{"id":2962,"date":"2019-11-07T07:41:06","date_gmt":"2019-11-07T05:41:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=2962"},"modified":"2019-11-07T07:41:06","modified_gmt":"2019-11-07T05:41:06","slug":"ci-vuole-una-destra-piu-sana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2019\/11\/07\/ci-vuole-una-destra-piu-sana\/","title":{"rendered":"Ci vuole una destra pi\u00f9 sana"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2019\/11\/Complessit\u00e0_00.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2963\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2019\/11\/Complessit\u00e0_00-150x150.jpg\" alt=\"Complessit\u00e0_00\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026\u00a0<strong>evoluzione<\/strong>.<\/p>\n<p>Ho atteso a scrivere quello che leggerete.<\/p>\n<p>Penso, per\u00f2, che sia venuto il momento di ragionare sulla temperie culturale che comincia ad essere <span style=\"color: #993366\"><em>pesante<\/em><\/span>, opprimente e negativa. E mi riferisco alla possibilit\u00e0 di esprimere le proprie idee, le proprie convinzioni senza suscitare reazioni di aggressivit\u00e0 spropositata, decisamente viscerale. Eppure, sembra che l&#8217;imperativo <strong>categorico<\/strong> kantiano sia quello di produrre odio, anche quando con pacatezza si difendono situazioni esistenziali emarginate, sottovalutate, ma vantaggiose certamente a coloro che le procurano.<\/p>\n<p>La sinistra italiana \u00e8 al macero. Divisa e suddivisa in mille personalismi, totalmente allo sbando e senza nessuna credibilit\u00e0, se non quella prodotta <em>ad hoc<\/em> dai media, che sono sostanzialmente a suo libro paga. Le tematiche sociali, quelle legate al riconoscimento dello sforzo che ogni italiano compie, per esempio, per conquistare la posizione sociale che si addice alle proprie fatiche, sono state quasi completamente <strong>abbandonate<\/strong>. Si pensa, giustamente, all&#8217;odio comunicato, mentre si lascia perdere quello prodotto da una immobilit\u00e0 sociale e culturale che sta diventando sempre pi\u00f9 evidente, soffocante e debilitante.<\/p>\n<p>E, in questa situazione, cosa fa la destra? Si compatta,\u00a0 grazie anche a questo sfaldamento a sinistra. Ma si compatta attorno a quale narrazione di futuro? Mi sembra che la sua narrazione sia solamente nazionale, confinata all&#8217;interno di un perimetro che non esiste pi\u00f9, nel caso fosse mai davvero esistito: la nazione Italia. Indro Montanelli diceva che esistono gli italiani, ma non esiste l&#8217;Italia, e che i primi sarebbero sempre stati vincitori, in qualsiasi parte del mondo si fossero recati. Ed \u00e8 ancora <strong>sostanzialmente<\/strong> vero, mentre i labili sentimenti nazionali sono confusi con l&#8217;idea di territorio politico, e promulgati assieme all&#8217;idea che qualcosa ci sia prima o dopo. In realt\u00e0, la complessit\u00e0 mondiale nella quale viviamo pone problemi che non hanno una loro successione cronologica, ma si presentano in contemporaneit\u00e0. Ed \u00e8 questa <em>sincronicit\u00e0<\/em> che non si vuole accettare, e da lei stiamo fuggendo, perch\u00e9 solo cos\u00ec riusciamo a nascondere la polvere sotto il tappeto dell&#8217;esistenza globalizzata.<\/p>\n<div id=\"attachment_2965\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2019\/11\/1_Amy_Judd_art_yatzer.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-2965\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-2965\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2019\/11\/1_Amy_Judd_art_yatzer-150x150.jpg\" alt=\"Le creature angeliche di Amy Judd\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2965\" class=\"wp-caption-text\">Le creature angeliche di Amy Judd<\/p><\/div>\n<p>Che fare? Dovremmo produrre, ancora prima del consenso, un dialogo costante e continuo con il mondo dell&#8217;innovazione tecnologica, con le problematiche <strong>internazionali<\/strong> per sviluppare quella coscienza antropologica che oggi manca, e in nome della quale esprimiamo odi e incomprensioni a scopi elettorali. Dovremmo ricercare un dialogo, davvero sentito nel profondo della nostra identit\u00e0, con le nostre contraddizioni, sviluppando il coraggio di abbandonare i cattivi maestri attuali e del passato.<\/p>\n<p>Karl Raimund Popper diceva, parafrasandolo, che una buona scuola la si riconosce dalla capacit\u00e0 di lasciare a casa i cattivi maestri.<\/p>\n<p>Ecco, sarebbe l&#8217;ora di farlo, tanto a destra quanto a sinistra. Continuare a parlare di nazione senza collocarla in una dimensione internazionale non ha letteralmente senso, se non quello di alimentare la miopia <strong>necessaria<\/strong> per scrivere una croce sulla scheda, al momento opportuno.<\/p>\n<p>Santa Madre Teresa di Calcutta ci ricorda che il &#8220;povero non ha solo fame, ma ha una fame terribile di dignit\u00e0&#8221;, e, da questo punto di vista sono molti, tantissimi, i <em>poveri umani adulti e meno adulti<\/em>.<\/p>\n<p>E, intanto, i giovani ci <span style=\"color: #ff00ff\">abbandonano<\/span>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026\u00a0evoluzione. Ho atteso a scrivere quello che leggerete. Penso, per\u00f2, che sia venuto il momento di ragionare sulla temperie culturale che comincia ad essere pesante, opprimente e negativa. 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