\u201d. Ed, in effetti, si potrebbe obiettare che gi\u00e0 il canone 71 <em>De stupratorum puerorum<\/em>, del Concilio di Elvira del 305, condanna i pedofili, anche con la negazione della comunione in punto di morte. Cos\u00ec come nel VI\u00b0 Secolo dopo Cristo, Papa Gregorio I\u00b0 scrive, nella sua <em>Regula pastoralis<\/em>, che i preti pedofili dovevano attendersi pene maggiorate nell\u2019inferno.<\/p>\n<p>Dunque, il giudizio storico sul \u201968 come punto di origine della pedofilia, pu\u00f2 dirsi non condivisibile. Io, per esempio, condivido la sua <strong>sostanziale<\/strong> impostazione, con qualche piccolo distinguo e basta. Eppure, ridurre l\u2019intera lettera di Benedetto XVI a questa affermazione \u00e8 fuorviante di una lettura del testo che tenga conto della necessit\u00e0 di contestualizzazione storica che un teologo agostiniano possa e debba fare.<\/p>\n<p>Il \u201cqui\u201d ed \u201cora\u201d \u00e8 rilevante per il Papa Emerito, <strong>specialmente<\/strong> quando si affrontano questioni che mettono in stretta relazione l\u2019Uomo con il suo Creatore. Certo, per chi ha il dono della fede. Ma la fede non la si riceve solo in dono, bisogna anche cercarla. Altrimenti sarebbe troppo facile, tanto il professarla quanto il negarla. Non saremmo responsabili di quasi nulla.<\/p>\n<p>Infatti, ci ricorda Benedetto XVI: \u201c(\u2026) solo dove la fede non determina pi\u00f9 l\u2019agire degli uomini sono possibili tali delitti\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 chiarezza e coraggio. 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