{"id":3784,"date":"2021-03-11T08:56:06","date_gmt":"2021-03-11T06:56:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=3784"},"modified":"2021-03-11T08:56:06","modified_gmt":"2021-03-11T06:56:06","slug":"piu-veloci-del-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2021\/03\/11\/piu-veloci-del-tempo\/","title":{"rendered":"Pi\u00f9 veloci del tempo?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/velocita_00\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3782\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/03\/Velocita_00-300x178.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"178\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/03\/Velocita_00-300x178.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/03\/Velocita_00.jpg 304w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>prudenza<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Lo <strong>sappiamo<\/strong> bene: non conviene mai avere fretta. Non possiamo ottenere tutto e subito.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Anche la donna, quando concepisce un figlio e ancor pi\u00f9 quando il figlio nasce, deve rielaborare il suo rapporto col tempo. Nove mesi scanditi dalle tappe di sviluppo del feto, l\u2019attesa del parto, la nascita e il tempo successivo dedicato totalmente al figlio rendono cosciente la madre che il tempo \u00e8 del <strong>figlio<\/strong> e non pi\u00f9 suo. Non possiamo fare i genitori pi\u00f9 velocemente del tempo fisiologico di cui dispongono i figli per crescere. La gatta frettolosa fa i gattini ciechi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Il tempo \u00e8 una delle categorie della mente e della cultura, che \u00e8 particolarmente percepito dalla nostra mente quando nella nostra <strong>quotidianit\u00e0<\/strong>, che ci appare ovvia e scontata, sopraggiunge il dolore. Ecco che scompare il senso di ovviet\u00e0 e nulla ci appare pi\u00f9 scontato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Circa il significato che si pu\u00f2 attribuire al dolore le possibilit\u00e0 sono due: lo interpreto in ottica fenomenica, non trovandovi alcun significato e non vado oltre il dolore stesso. Se l\u2019interpretazione guarda al <strong><i>noumeno<\/i><\/strong>, all\u2019essenza, cerco di controllarlo o eliminarlo, ma mi pongo anche il problema del dolore altrui e del ridimensionamento del mio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Questo misterioso e lungo processo di confidenza con il dolore, avviene anche grazie alla mielinizzazione, cio\u00e8 alla ricopertura di mielina (<strong>guaina proteica<\/strong>) dei collegamenti neuronali. Col completamento di questa funzione si perfeziona il nostro agire nel mondo: il bambino cammina, parla, pensa quando la parte del cervello deputata a quella funzione ha completato la mielinizzazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">In seguito a tale processo fisiologico, la mente si forma attraverso l\u2019abitudine, da intendersi come <i>abito mentale<\/i>. Condividiamo con gli appartenenti alla nostra cultura le abitudini che col loro ripetersi danno sicurezza. L\u2019infrangersi dell\u2019abitudine per un qualsiasi evento, specie se <strong>traumatico<\/strong> e triste, costituisce un terremoto emotivo che richiede l\u2019elaborazione del lutto. Il decondizionamento dall\u2019abitudine ha un costo non indifferente e soprattutto richiede tempo. Ecco perch\u00e9 il dolore per una perdita ci rende consci dei limiti delle nostre possibilit\u00e0 di agire sugli eventi.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/velocita_01\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3783\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/03\/Velocita_01.jpg\" alt=\"\" width=\"228\" height=\"180\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Ma il concetto che si affianca a quello di dolore, perch\u00e9 da questo pu\u00f2 aiutarci a risorgere, \u00e8 quello di resilienza, intesa come capacit\u00e0 che i sistemi viventi hanno di superare le <strong>difficolt\u00e0<\/strong> e di uscirne. La capacit\u00e0 di essere resilienti pu\u00f2 costituire anche il discrimine tra il vivere e l\u2019esistere dopo che le avversit\u00e0 hanno colpito duramente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><i><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Vivere<\/span><\/i><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\"> ed <i>esistere<\/i> non sono la stessa cosa e se vivere pu\u00f2 essere un fatto <strong>inerziale<\/strong> per esistere occorre un metodo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Stabilito che nasciamo all\u2019interno di una relazione sociale a due, nessuno di noi \u00e8 un individuo del tutto autonomo, quindi in ogni <strong>cervello<\/strong> c\u2019\u00e8 una quota di pensiero personale e una di pensiero culturale. I nostri neuroni lavorano se sono uniti tra di loro in rete e questo li rende forti e funzionanti. Anche noi siamo come loro: innamorati siamo proiettati nell\u2019agire, nel futuro e la nostra mente si ossigena.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Ecco perch\u00e9 <span style=\"color: #ff00ff\">la mente ama<\/span>. Perch\u00e9 esprime l\u2019agire dell\u2019uomo verso un fine ultimo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Una meta merita attenzione, impegno e superamento dei pregiudizi. Per fare ci\u00f2 il cervello necessita di tenacia, pazienza e tempo, ma l\u2019evoluzione lavora in milioni di anni e a noi non conviene andare <span style=\"color: #ff00ff\">pi\u00f9 veloci del tempo<\/span>.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 prudenza. Lo sappiamo bene: non conviene mai avere fretta. Non possiamo ottenere tutto e subito. Anche la donna, quando concepisce un figlio e ancor pi\u00f9 quando il figlio nasce, deve rielaborare il suo rapporto col tempo. Nove mesi scanditi dalle tappe di sviluppo del feto, l\u2019attesa del parto, la nascita e il tempo successivo dedicato totalmente al figlio rendono cosciente la madre che il tempo \u00e8 del figlio e non pi\u00f9 suo. Non possiamo fare i genitori pi\u00f9 velocemente del tempo fisiologico di cui dispongono i figli per crescere. La gatta frettolosa fa i gattini ciechi. [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2021\/03\/11\/piu-veloci-del-tempo\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1039,"featured_media":3782,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[63184],"tags":[53957,389337,7820,405315,68418,42,734,413812,240,17018,405270,25439,364620,413810,53587,413808,413811,47034,405261,37956,158767,48,186607,344332,111877],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3784"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1039"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3784"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3784\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3785,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3784\/revisions\/3785"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3782"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3784"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3784"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3784"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}