{"id":3920,"date":"2021-06-17T08:09:10","date_gmt":"2021-06-17T06:09:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=3920"},"modified":"2021-06-17T08:09:10","modified_gmt":"2021-06-17T06:09:10","slug":"tanto-tempo-fa-e-ora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2021\/06\/17\/tanto-tempo-fa-e-ora\/","title":{"rendered":"Tanto tempo fa, e ora?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/preistoria_01\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3919\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/06\/Preistoria_01-300x180.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/06\/Preistoria_01-300x180.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/06\/Preistoria_01-1024x614.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/06\/Preistoria_01-768x461.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/06\/Preistoria_01-1536x922.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/06\/Preistoria_01.jpg 1800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>evoluzione<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">L\u2019impatto di un <strong>asteroide<\/strong> con la Terra decreta la fine del regno dei dinosauri e l\u2019ascesa dei mammiferi. Si pensa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">I mammiferi, gi\u00e0 parzialmente diversificati fra loro, vivevano da lunghissimo tempo confinati in ristrette nicchie ecologiche, con una dieta a base di insetti ed una vita notturna, sottoposti per\u00f2 alla <strong>tremenda<\/strong> pressione selettiva che i dinosauri avevano esercitato fino ad allora. In alcune centinaia di migliaia di anni, da quei nostri remoti antenati emergono altre specie, di forma e dimensione diverse, secondo un fenomeno che gli antropologi fisici chiamano <strong><i>radiazione adattativa<\/i><\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">Fino agli anni Sessanta del Novecento, si credeva che l\u2019evoluzione fosse, quasi esclusivamente, il risultato di lente modifiche genetiche, selezionate dall\u2019evoluzione stessa. Si pensava che tutto questo fosse avvenuto lentamente e lungo l\u2019arco di millenni. Una visione che si definisce, appunto, <strong><i>gradualismo filetico<\/i><\/strong>, con la quale si sosteneva che il cambiamento evolutivo fosse stato e fosse graduale, e che quindi, la comparsa di nuove specie non fosse stata improvvisa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">Le ricerche <span style=\"color: #ff00ff\">paleo-antropologiche<\/span> successive hanno dimostrato che, nonostante si possa continuare a ritenere valida l\u2019idea del gradualismo filetico, in alcuni periodi storici l\u2019evoluzione \u00e8 avvenuta per <span style=\"color: #ff00ff\">accelerazione improvvisa<\/span>. La comparsa di nuove specie potrebbe essere avvenuta per <strong>improvvisi<\/strong> slanci. In effetti, l\u2019annientamento dei dinosauri ha provocato uno slancio dell\u2019evoluzione dei mammiferi, da quel momento in poi liberati dalla predazione di quei mastodontici rettili del Triassico superiore (circa 230 milioni di anni fa).<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/preistoria_00\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-3918\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/06\/Preistoria_00-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/06\/Preistoria_00-300x168.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/06\/Preistoria_00.jpg 474w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">A conciliare le due posizioni teorico-interpretative sull\u2019evoluzione, nel <span style=\"color: #ff00ff\">1972<\/span>, ci pensano due ricercatori: <strong>Stephen Jay Gould<\/strong> e <strong>Niles Eldredge<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">A conclusione delle loro ricerche sul campo, propongono ci\u00f2 che oggi si definisce la <span style=\"color: #ff00ff\"><i>teoria degli equilibri punteggiati<\/i><\/span>. Secondo loro, la storia della vita sulla terra non si \u00e8 solamente scandita secondo un ritmo evolutivo uniforme, ma si sono verificate anche \u201c<span style=\"color: #ff00ff\">punteggiature evolutive<\/span>\u201d, ossia episodi di brusco cambiamento ricordandoci che il termine \u201cbrusco\u201d fa riferimento a tempi geologici, non a quelli della nostra vita quotidiana.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">Dagli anni Settanta in poi, questa interpretazione ha ovviamente innescato un acceso dibattito scientifico, ma oggi \u00e8 comunemente accettata, proprio perch\u00e9 non <strong>disconosce<\/strong> la presenza di un\u2019evoluzione costante e lenta, ma fornisce una spiegazione plausibile rispetto ad eventi che si presentano relativamente \u201crivoluzionari\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">Quando affrontiamo temi che riguardano la nostra evoluzione, la nostra presenza storica in millenni di tempo su questa terra, la cautela e la prudenza non sono mai troppe. La maggior parte delle persone, non necessariamente esperte di <strong>antropologia<\/strong>, di mente e di storia, si rendono conto, assieme ad altrettanti esperti, che siamo una specie del tutto particolare, rispetto alle altre presenti sul pianeta.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">\u00c8 sotto gli occhi di tutti. Il fatto \u00e8 che lo <strong>siamo<\/strong> tanto nel bene quanto nel male.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">Per esempio, se osserviamo le nostre capacit\u00e0 adattative, ci rendiamo conto (e questo accade ovunque, e anche in tutte le nostre <strong>esperienze<\/strong> quotidiane) che siamo unici in questo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">Abbiamo colonizzato ambienti molto diversi tra loro, su un vastissimo spazio e nell\u2019arco di un tempo <strong>relativamente<\/strong> breve; abitiamo luoghi spesso estremi, come deserti, foreste pluviali tropicali, oppure ambienti di alta quota, e cos\u00ec via.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">In poche parole, siamo <span style=\"color: #ff00ff\"><i>ecologicamente unici<\/i><\/span>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">La comprensione di noi stessi, la nostra evoluzione e dunque anche la nostra funzione esistenziale come specie, non \u00e8 esclusivamente legata alle primigenie tracce materiali di complessit\u00e0 tecnologica, alle diverse forme d\u2019arte oppure al solo pensiero simbolico. Ma dovremmo <strong>considerare<\/strong> l\u2019Uomo come una specie ecologicamente determinante, vincolante e vincolata, con caratteristiche biologiche e mentali decisamente uniche, seppure presenti in tutto il globo terrestre.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">Ecco, ho la sensazione che pochi umani siano <strong>consapevoli<\/strong> di tutto questo, specialmente nell&#8217;adozione di scelte comportamentali poco evolutive.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 evoluzione. L\u2019impatto di un asteroide con la Terra decreta la fine del regno dei dinosauri e l\u2019ascesa dei mammiferi. Si pensa. I mammiferi, gi\u00e0 parzialmente diversificati fra loro, vivevano da lunghissimo tempo confinati in ristrette nicchie ecologiche, con una dieta a base di insetti ed una vita notturna, sottoposti per\u00f2 alla tremenda pressione selettiva che i dinosauri avevano esercitato fino ad allora. In alcune centinaia di migliaia di anni, da quei nostri remoti antenati emergono altre specie, di forma e dimensione diverse, secondo un fenomeno che gli antropologi fisici chiamano radiazione adattativa. 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