{"id":421,"date":"2014-10-20T06:52:14","date_gmt":"2014-10-20T04:52:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=421"},"modified":"2014-10-20T06:52:14","modified_gmt":"2014-10-20T04:52:14","slug":"lerba-del-vicino-e-sempre-piu-verde-si-sei-uno-sfigato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2014\/10\/20\/lerba-del-vicino-e-sempre-piu-verde-si-sei-uno-sfigato\/","title":{"rendered":"L&#8217;erba del vicino \u00e8 sempre pi\u00f9 verde? S\u00ec, sei uno sfigato"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2014\/10\/1003982_10201343201212742_86160448_n1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-425\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2014\/10\/1003982_10201343201212742_86160448_n1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Tutta questione di&#8230; mediocrit\u00e0.<\/p>\n<p>Quasi certamente da quando abbiamo imparato ad utilizzare il linguaggio, tra 73.000 e 50.000 anni fa circa,\u00a0 la nostra specie ha utilizzato la parola anche a scopo distruttivo.<\/p>\n<p>Ognuno di noi<strong> crea la propria realt\u00e0<\/strong> nel momento in cui \u00e8 in grado di raccontarla, eppure mentre viviamo non ci soffermiamo quasi mai a pensare che tanto le azioni quanto i nostri pensieri, possono fare parte di una storia esistenziale. Viviamo e basta, senza porci troppi problemi circa la possibilit\u00e0 di raccontare un giorno la nostra vita. Ma, accanto al bisogno di vivere e quindi di agire,\u00a0<strong>la nostra mente ha anche il bisogno<\/strong>\u00a0di raccontare questo vissuto, attraverso\u00a0un codice espressivo che ci permetta di\u00a0trasferire la nostra esperienza di vita agli altri.<\/p>\n<p>Ma che bisogno c&#8217;\u00e8 di raccontare, oltre che la nostra vita, quella altrui? Lo facciamo<strong> quando la nostra esistenza \u00e8 mediocre e non ci basta<\/strong>. Quando si vive, si entra inevitabilmente in relazione con il prossimo, e il racconto della nostra esistenza rientra cos\u00ec nel racconto dell\u2019esistenza degli altri. Tuttavia, <strong>il pettegolezzo rappresenta<\/strong> una \u201cdeviazione\u201d, rispetto a questo aspetto cos\u00ec naturale.<\/p>\n<p>A volte comunichiamo <strong>ci\u00f2 che crediamo<\/strong> gli altri vivano, esprimendo su questo loro vivere un giudizio di valore, positivo, oppure negativo. Quando facciamo questo, superando spesso il limite di una misura ragionevole, <strong>diventiamo pettegoli<\/strong>, esercitando due emozioni sociali che prendono il nome di <em>invidia<\/em> e <em>gelosia<\/em>.<\/p>\n<p>L&#8217;<strong><em>invidia<\/em><\/strong>, come ci insegna la sua etimologia, (<em>in \u2013 <\/em>illativo e <em>videre<\/em>), significa &#8220;guardare contro&#8221;, per cui l&#8217;invidioso <strong>\u00e8 colui che immagina<\/strong> qualche cosa che non appartiene alla vita reale di persona che giudica. Quasi sempre si tratta di una immaginazione che non evidenzia affatto le cose come stanno realmente, il che sarebbe un vedere, ma quello che si crede l&#8217;altro abbia di meglio rispetto a noi.<\/p>\n<p>La <strong><em>gelosia<\/em><\/strong>, invece, \u00e8 un tipo di opzione che si esercita in presenza di almeno altre due persone, costituendo, assieme a colui che la prova, una relazione a tre. Il geloso<strong> \u00e8 colui il quale crede<\/strong> che qualcosa che gli appartiene gli possa essere sottratto da un terzo, esercitando quindi forme di possesso verso colui che crede di possedere in esclusiva. Sia la gelosia che l&#8217;invidia <strong>sono gli ingredienti fondamentali<\/strong> del pettegolezzo fra le persone e di alcuni individui verso altri individui, grazie al quale<strong> si cerca di lenire la noiosit\u00e0 della propria esistenza,<\/strong> specialmente quando \u00e8 condotta all&#8217;insegna della mediocrit\u00e0.<\/p>\n<p>Spesso esercitano questa pratica anche le persone con alto livello di scolarizzazione, ossia persone laureate e professionisti di fama, che conducono per\u00f2 <strong>un&#8217;esistenza in stato di frustrazione<\/strong> quasi costante, per motivi diversi.<\/p>\n<p>Come si combatte il pettegolezzo?<\/p>\n<p>In un modo decisamente efficace:<strong> non frequentando<\/strong> coloro che lo esercitano e quando ci si dovesse trovare coinvolti, allontanandosi immediatamente dalla catena che esso prescrive, interrompendola anche con un &#8220;non mi interessano questo argomenti&#8221;.<\/p>\n<p>Certo, in questo modo, molto giornali e programmi televisivi <strong>chiuderebbero<\/strong>, togliendo lavoro a molte persone. Ma si tratta di assumerci la responsabilit\u00e0 di migliorare la vita di tutti noi, e a volte<strong> \u00e8 necessario<\/strong> imparare a dire di no, oppure a limitare la nostra sete di conoscenza pruriginosa sulla vita altrui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Tutta questione di&#8230; mediocrit\u00e0. Quasi certamente da quando abbiamo imparato ad utilizzare il linguaggio, tra 73.000 e 50.000 anni fa circa,\u00a0 la nostra specie ha utilizzato la parola anche a scopo distruttivo. Ognuno di noi crea la propria realt\u00e0 nel momento in cui \u00e8 in grado di raccontarla, eppure mentre viviamo non ci soffermiamo quasi mai a pensare che tanto le azioni quanto i nostri pensieri, possono fare parte di una storia esistenziale. Viviamo e basta, senza porci troppi problemi circa la possibilit\u00e0 di raccontare un giorno la nostra vita. 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