{"id":3016,"date":"2019-12-16T07:29:05","date_gmt":"2019-12-16T05:29:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=3016"},"modified":"2019-12-16T07:29:05","modified_gmt":"2019-12-16T05:29:05","slug":"perche-il-populismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2019\/12\/16\/perche-il-populismo\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 il populismo?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2019\/12\/Populismo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3017\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2019\/12\/Populismo-150x150.jpg\" alt=\"Populismo\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026\u00a0<strong>riflessione<\/strong>.<\/p>\n<p>Partiamo da queste <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/vento-soffia-destra-e-sbaglia-chi-dice-che-voto-pancia-1798911.html\">considerazioni<\/a>, che giudico fonte preziosa di riflessioni a meditazioni.<\/p>\n<p>La prima considerazione \u00e8 di ordine neuro-cognitivo, e si riferisce al fatto che il politologo di cui si parla nell&#8217;articolo linkato, afferma con giustezza scientifica che la mente \u00e8 espressione delle proprie emozioni. Noi sappiamo, in effetti, che le emozioni hanno il compito evolutivo di dirigere le nostre scelte razionali, e che permettono una valutazione istantanea, intuitiva dell&#8217;ambiente, segnalando alla mente quali riflessioni siano utili per la sopravvivenza. Dunque, rispetto alla tristezza, per esempio, quando la nostra mente l&#8217;avverte, avviene quella elaborazione che <strong>permette<\/strong> ad ognuno di noi di superarla, giustificarla e comprenderla, associando tale elaborazione allo stimolo che l&#8217;ha alimentata.<\/p>\n<p>Questo avviene per tutte le nostre sei emozioni primarie, ossia per la <em>sorpresa<\/em>, la <em>paura<\/em>, il <em>dolore<\/em>, la <em>gioia<\/em>, l&#8217;<em>ira<\/em> e il <em>disgusto<\/em>. Quindi, ci\u00f2 che viene definito oggi populismo non \u00e8 <em>pancia umana<\/em>, ma <em>elaborazione socio-culturale<\/em> di menti umane che hanno valutato in un certo modo le <strong>emozioni<\/strong> che vivono tutti i giorni. E si tratta di emozioni che hanno a che fare con i propri progetti di vita, le proprie esigenze lavorative e dunque il proprio futuro. Sono dunque risposte meditate e non improvvise, oppure impulsive, per pensare al proprio futuro in termini possibili, e non improbabili.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 la Brexit e questi sono i diversi sovranismi che stanno emergendo in tutta Europa, e non solo. Mi sembra che anche gli Stati Uniti, la Cina, l&#8217;Australia ed altre grandi nazioni\/continenti si stiano organizzando in questo modo. Ci\u00f2 significa che nell&#8217;era della globalizzazione e dei <em>social<\/em>, tutti noi siamo <em><strong>isolati<\/strong> e <strong>connessi<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p>La seconda considerazione \u00e8 di ordine pi\u00f9 antropologico-evolutivo.<\/p>\n<p>Gli eventi che caratterizzano l&#8217;evoluzione della nostra specie, in tutte le sue manifestazioni culturali, sono suddivisibili in due grandi categorie fondamentali: a) macroscopici e b) microscopici. Entrambe le categorie, si suddividono ulteriormente in: a) macroscopici visibili o invisibili e b) microscopici visibili o invisibili. Quando sono macroscopici, le reazioni del potere costituito sono della stessa intensit\u00e0, come nel caso della <strong>Rivoluzione Francese<\/strong> del 1789 e della <strong>Restaurazione<\/strong> nel 1815, considerate nella loro dimensione evolutivo-antropologica, individuando le dovute differenze socio-culturali. Quando gli eventi sono microscopici, le reazioni sono sporadiche, localizzate e apparentemente &#8220;normali&#8221;, come nel caso della caduta dei governi edei risultati elettorali gestiti con i sondaggi. In questo ultimo caso, possono anche non presentarsi reazioni apparenti, ma si presentano comunque strategie a lungo di termine di risposta, sempre da parte del potere costituito.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 esattamente questo ultimo tipo di reazione che si sta verificando in Europa, da parte dei tecnocrati e del potere dello status quo, rispetto alle istanze, sempre meno sotterranee, di autonomia nazionale, sociale e culturale. Ecco perch\u00e9, sono d&#8217;accordo totalmente con il politologo circa il fatto che ci\u00f2 che sta avvenendo in <strong>Gran Bretagna<\/strong> aprir\u00e0 le porte sociali e culturali verso un aumento progressivo dei diversi sentimenti nazionali dei singoli Stati Europei.<\/p>\n<p>In questo contesto, persino le <em>sardine<\/em>, che rappresentano una reazione disperata del PD per recuperare voti tornando fra la gente (senza per\u00f2 nessuna capacit\u00e0 di giustificare politicamente questo recupero, dato il livello di sfiducia cognitiva per i <em>sinistrati<\/em> che il <em>popolo tutto nutre<\/em>) non fanno altro che alimentare la riflessione definita sovranista.<\/p>\n<p>In questo <strong>scenario<\/strong>, cosa penso?<\/p>\n<p>Beh, penso che il male della politica mondiale generale, e in particolare quella italiana, sia quello di creare e cercare alleanze partitiche, invece di produrre idee realistiche, concrete e realizzabili di <em>futuro <strong>condiviso<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p>E, come accade sempre, per ora, nella storia biologica umana, vincer\u00e0 il desiderio di sopravvivenza, ossia la speranza di un futuro. Non dimentichiamo che io definisco la <em><strong>speranza<\/strong> come l&#8217;esercizio quotidiano della volont\u00e0 che si adegua al proprio <span style=\"color: #ff00ff\">immaginario<\/span> di futuro<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026\u00a0riflessione. Partiamo da queste considerazioni, che giudico fonte preziosa di riflessioni a meditazioni. La prima considerazione \u00e8 di ordine neuro-cognitivo, e si riferisce al fatto che il politologo di cui si parla nell&#8217;articolo linkato, afferma con giustezza scientifica che la mente \u00e8 espressione delle proprie emozioni. Noi sappiamo, in effetti, che le emozioni hanno il compito evolutivo di dirigere le nostre scelte razionali, e che permettono una valutazione istantanea, intuitiva dell&#8217;ambiente, segnalando alla mente quali riflessioni siano utili per la sopravvivenza. 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