{"id":375,"date":"2014-10-06T07:21:05","date_gmt":"2014-10-06T05:21:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=375"},"modified":"2014-10-06T07:21:05","modified_gmt":"2014-10-06T05:21:05","slug":"riforma-della-scuola-stracciamo-la-laurea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2014\/10\/06\/riforma-della-scuola-stracciamo-la-laurea\/","title":{"rendered":"Riforma della scuola? Stracciamo la laurea"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2014\/10\/560858_10201795043788524_2018129734_nbis.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-382\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2014\/10\/560858_10201795043788524_2018129734_nbis-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 cervello.<\/p>\n<p>Renzi dichiara ad Assisi, il giorno di San Francesco, il 4 ottobre 2014, che sono sostanzialmente tre i problemi nodali del Paese Italia: il lavoro, la scuola e la Pubblica Amministrazione. In effetti, sono d&#8217;accordo, salvo il fatto che questi tre sono s\u00ec i pi\u00f9 macroscopici problemi della nazione,<strong> ma ne esiste uno<\/strong> <strong>che li ingloba tutti<\/strong> e che li rende pressoch\u00e9 insolubili ed \u00e8 la quasi totale &#8220;<strong>mancanza di progettazione esistenziale a lungo termine di un\u2019intera nazione<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che questa affermazione nasce dalla mia visione antropologico-mentale, basata sulle evidenze cognitive della mente umana, la quale <strong>senza un progetto a lungo termine<\/strong> non riesce a produrre motivazione al lavoro, nella speranza di realizzare un progetto, e quindi raggiungere un obiettivo.<\/p>\n<p>Purtroppo, checch\u00e9 ne dicano i sindacati (antica e preistorica rovina del nostro Paese) e la Confindustria (miope associazione di imprenditori dal cervello che spesso sa di stantio), senza un progetto che miri a forti investimenti nella scuola<strong> non andremo da nessuna parte<\/strong>. E non \u00e8 questione solo italiana, ma generale e, appunto, antropologica, perch\u00e9 <strong>nessuna nazione in queste condizioni<\/strong>, anche se fosse in altra posizione geografica e con altra storia alle spalle, potrebbe trovare uno spiraglio aperto verso il futuro. Il futuro \u00e8 sempre in mano alle due agenzie educative per eccellenza, <strong>la famiglia e la scuola<\/strong>, e senza di esse <strong>non pu\u00f2 esistere futuro<\/strong> in nessuna parte del mondo.<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec e su questo sistema solare non pu\u00f2 essere altrimenti.<\/p>\n<p>Vogliamo davvero riformare, per esempio, la scuola? Bene, lo possiamo fare <strong>solo eliminando<\/strong> il valore legale del titolo di studio. Senza il suo valore legale, in nome del quale basta essere laureati e sia pur deficienti per governare una istituzione pubblica, privata, entrare in qualsiasi CdA, assumere cariche politiche ed amministrative vincolanti qualsiasi forma di sviluppo, ogni agenzia educativa insegnerebbe per vocazione, per merito <strong>e non per ottenere<\/strong> finanziamenti.<\/p>\n<p>I bravi si misurerebbero davvero sulle conoscenze, sulle buone pratiche, perch\u00e9 essere laureati o no sarebbe la stessa cosa di fronte alla progettazione del futuro e all&#8217;iscrizione ad un concorso pubblico. Allora, <strong>con l&#8217;assenza del valore legale<\/strong> del titolo di studio, le Universit\u00e0 <strong>diventerebbero davvero<\/strong> virtuose e le famiglie manderebbero i figli dove effettivamente si pu\u00f2 imparare qualche cosa, <strong>diventando davvero migliori rispetto<\/strong> a coloro che non vanno all&#8217;Universit\u00e0. Se il diventare migliori pare <strong>non interessi nessuno<\/strong>, allora \u00e8 molto pi\u00f9 produttivo diventarlo andando a lavorare, fin dall&#8217;inizio, senza permettere ai dirigenti scolastici, docenti ed amministrativi, di<strong> vivere alle spalle dei sacrifici delle famiglie<\/strong> che fanno studiare i figli, nuovi asini di un Paese che potrebbe farcela, ma solo al prezzo di atti di vero coraggio.<\/p>\n<p>Una scuola meritocratica \u00e8 una scuola che costa fatica ai genitori e ai figli, che al suo termine d\u00e0 qualcosa in mano che non \u00e8 solo un inutile foglio di carta, <strong>ma una capacit\u00e0 mentale in grado<\/strong> di trasformarsi in abilit\u00e0 mentale, in base alle esigenze del mondo, <strong>non sulla base dei concorsi pubblici<\/strong> che vogliono una laurea, <strong>presa a qualsiasi costo ed in ogni dove<\/strong>, quando non \u00e8 direttamente comprata in qualche compiacente Stato estero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 cervello. 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