{"id":2764,"date":"2019-05-13T08:39:42","date_gmt":"2019-05-13T06:39:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=2764"},"modified":"2019-05-14T09:58:45","modified_gmt":"2019-05-14T07:58:45","slug":"diventare-humus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2019\/05\/13\/diventare-humus\/","title":{"rendered":"Diventare humus"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2019\/05\/humus.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2765\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2019\/05\/humus-150x150.jpg\" alt=\"humus\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>contro effetti<\/strong>.<\/p>\n<p>Diventare humus. L\u2019ultima frontiera della follia umana.<\/p>\n<p>\u00c8 notizia di questi giorni che lo Stato\u00a0federale di Washington ha proposto una legge per consentire, a tutti coloro che nella vita hanno avuto una particolare passione per la cura delle piante, di poter disporre, per via testamentaria, la propria <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/weird-news\/folle-proposta-legge-morire-e-farsi-trasformare-concime-1689528.html\">trasformazione<\/a> in humus una volta defunti. Pare che la ragione alla base di questa opzione legislativa sia la volont\u00e0 di garantire una maggior tutela dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>In tutta franchezza, la vedo diversamente. Oggi, mi sembra, viviamo un\u2019epoca in cui la globalizzazione \u00e8 ad uno stadio relativamente spinto. Ed essa, forse, sta stimolando due fondamentali atteggiamenti mentali nell\u2019Uomo: a) l\u2019idea che, da un lato, non esista pi\u00f9 l\u2019individuo, come essere dotato di sue uniche peculiarit\u00e0; b) dall\u2019altro lato, che stia <strong>sopravvenendo<\/strong> la morte dell\u2019individualit\u00e0, a favore di una concezione dell\u2019Uomo indistinta, indifferenziata, generalizzata. Stiamo passando dal concetto di \u201cUomo\u201d, come specificit\u00e0, a quella di uomo come \u201cente collettivo\u201d, sovrapponendo la figura dell\u2019Uomo con quella dell\u2019Umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Questo cambio di <strong>prospettiva<\/strong> culturale \u00e8 stato lento ma infiltrante, sottotraccia ma efficacissimo e la sua risultante, a livello sia conscio e soprattutto inconscio, \u00e8 che gli individui stanno andando alla ricerca dell\u2019elemento di specificit\u00e0 che un uomo pu\u00f2 presentare rispetto ad un altro. In un mondo cosmopolita, dove l\u2019uso dell\u2019iPhone \u00e8 invalso; in cui il chicken country McDonald\u2019s che si mangia a Mosca ha lo stesso sapore di quello che si mangia Roma ed a New York; dove la felicit\u00e0 si raggiunge soltanto attraverso la Mindfulness e la PNL, ebbene, in questo mondo, mi sembra sia necessario un recupero del valore individuale umano, senza escludere la dimensione culturale della sua stessa esistenza.<\/p>\n<p>La storia si ripete. Oggi come accadde nel periodo immediatamente successivo alla morte di Alessandro Magno (323 a.C.), il mondo \u00e8 caratterizzato da due elementi fortemente discordanti tra loro: cosmopolitismo e individualismo. Vi \u00e8, per\u00f2, una <strong>sostanziale<\/strong> differenza tra l\u2019uomo ellenistico e quello odierno.<\/p>\n<p>Il primo arginava la globalizzazione ricercando in se stesso e nella propria anima le risorse necessarie, prima fra tutte la serenit\u00e0, per affrontare l\u2019esistenza. L\u2019ellenico amava la ricerca, i viaggi, la novit\u00e0, la conoscenza ed \u00e8 in questo clima che nasce e si radica la filosofia epicurea, volta al raggiungimento della felicit\u00e0 per il tramite del distacco dalle cose del mondo, verso la contemplazione.<\/p>\n<p>L\u2019uomo contemporaneo cerca di sottrarsi alla massificazione con la ricerca dello shock emotivo, ponendosi sopra le righe, facendo dell\u2019eccentricit\u00e0 il <strong>proprio<\/strong> mito e segno distintivo allo stesso tempo. Ed \u00e8 in questo perenne alzare il tiro verso l\u2019inverosimile che si pensa di conservare la propria individualit\u00e0, di tutelare i propri diritti e prerogative di singoli, senza minimamente accorgersi che tutto ci\u00f2 ha del parossistico dal momento che, molto spesso, sconfina nel patologico.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il senso, o meglio, il valore aggiunto di una scelta individuale che vada verso la trasformazione del proprio cadavere in humus? Nessuna, tranne il soddisfare l\u2019idea, che si nutre da vivi, di essere cos\u00ec onnipotenti da raggiungere l\u2019immortalit\u00e0 divenendo parte di un composto terreo, senza nessun riferimento alla trascendenza insita persino nel concetto stesso di <em>Natura<\/em>.<\/p>\n<p>No, si diventa <em>humus<\/em> perch\u00e9 si amavano le piante in vita. Davvero, risulta <strong>difficile<\/strong> comprendere lo stile cognitivo con il quale si trova questa giustificazione. In effetti, in questo ragionamento non \u00e8 presente alcun valore di autoconsapevolezza, nemmeno in ottica ecologica, perch\u00e9 la cosa ha un\u2019inferenza vicina allo zero. Non ha un valore umano, visto che non accresce il sentimento dell\u2019appartenenza al nostro genere. Instilla soltanto l\u2019idea che l\u2019arbitrio di un uomo possa spingersi sino a trasformarsi in quello che vuole, oppure nell\u2019oggetto\/soggetto della propria concupiscenza.<\/p>\n<p>Si diventa <span style=\"color: #99cc00\"><em>humus<\/em> <\/span>perch\u00e9 siamo <span style=\"color: #99cc00\"><em>humus<\/em><\/span>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 contro effetti. Diventare humus. L\u2019ultima frontiera della follia umana. \u00c8 notizia di questi giorni che lo Stato\u00a0federale di Washington ha proposto una legge per consentire, a tutti coloro che nella vita hanno avuto una particolare passione per la cura delle piante, di poter disporre, per via testamentaria, la propria trasformazione in humus una volta defunti. Pare che la ragione alla base di questa opzione legislativa sia la volont\u00e0 di garantire una maggior tutela dell\u2019ambiente. In tutta franchezza, la vedo diversamente. 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