{"id":3834,"date":"2021-04-19T08:37:58","date_gmt":"2021-04-19T06:37:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=3834"},"modified":"2021-04-19T08:37:58","modified_gmt":"2021-04-19T06:37:58","slug":"la-spinta-culturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2021\/04\/19\/la-spinta-culturale\/","title":{"rendered":"La spinta culturale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/la_spinta_culturale_00\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3833\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/04\/La_spinta_culturale_00-300x163.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"163\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/04\/La_spinta_culturale_00-300x163.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/04\/La_spinta_culturale_00.jpg 474w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>bellezza scientifica<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Anche gli animali sono innovatori, esattamente come noi che abbiamo imparato a volare nel <strong>1904<\/strong>, grazie ai fratelli Wright, oppure abbiamo inventato il Web, grazie all\u2019ingegno di Tim Berners Lee.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Un esempio eclatante per tutti, di come l\u2019innovazione avvenga anche nel mondo animale \u00e8 quello delle cornacchie giapponesi che utilizzano il passaggio delle automobili per aprire le noci. Il guscio delle noci \u00e8 troppo compatto, e le <strong>cornacchie<\/strong> non riescono a romperlo con il becco. Lasciano quindi le noci sulla strada, affinch\u00e9 le auto ci passino sopra, per poi recuperare il gheriglio quando il semaforo diventa rosso e il traffico si ferma.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Esiste un tratto biologico comune a noi esseri umani che impariamo imitando ed innoviamo come fanno gli altri animali. Le specie pi\u00f9 capaci di innovazione, cos\u00ec come gli animali che fanno maggiore affidamento sull\u2019imitazione, possiedono un cervello insolitamente grande, sia in termini <strong>assoluti<\/strong> sia in rapporto alle dimensioni corporee. La correlazione tra tassi di innovazione e dimensioni del cervello \u00e8 stata inizialmente osservata negli uccelli.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">In un secondo momento, gli stessi risultati si sono replicati nei primati. In effetti, le attuali ipotesi a questo proposito sostengono che al nostro pi\u00f9 voluminoso cervello sia associato un complesso di caratteristiche correlate fra loro. Per esempio, una crescita pi\u00f9 lenta nei diversi periodi dell\u2019infanzia, una maggiore durata della vita, e una maggiore <strong>partecipazione<\/strong> dei padri e dei nonni alla crescita dei figli, come collaboratori delle madri. Dal punto di vista evolutivo, infatti, la crescita del cervello dopo la nascita implica la presenza di eventi significativi ulteriori, post natali appunto, che costituiscono il fondamento di ulteriori processi cognitivi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Processi che avvengono cos\u00ec in un <strong>ricco<\/strong> contesto sociale ed ecologico.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/la_spinta_culturale_01\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-3832\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/04\/La_spinta_culturale_01-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/04\/La_spinta_culturale_01.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/04\/La_spinta_culturale_01-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Per spiegare questi fatti, si \u00e8 fatta strada l\u2019ipotesi della spinta culturale (<span style=\"color: #ff00ff\">cultural drive<\/span>), per la prima volta proposta negli anni Ottanta dal biochimico <strong>Allan C. Wilson<\/strong>, dell\u2019Universit\u00e0 della California a Berkeley. Wilson sostiene che la capacit\u00e0 di risolvere problemi, oppure di imitare le innovazioni altrui, costituisce un vantaggio per gli individui, nella lotta per la sopravvivenza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">In un primo tempo, la comunit\u00e0 scientifica ha dimostrato un certo scetticismo al riguardo. In effetti, la domanda fondamentale era: \u201cSe i moscerini della frutta, con il loro microscopico cervello, erano <strong>perfettamente<\/strong> in grado di imitare, perch\u00e9 una selezione a favore dell\u2019imitazione avrebbe dovuto generare un cervello proporzionalmente molto pi\u00f9 grande come quello dei primati\u201d?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">La questione \u00e8 rimasta insoluta per anni, fino a quando \u00e8 giunta una risposta, tanto intuitiva quanto basata su studi di informatica. La selezione naturale non stimola n\u00e9 favorisce un aumento dell\u2019apprendimento sociale, ma una tendenza verso il suo miglioramento, per cui gli <strong>animali<\/strong> non necessitano di un cervello grande per imitare, ma ne hanno bisogno per imitare sempre meglio. La questione qualitativa diventava cos\u00ec il modo per interpretare la funzione della spinta culturale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Ora, in questa nazione, oltre alla <span style=\"color: #ff00ff\"><i>spinta culturale <\/i><\/span>di zio Covid-19, di <span style=\"color: #ff00ff\">cosa avremmo bisogno<\/span>?<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 bellezza scientifica. Anche gli animali sono innovatori, esattamente come noi che abbiamo imparato a volare nel 1904, grazie ai fratelli Wright, oppure abbiamo inventato il Web, grazie all\u2019ingegno di Tim Berners Lee. Un esempio eclatante per tutti, di come l\u2019innovazione avvenga anche nel mondo animale \u00e8 quello delle cornacchie giapponesi che utilizzano il passaggio delle automobili per aprire le noci. 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