{"id":3852,"date":"2021-05-06T12:32:34","date_gmt":"2021-05-06T10:32:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=3852"},"modified":"2022-03-28T17:53:39","modified_gmt":"2022-03-28T15:53:39","slug":"idee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2021\/05\/06\/idee\/","title":{"rendered":"Idee?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/idee_01\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3851\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/05\/Idee_01-300x178.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"178\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/05\/Idee_01-300x178.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/05\/Idee_01.jpg 303w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026<strong>riflessione<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">La mente umana seleziona e divide.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Nella sua costante elaborazione in effetti costruisce, utilizzando concetti (categorie) che I. Kant definisce &#8220;<strong>a prior<\/strong>i&#8221;. La vita si presenta apparentemente come un tutto unico, inconfondibile e, in un certo senso, persino irripetibile.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">&#8220;L\u2019evoluzione \u00e8 un fatto, ed \u00e8 tra i fatti pi\u00f9 sicuri noti alla scienza. Ma \u00e8 dovuta iniziare in qualche modo. La selezione naturale non pu\u00f2 far funzionare le sue meraviglie finch\u00e9 non sono presenti certe condizioni minime, la pi\u00f9 importante delle quali \u00e8 un <strong>sistema<\/strong> accurato di duplicazione \u2013 il dna, o qualcosa che funzioni come il dna. L\u2019origine della vita su questo pianeta \u2013 cio\u00e8 l\u2019origine della prima molecola capace di auto-rigenerarsi \u2013 \u00e8 difficile da studiare, perch\u00e9 (<strong>probabilmente<\/strong>) \u00e8 accaduta solo una volta, quattro miliardi di anni fa e in condizioni molto diverse da quelle che ci sono familiari (Dawkins R., 2007, <i>Perch\u00e9 quasi certamente dio non esiste<\/i>, in MicroMega, vol. 2, Gruppo Editoriale L\u2019Espresso, Roma, pagg. 4-12, 10).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Siamo dunque immersi in una situazione fortunosa: partiti dalla semplicit\u00e0 eucariotica siamo pervenuti alla coscienza, e ci ritroviamo umani costruttori. Ecco dunque il primo dato <strong>importante<\/strong>: l\u2019esistenza \u00e8 una interminabile costruzione dal semplice al complesso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">L\u2019uomo \u00e8 complessit\u00e0 non riconducibile a semplicit\u00e0 comprensiva, mentre nel mito tutto ci\u00f2 che appartiene al dato della natura \u00e8 una sorta di <strong>riduzione<\/strong>, dal complesso al semplice, dal caos all\u2019ordine.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">L\u2019ordine, le regole, le precise determinazioni, le aspettative soddisfatte sono una costruzione cerebrale, quindi non presenti nello stato delle cose visibili, ma dettate invece da esigenze emozionali e cognitive assieme. In altri termini, il caos costituisce un modello matematico nel quale tutti siamo <strong>compresi<\/strong> e che, nella sua flessibilit\u00e0 e autorganizzazione, ci propone criteri esistenziali che noi, in quanto esseri umani, possiamo solo disoccultare, ossia svelare attraverso la filosofia e i diversi <em>saperi<\/em>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Con il termine realt\u00e0, dal latino <strong><i>realitas<\/i><\/strong>, ci si riferisce ad una generale qualit\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8 appunto reale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Per <span style=\"color: #ff00ff\">Platone<\/span>, una di queste qualit\u00e0 \u00e8 rappresentata dalle <i>idee<\/i> (che oggi chiameremmo elaborazioni cognitive), appartenenti proprio alla realt\u00e0. Al contrario, per <span style=\"color: #ff00ff\">Aristotele<\/span> le idee possiedono una loro <strong>esistenza<\/strong>, assolutamente separata dagli oggetti dell\u2019esperienza sensibile, e per cui egli si chiede se effettivamente queste possano fondare la realt\u00e0 delle cose.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/idee_00\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-3850\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/05\/Idee_00-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/05\/Idee_00-300x168.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/05\/Idee_00.jpg 328w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">La questione dibattuta allora, e presente ancora oggi tra i problemi che riguardano lo studio dell\u2019intelletto umano, \u00e8 di stabilire se l\u2019essenza delle cose dipenda da <strong>elementi<\/strong> interni e presenti nelle cose stesse, oppure da elementi esterni alle cose.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Sempre secondo Platone, le idee partecipano alla vita dell\u2019uomo, ossia sono parte integrante del processo elaborativo e costruttivo della realt\u00e0 stessa, anche se non ne sono parte essenziale. Con questo tipo di ragionamento, egli introduce l\u2019ipotesi che nella realt\u00e0 esistano le idee, le quali per\u00f2 non aggiungono nulla di essenziale all\u2019idea stessa, che si trova al di fuori della realt\u00e0. Nello stesso tempo per\u00f2 si pu\u00f2 <strong>ipotizzare<\/strong> che questa idea che \u00e8 fuori in qualche modo influenzi i dati della realt\u00e0, ossia influisca sul procedimento cognitivo che ne permette una costruzione mentale. In altri termini, l\u2019idea che \u00e8 fuori deve trovare il modo di concretizzarsi in una azione che la manifesti, ossia in un processo neurologico e cognitivo che la verifichi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT','sans-serif'\">Bene, sulla base di questi presupposti, trovate che i <span style=\"color: #ff00ff\">governanti<\/span> del mondo abbiamo idee utili, specialmente sul nostro futuro?<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026riflessione. La mente umana seleziona e divide. Nella sua costante elaborazione in effetti costruisce, utilizzando concetti (categorie) che I. Kant definisce &#8220;a priori&#8221;. La vita si presenta apparentemente come un tutto unico, inconfondibile e, in un certo senso, persino irripetibile. &#8220;L\u2019evoluzione \u00e8 un fatto, ed \u00e8 tra i fatti pi\u00f9 sicuri noti alla scienza. 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