{"id":3960,"date":"2021-07-12T10:25:30","date_gmt":"2021-07-12T08:25:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=3960"},"modified":"2021-07-12T10:25:30","modified_gmt":"2021-07-12T08:25:30","slug":"eccellere-si-puo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2021\/07\/12\/eccellere-si-puo\/","title":{"rendered":"Eccellere si pu\u00f2"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/eccellere_01\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3958\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/07\/Eccellere_01-300x188.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/07\/Eccellere_01-300x188.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/07\/Eccellere_01-1024x640.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/07\/Eccellere_01-768x480.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/07\/Eccellere_01.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>bellezza<\/strong>.<\/p>\n<p>Esistono situazioni evolutive particolari in cui l\u2019essere umano, nello svolgere un\u2019attivit\u00e0 che ama, ha la sensazione di superare se stesso, raggiungendo uno stato di <strong>eccellenza<\/strong>.<\/p>\n<p>Lo stato che raggiungono coloro che svolgono attivit\u00e0 ad alto livello, e che essi descrivono come estasi, viene definito <span style=\"color: #ff00ff\"><em>stato di flusso<\/em><\/span> (Boniwell I., 2012, <span style=\"color: #3366ff\"><em>Positive psychology in a Nutshell. <\/em><em>The Science of Happiness<\/em><\/span>, Open University Press, Maidenhead, trad. it, 2015, <span style=\"color: #3366ff\"><em>La scienza della felicit\u00e0. <\/em><em>Introduzione alla psicologia positiva<\/em><\/span>, Il Mulino Editore, Bologna).<\/p>\n<p>In questa situazione, siamo assorbiti a un punto tale nella nostra attivit\u00e0 che il resto del mondo non esiste pi\u00f9. Siamo completamente concentrati su ci\u00f2 che stiamo facendo, anche se la nostra <strong>mente<\/strong> si sposta da un oggetto all\u2019altro, da un\u2019osservazione all\u2019altra, e diventiamo sempre meno consapevoli di noi stessi.<\/p>\n<p>E solo dopo essere usciti da questo stato ci rendiamo conto del tempo che \u00e8 trascorso, che \u00e8 di solito molto di pi\u00f9 di quello che crediamo di aver utilizzato. Si tratta di uno stato in cui la consapevolezza si fonde con le azioni e nel quale gli <strong>individui<\/strong> sono assorbiti in ci\u00f2 che stanno facendo, prestando attenzione esclusivamente al loro compito.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione \u00e8 talmente concentrata che gli individui sono consapevoli solo della ristretta gamma di percezioni immediatamente legate a ci\u00f2 che stanno facendo, perdendo ogni <strong>cognizione<\/strong> dello spazio e del tempo. In questi momenti, l\u2019individuo si disinteressa del proprio s\u00e9, ed entra in una situazione di privazione dell\u2019ego.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/eccellere_00\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3959\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/07\/Eccellere_00.png\" alt=\"\" width=\"289\" height=\"261\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sebbene l\u2019individuo che sta vivendo uno stato di flusso, dia prestazioni al massimo livello, egli non \u00e8 mai preoccupato di far bene, e non indugia in pensieri di successo o fallimento. Egli, invece di perdersi nella <strong>preoccupazione<\/strong>, \u00e8 talmente assorbito da quanto sta facendo che perde completamente la consapevolezza di s\u00e9 stesso: il puro e semplice piacere dell\u2019atto in se stesso basta a motivarlo.<\/p>\n<p>Anche se pu\u00f2 sembrare un paradosso, \u00e8 proprio in questa fase che l\u2019individuo mostra un controllo magistrale su ci\u00f2 che sta facendo, e le sue risposte sono <strong>perfettamente<\/strong> sincronizzate con le mutevoli esigenze della circostanza.<\/p>\n<p>Uno fra i tanti modi per accedere a questa alterazione positiva dello stato di coscienza \u00e8 la esclusiva <strong>concentrazione<\/strong> su ci\u00f2 che si sta facendo, anche se per raggiungerla \u00e8 necessario uno sforzo considerevole, che richiede una certa autodisciplina.\u00a0Eppure, quando la concentrazione comincia ad affermarsi, essa si autoalimenta, offrendo un sollievo dai <strong>turbamenti<\/strong> emotivi e consentendo di eseguire il compito senza sforzo.<\/p>\n<p>Un aspetto interessante, \u00e8 che gli individui sembrano concentrarsi in modo ottimale quando si <strong>richiede<\/strong> loro qualcosa in pi\u00f9 del solito, rispetto a quello che loro stessi credono di riuscire a dare.\u00a0Quando si pretende troppo poco, ci si annoia, mentre, al contrario, se si pretende troppo, si diventa ansiosi.<\/p>\n<p>Invece, il <strong><em>flusso<\/em> <\/strong>\u00e8 possibile nella sottile linea di <span style=\"color: #ff00ff\">demarcazione<\/span> che separa la noia dall\u2019ansia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 bellezza. Esistono situazioni evolutive particolari in cui l\u2019essere umano, nello svolgere un\u2019attivit\u00e0 che ama, ha la sensazione di superare se stesso, raggiungendo uno stato di eccellenza. Lo stato che raggiungono coloro che svolgono attivit\u00e0 ad alto livello, e che essi descrivono come estasi, viene definito stato di flusso (Boniwell I., 2012, Positive psychology in a Nutshell. The Science of Happiness, Open University Press, Maidenhead, trad. it, 2015, La scienza della felicit\u00e0. Introduzione alla psicologia positiva, Il Mulino Editore, Bologna). 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