{"id":4320,"date":"2022-05-23T06:29:23","date_gmt":"2022-05-23T04:29:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=4320"},"modified":"2022-05-23T06:29:24","modified_gmt":"2022-05-23T04:29:24","slug":"la-prudenza-dei-simboli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2022\/05\/23\/la-prudenza-dei-simboli\/","title":{"rendered":"La prudenza dei simboli"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2022\/05\/23\/la-prudenza-dei-simboli\/simboli\/\" rel=\"attachment wp-att-4322\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4322\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2022\/05\/Simboli-300x213.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"213\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2022\/05\/Simboli-300x213.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2022\/05\/Simboli-768x544.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2022\/05\/Simboli.jpg 875w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>prudenza<\/strong>.<\/p>\n<p>In tutte le culture umane di cui siamo a conoscenza, siano esse di tipo storico (ossia con una storiografia documentata e documentabile) oppure astoriche (ossia a tradizione orale), i <strong>simboli<\/strong>, e dunque la loro circolazione all\u2019interno dei gruppi umani che compongono quella cultura, sono indispensabili per la sopravvivenza.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 che \u00e8 statico \u00e8 mortale, perch\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 immobile \u00e8 perfetto, non subisce nessuna usura, n\u00e9 contaminazione da parte del <strong>tempo<\/strong>. Ecco perch\u00e9 qualsiasi Dio \u00e8 un motore immobile: Egli muove tutto, pur restando fermo.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista, possiamo persino affermare che lo stato di perfezione umana assoluto \u00e8 quello della morte, proprio perch\u00e9 non siamo pi\u00f9 soggetti alle idee in <strong>movimento<\/strong> che il nostro cervello produce. E il nostro cervello, per sentirsi vivo, deve produrre idee, cambiamenti e progetti. Senza movimento il nostro cervello non sarebbe tale, proprio perch\u00e9 lui stesso \u00e8 il movimento per eccellenza. Ma non solo lui.<\/p>\n<p>Tutto, in natura si muove, inizia e finisce, parte e si ferma, procede in avanti e poi torna indietro. \u00c8 una legge di questo nostro sistema solare, e gli astrofisici ci dicono che l\u2019Universo stesso si espande e si ritrae, e che il tempo \u00e8 curvo, mentre noi lo <strong>percepiamo<\/strong> lineare. Insomma, ognuno di noi \u00e8 immerso in un mistero di vita di cui sa ben poco, e quando riflettiamo sulle cose che ho appena scritto, a volte pu\u00f2 venirci un sano giramento di testa, come si suole dire!<\/p>\n<p>Ma torniamo ai <strong>simboli<\/strong>, perch\u00e9 sono proprio questi che ci permettono di creare movimento, cambiamento e progetti. Lo fanno assieme ai segni ed ai segnali. Ma a noi qui interessano soprattutto i simboli.<\/p>\n<p>Il termine simbolo deriva dall\u2019unione del prefisso <strong>\u03c3<\/strong><strong>u\u00b4<\/strong><strong>\u03bc<\/strong> (sym), che significa \u201cinsieme\u201d, con il verbo greco <strong>\u03b2\u03b1<\/strong><strong>\u00b4<\/strong><strong>\u03bb\u03bb\u03c9<\/strong> (ballo), che significa \u201cgetto\u201d. Quindi, letteralmente significa \u201c<span style=\"color: #ff00ff\">mettere insieme<\/span>\u201d, \u201cunire\u201d, \u201c<span style=\"color: #ff00ff\">armonizzare<\/span>\u201d.<\/p>\n<p>Se ci soffermiamo a riflettere su come trascorriamo la nostra vita e su quali comportamenti adottiamo ci rendiamo conto di quanto e come <strong>utilizziamo<\/strong> i simboli. La realt\u00e0 che ci circonda, ci\u00f2 con cui veniamo a contatto ogni giorno, ci\u00f2 che pensiamo, esprimiamo, indichiamo, prevede la mediazione di simboli.<\/p>\n<p>Che siano lettere, note musicali, numeri, simboli di quantit\u00e0, parole, immagini iconiche, simboli di idee, e cos\u00ec via, in tutti questi casi, la mente umana utilizza i simboli, per collegare una realt\u00e0 concreta, materiale, ad una <strong>puramente<\/strong> cognitiva, ossia rappresentativa.<\/p>\n<p>Per comprendere a fondo il ruolo dei simboli, soffermiamoci su qualche esempio, partendo da alcune <strong>considerazioni<\/strong> di tipo neuroscientifico. Il nostro cervello, e dunque la nostra mente, si \u00e8 evoluta, nel corso di questi millenni, combinando le abilit\u00e0 linguistiche con quelle simboliche, nelle stesse aree. Per esempio, l\u2019<strong>insula<\/strong>, un\u2019area del cervello coinvolta in alcuni processi emozionali, nella <strong>memorizzazione<\/strong>, nella sensazione della fame, ed anche nel bisogno di assumere droghe, elabora l\u2019emozione del disgusto, sia fisico che etico. Infatti, essa si attiva sia quando mordiamo un\u2019albicocca con i vermi, sia quando veniamo a conoscenza della quantit\u00e0 di spose bambine presenti nel mondo. Quando ci facciamo inavvertitamente un taglietto sul polpastrello, provando un piccolo dolore fisico, si attiva la <strong>corteccia cingolata anteriore<\/strong>, esattamente come quando vediamo una foto sui social di un bambino annegato durante una traversata migratoria.<\/p>\n<p>Possiamo dunque dire che le <strong>metafore<\/strong>, e questa \u00e8 la loro forza maggiore, riescono a trasformare una sensazione fisica in un concetto e viceversa. In una prospettiva psico-antropologica, l\u2019antica dicotomia (a volte ancora presente in molti saggi ed articoli scientifici) fra la teoria e la pratica \u00e8 filogeneticamente infondata.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2022\/05\/23\/la-prudenza-dei-simboli\/pace\/\" rel=\"attachment wp-att-4321\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-4321\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2022\/05\/Pace-300x200.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2022\/05\/Pace-300x200.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2022\/05\/Pace-768x512.jpeg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2022\/05\/Pace.jpeg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 che viene elaborato dalla nostra mente \u00e8 il frutto del nostro esistere nel mondo come corpi, come entit\u00e0 fisiche e dunque pratiche. Ogni riflessione mentale che <strong>compiamo<\/strong> sul mondo, sia essa linguistica o sotto forma di progetto, \u00e8 sempre il frutto del nostro essere fisicamente nel mondo. Quindi, la dimensione corporale dei nostri processi mentali manifesta la continuit\u00e0, senza soluzioni, fra corpo e mente.<\/p>\n<p>Ecco, penso che queste considerazioni ci possano aiutare a <strong>interpretare<\/strong> diversamente, quindi con maggiore prudenza, tutto ci\u00f2 che sta accadendo nel mondo, anche nella nostra <span style=\"color: #ff00ff\">Europa<\/span>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 prudenza. In tutte le culture umane di cui siamo a conoscenza, siano esse di tipo storico (ossia con una storiografia documentata e documentabile) oppure astoriche (ossia a tradizione orale), i simboli, e dunque la loro circolazione all\u2019interno dei gruppi umani che compongono quella cultura, sono indispensabili per la sopravvivenza. 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