{"id":3829,"date":"2021-04-15T07:50:42","date_gmt":"2021-04-15T05:50:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=3829"},"modified":"2021-04-15T07:50:42","modified_gmt":"2021-04-15T05:50:42","slug":"il-disagio-contemporaneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2021\/04\/15\/il-disagio-contemporaneo\/","title":{"rendered":"Il disagio contemporaneo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/controllare_00\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3827\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/04\/Controllare_00-300x111.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"111\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/04\/Controllare_00-300x111.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/04\/Controllare_00-1024x377.png 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/04\/Controllare_00-768x283.png 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/04\/Controllare_00-1536x566.png 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/04\/Controllare_00.png 1900w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>disponibilit\u00e0 mentale<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">L\u2019umanit\u00e0 tutta, di fronte alla natura e ai misteri del cosmo, vive un profondo senso di inadeguatezza e frustrazione, poich\u00e9, consapevole della sua finitezza e del suo scarsissimo potere nei <strong>confronti<\/strong> delle logiche universali, si trova perci\u00f2 in una costante condizione di impotenza. Nessun individuo riesce a controllare totalmente la morte ed il tempo, mentre migliorano le conoscenze verso una spiegazione ragionevole della <span style=\"color: #ff00ff\"><i>paura<\/i> <\/span>e dell\u2019<span style=\"color: #ff00ff\"><i>angoscia<\/i><\/span> scatenate da tale consapevolezza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">La percezione del tempo, in particolare, \u00e8 un vero e proprio misuratore dei cambiamenti, ed il sentimento d\u2019impotenza rispetto all\u2019avanzare dei <strong>cambiamenti<\/strong> e degli eventi temporali induce gli uomini ad elaborare risposte che colmino l\u2019eccessiva astrattezza di tale dimensione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Per questi sostanziali motivi, molte azioni messe a punto dalle diverse culture umane diffuse su tutta la terra, sviluppano strategie cognitive per colmare il vuoto esistenziale che si crea fra il <span style=\"color: #ff00ff\"><i>controllabile<\/i><\/span> ed il <span style=\"color: #ff00ff\"><i>non controllabile<\/i><\/span>. L\u2019immaginario umano assolve al <strong>compito<\/strong> di unire cognitivamente tutte le aspirazioni dell\u2019umanit\u00e0 con lo scopo di meglio tollerare, perch\u00e9 uniti nella cultura di appartenenza, quella <i>quota di imponderabile<\/i> che in effetti veicola molte delle nostre azioni, progetti e desideri.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">&#8220;L\u2019attivit\u00e0 mentale funziona per il tramite di simboli (linguistici e non linguistici): la comunicazione si avvale di veicoli simbolici (parole, suoni, grafie, gesti, etc.) i significati dell\u2019attivit\u00e0 mentale e della comunicazione si cristallizzano in modelli simbolici che, a loro volta, possono essere trasmessi socialmente e conservarsi nel tempo, indipendentemente dagli individui che contingentemente ne sono portatori (<strong>Edelman<\/strong> G.M., 1995, <i>Darwinismo neurale. La teoria della selezione dei gruppi neuronali<\/i>, [1987], Einaudi Editore, Torino, pg. 7).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Abbiamo due fondamentali tipologie cognitive di immaginario: l\u2019<span style=\"color: #ff00ff\"><i>imaginatio<\/i><\/span> e la <span style=\"color: #ff00ff\"><i>phantasia<\/i><\/span>. Con la prima si raccolgono i dati provenienti dal <i>sensus communis<\/i>, mentre con la seconda, intesa come facolt\u00e0 della prima, li si coordina e li si gestisce progettualmente. Con l\u2019immaginazione, ad esempio, l\u2019Uomo elabora i dati provenienti dagli input reali del cavallo, mentre li utilizza nella fantasia creando il centauro, a sua volta inseribile in un immaginario collettivo (compartecipato) che fa uso di <strong>simboli<\/strong>. Con l\u2019immaginario l\u2019Uomo proietta la propria forza al di fuori dei condizionamenti contingenti del proprio tempo e territorio, trasportandola simbolicamente in un mondo infinito e perfetto. Tutti i complessi codici simbolici dell\u2019immaginario evidenziano il continuo tentativo di realizzare su differenti piani il contatto con il trascendente.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/controllare_01\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-3828\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/04\/Controllare_01-300x174.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"174\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/04\/Controllare_01-300x174.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/04\/Controllare_01.jpg 312w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\"><span style=\"color: #ff00ff\">Mircea Eliade<\/span>, nel suo studio sulla fenomenologia dei simboli, evidenzia che l\u2019umanit\u00e0 tende a rapportarsi con i propri simili e l\u2019ambiente circostante (in generale con tutto ci\u00f2 che \u00e8 altro da s\u00e9) inventando un sistema di simboli che espliciti un preciso ordine. Questo autore ci ricorda che un ambiente-territorio considerato sicuro per la sopravvivenza dei suoi componenti \u00e8 costruito separando il <b><i>centro<\/i><\/b>, che \u00e8 sacro perch\u00e9 scelto, dalla <b><i>periferia<\/i><\/b>, abitata dalle azioni quotidiane. Quando una cultura \u00e8 in grado di ordinare le cose esterne e quelle interne a s\u00e9, essa diventa capace di controllare l\u2019ambiente ed i suoi abitanti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Ora, in piena globalizzazione, non certo terminata ma <i>in progress<\/i>, stiamo ancora definendo il <span style=\"color: #ff00ff\"><i>centro<\/i> <\/span>dalla <span style=\"color: #ff00ff\"><i>periferia<\/i><\/span>, e, se fosse, questa azione cognitiva e politica assieme possiede un <span style=\"color: #ff00ff\"><i>senso<\/i><\/span>, un <span style=\"color: #ff00ff\"><i>valore<\/i><\/span>?<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 disponibilit\u00e0 mentale. L\u2019umanit\u00e0 tutta, di fronte alla natura e ai misteri del cosmo, vive un profondo senso di inadeguatezza e frustrazione, poich\u00e9, consapevole della sua finitezza e del suo scarsissimo potere nei confronti delle logiche universali, si trova perci\u00f2 in una costante condizione di impotenza. Nessun individuo riesce a controllare totalmente la morte ed il tempo, mentre migliorano le conoscenze verso una spiegazione ragionevole della paura e dell\u2019angoscia scatenate da tale consapevolezza. La percezione del tempo, in particolare, \u00e8 un vero e proprio misuratore dei cambiamenti, ed il sentimento d\u2019impotenza rispetto all\u2019avanzare dei cambiamenti e degli [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2021\/04\/15\/il-disagio-contemporaneo\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1039,"featured_media":3827,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[152360],"tags":[413886,44720,53957,59940,4900,413884,15920,405262,413788,87620,68418,413883,399630,40,108165,16878,413881,413887,32404,17923,405283,63153,2850,11968,409585,16082,8991],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3829"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1039"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3829"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3829\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3830,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3829\/revisions\/3830"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3827"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3829"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3829"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3829"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}