{"id":3244,"date":"2020-05-11T07:06:16","date_gmt":"2020-05-11T05:06:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=3244"},"modified":"2020-05-11T07:06:16","modified_gmt":"2020-05-11T05:06:16","slug":"linsegnamento-di-zio-covid-19","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2020\/05\/11\/linsegnamento-di-zio-covid-19\/","title":{"rendered":"L&#8217;insegnamento di zio Covid-19"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2020\/05\/Globalization.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3245\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2020\/05\/Globalization-150x150.jpg\" alt=\"Globalization\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>E tutta questione di\u2026 <strong>umilt\u00e0<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Ecco, direi che con l&#8217;articolo di oggi posso anche terminare di scrivere le mie considerazioni, personali e generali, sul periodo che stiamo vivendo, a meno che non si crei la <strong>circostanza<\/strong> di una ulteriore necessit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">E forse \u00e8 il caso di tirare le somme\u00a0su\u00a0ci\u00f2 che, mi auguro, il mondo abbia potuto imparare da questa situazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">La prima generale considerazione \u00e8 quella riferita ad una migliore consapevolezza, generale e antropologica, circa la <strong><i>precariet\u00e0 naturale dell&#8217;esistenza umana<\/i><\/strong>, nonostante tutte le continue e sbandierate conquiste della scienza, sia medica che tecnologica. La nostra era post-industriale ha sviluppato la convinzione che sia del tutto normale, in occidente, essere esenti da problemi che <strong><i>riguardano gli altri abitanti del mondo<\/i><\/strong>, ma non noi. Mi riferisco alle condizioni igieniche nelle quali si trovano le popolazioni, alla qualit\u00e0 della vita quotidiana nel mondo del lavoro, al livello di corruzione e collusione delle diverse istituzioni socio-politiche, al rapporto che stabiliamo con la nostra idea di natura e quindi di progresso, e dunque ai presupposti quotidiani su ci\u00f2 che consideriamo essere <strong><i>sano e malato<\/i><\/strong> del nostro modo di vivere.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Ebbene, per coloro che hanno avuto l\u2019occasione realistica di riflettere in questo momento di convivenza forzata con la propria solitudine, i propri pensieri, e che quindi hanno avuto la possibilit\u00e0 di <strong>esercitare<\/strong> il dono della meditazione, qualche cosa dovrebbe essere cambiato rispetto agli elementi che ho evidenziato. Certo, non lo sar\u00e0 per tutti. Ma l\u2019evoluzione non procede contemporaneamente e per massificazione territoriale, ma procede secondo passi distinti nelle diverse culture del mondo e nei territori.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Quest\u2019ultima considerazione, ci permette di giungere alla ulteriore riflessione: non possiamo pi\u00f9 ritenere la globalizzazione come qualcosa al di fuori del nostro controllo, come se possedesse quelle cosiddette leggi cui facciamo riferimento nella locuzione \u201cla volont\u00e0 del mercato\u201c, a causa della quale crediamo di non essere nelle condizioni di <strong>esprimere<\/strong> la nostra volont\u00e0. Certo, la nostra volont\u00e0 possiede dei limiti, come non faccio altro che ripetere ultimamente, anche qui. Ma ci\u00f2 non significa che non si abbia la possibilit\u00e0 di esprimerla, o cercare di produrre atteggiamenti che siano pi\u00f9 consapevoli dei nostri stessi limiti, invece di fare finta di niente e sentirci degli dei.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Non \u00e8 nemmeno pi\u00f9 interessante fare riferimento alla terminologia secondo la quale gli interessi nazionali fanno parte del <strong><i>sovranismo<\/i><\/strong>, perch\u00e9 \u00e8 proprio questo stesso concetto a risultare oltre modo ridicolo. Non esiste il sovrano di nessuno. E non esiste nessuno che possa essere sovrano di se stesso, come ha ampiamente dimostrato zio <span style=\"color: #ff00ff\">Covid-19<\/span>. E coloro che, invece, pretendono di poter tornare alla situazione precedente, secondo la quale lo sviluppo tecnologico pu\u00f2 procedere, assieme alla ricerca scientifica, senza nessuna <strong><i>perimetrazione mentale e comportamentale<\/i><\/strong>, penso che non abbiano capito nulla.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Per finire, da questo momento dovrebbe essere pi\u00f9 evidente quanto il rapporto con gli aspetti invisibili dell\u2019<strong><i>esistenza umana naturale<\/i><\/strong> sia forse pi\u00f9 importante rispetto all\u2019esercizio della forza, con la quale l\u2019essere umano crede di poter dominare tutto, o di tenere tutto sotto controllo con la scienza medica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">La conoscenza non si improvvisa, ma \u00e8 il frutto di un metodo investigativo che si basa su una costante e continuata umilt\u00e0 esistenziale. Una umilt\u00e0 che ci fa essere prudenti e cauti, rispetto alle veloci e <strong>immediate<\/strong> definizioni di quello che stiamo investigando. E se non impariamo a renderci conto di questo, in maniera quasi definitiva, dovremmo prepararci all\u2019avvento di ulteriori novit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">E che <span style=\"color: #ff00ff\">potrebbero<\/span> metterci ancora pi\u00f9 in difficolt\u00e0.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E tutta questione di\u2026 umilt\u00e0. Ecco, direi che con l&#8217;articolo di oggi posso anche terminare di scrivere le mie considerazioni, personali e generali, sul periodo che stiamo vivendo, a meno che non si crei la circostanza di una ulteriore necessit\u00e0. E forse \u00e8 il caso di tirare le somme\u00a0su\u00a0ci\u00f2 che, mi auguro, il mondo abbia potuto imparare da questa situazione. La prima generale considerazione \u00e8 quella riferita ad una migliore consapevolezza, generale e antropologica, circa la precariet\u00e0 naturale dell&#8217;esistenza umana, nonostante tutte le continue e sbandierate conquiste della scienza, sia medica che tecnologica. 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