{"id":4093,"date":"2021-11-01T10:51:39","date_gmt":"2021-11-01T08:51:39","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=4093"},"modified":"2021-11-01T10:51:39","modified_gmt":"2021-11-01T08:51:39","slug":"madri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2021\/11\/01\/madri\/","title":{"rendered":"Madri"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/madri_01\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4092\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/10\/Madri_01-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/10\/Madri_01-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/10\/Madri_01-768x575.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/10\/Madri_01.jpg 997w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>scelte<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">Nei primi anni di vita, lo sviluppo neuronale \u00e8 rapido ma rallenta durante l\u2019intero arco della <strong>vita<\/strong>, senza per\u00f2 mai fermarsi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">In altri termini, &#8220;\u00e8 importante sottolineare che la ricerca neurobiologica ha definitivamente dimostrato che la capacit\u00e0 di modificare le connessioni neuronali in risposta a eventi significativi <strong>caratterizza<\/strong> tutta la vita dell\u2019individuo. In ogni momento, infatti, le connessioni anatomiche possono rafforzarsi, o indebolirsi, e ci\u00f2 rende lo stabilirsi della struttura del sistema nervoso un processo plastico in continua evoluzione&#8221; (Vicari S., Caselli M.C., 2010, a cura di, <span style=\"color: #ff00ff\"><i>Neuropsicologia dello sviluppo<\/i><\/span>, Il Mulino, Bologna, p. 23).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">Ci\u00f2 significa, in termini concreti, che la met\u00e0 di quello che noi siamo e diventeremo dipende dal tipo di esperienze che <strong>andremo<\/strong> a fare, ossia a vivere, in questo periodo iniziale della nostra vita postnatale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">E non si tiene conto di quello che accade durante i nove mesi di gestazione, altrimenti dovremmo veramente datare la nascita molto prima rispetto a quello che generalmente facciamo. Ed abbiamo, in effetti, visto nei <strong>precedenti<\/strong> articoli che la relazione genitoriale madre-bambino \u00e8 di fondamentale importanza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">Ma proprio in nome di queste ultime considerazioni, mi sembra opportuno domandarsi, a questo punto, come mai il contatto con la propria <strong>figura<\/strong> di accudimento sia cos\u00ec cruciale ai fini della sopravvivenza, al punto da rivelarsi primario il bisogno che ne hanno i piccoli.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/madri_00\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-4091\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/10\/Madri_00-300x150.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/10\/Madri_00-300x150.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/10\/Madri_00-768x384.jpeg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2021\/10\/Madri_00.jpeg 950w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">Escluso che l\u2019amore filiale sia l\u2019effetto collaterale del ricevere il cibo, vi \u00e8 una ragione che ha un senso da un punto di vista <strong>evoluzionistico<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">Immaginiamo le condizioni di vita dei primi uomini. Ai primordi della specie, il rischio di morire perch\u00e9 attaccati dai predatori, dai serpenti velenosi, o da adulti <strong>estranei<\/strong> era pi\u00f9 alto rispetto alla possibilit\u00e0 di non sopravvivere perch\u00e9 non sufficientemente alimentati. Non a caso, paure quali quella del buio, dello stare soli, degli estranei, dei serpenti sono ancorate al nostro patrimonio genetico come esito della selezione naturale. E la nostra razionalit\u00e0 deve fare i conti con sensazioni che sorgono improvvise e sembrano, ora, non avere un senso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">Quindi, per un piccolo della nostra specie era funzionale alla sopravvivenza cercare di farsi proteggere da un adulto competente, non da un <strong>individuo<\/strong> qualsiasi. Era cruciale identificare al pi\u00f9 presto la persona che aveva interesse a difenderlo dai pericoli, che era motivato a prendersi cura di lui; era importante che mantenesse la vicinanza proprio con quell\u2019adulto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">E quell\u2019adulto, in natura, era la <strong>madre<\/strong> biologica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">Vi chiedo ora: vi \u00e8 attualmente una sufficiente quantit\u00e0 di madri in grado di essere adulti <strong>competenti<\/strong> per l&#8217;evoluzione dei loro stessi figli?<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 scelte. Nei primi anni di vita, lo sviluppo neuronale \u00e8 rapido ma rallenta durante l\u2019intero arco della vita, senza per\u00f2 mai fermarsi. In altri termini, &#8220;\u00e8 importante sottolineare che la ricerca neurobiologica ha definitivamente dimostrato che la capacit\u00e0 di modificare le connessioni neuronali in risposta a eventi significativi caratterizza tutta la vita dell\u2019individuo. In ogni momento, infatti, le connessioni anatomiche possono rafforzarsi, o indebolirsi, e ci\u00f2 rende lo stabilirsi della struttura del sistema nervoso un processo plastico in continua evoluzione&#8221; (Vicari S., Caselli M.C., 2010, a cura di, Neuropsicologia dello sviluppo, Il Mulino, Bologna, p. 23). 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