{"id":4669,"date":"2023-07-10T08:26:33","date_gmt":"2023-07-10T06:26:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=4669"},"modified":"2023-06-19T19:31:34","modified_gmt":"2023-06-19T17:31:34","slug":"le-parole-della-tristezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2023\/07\/10\/le-parole-della-tristezza\/","title":{"rendered":"Le parole della tristezza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?attachment_id=4679\" rel=\"attachment wp-att-4679\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4679\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2023\/06\/Tristezza_00-300x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2023\/06\/Tristezza_00.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2023\/06\/Tristezza_00-150x150.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>umanit\u00e0<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\"><strong>David Karp<\/strong> scrive un testo intitolato <span style=\"color: #ff00ff\"><i>Parlando di tristezza<\/i><\/span> (Karp D., 1996, <i>Speaking of Sadness<\/i>, Oxford University Press, New York).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">Alla base di questa sua ricerca risiede l&#8217;idea dell\u2019<b><i>interazionismo simbolico<\/i><\/b>, secondo la quale se esaminiamo i modi attraverso cui le persone attribuiscono un senso al proprio mondo, utilizzando i significati che il linguaggio <strong>attribuisce<\/strong> alle proprie azioni e a quelli degli altri, \u00e8 possibile comprendere l&#8217;interiorit\u00e0 umana.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">Una ricerca di questo tipo si fonda, evidentemente, sull&#8217;idea che \u00e8 possibile individuare una sintonia tra il ruolo che i <strong>simboli<\/strong> svolgono nella vita quotidiana e il linguaggio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">In questa ricerca, l&#8217;autore ci presenta numerose interviste con adulti clinicamente depressi e scopre che l&#8217;utilizzazione di un preciso linguaggio \u00e8 <strong>importante<\/strong> per definire la loro realt\u00e0. Inoltre, questa autodefinizione conferisce <strong>forma<\/strong> alle azioni che i depressi possono immaginare e infine compiere.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">All&#8217;inizio delle loro esperienze di vita, gli intervistati non avevano spesso il vocabolario adeguato che permettesse loro la giusta <strong>espressione<\/strong> dei propri problemi esistenziali. Quando, in seguito ad un percorso di tipo psicoterapeutico, essi giungono a denominare &#8220;<span style=\"color: #ff00ff\">depressione<\/span>&#8221; la propria situazione quotidiana, iniziano anche a considerarla sotto una nuova luce.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">Nel momento in cui si riconoscono in grado di qualificare la propria esperienza come una situazione depressiva, gli intervistati sviluppano un nuovo significato del <strong>proprio<\/strong> S\u00e9, conferendo una diversa forma responsiva al dolore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">In effetti, <span style=\"color: #ff00ff\">la situazione cambia decisamente<\/span>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">Attraverso l&#8217;identificazione della malattia, si modificano le interazioni sociali degli intervistati all&#8217;interno delle famiglie e con gli amici, e viene a infrangersi quell&#8217;isolamento <strong>sociale<\/strong> che \u00e8 al centro dell&#8217;esperienza quotidiana depressiva.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">Questo processo di definizione linguistica della malattia ha richiesto ovviamente del tempo e molti pazienti sono arrivati a <strong>comprendere<\/strong> che le patologie sono qualche cosa che la societ\u00e0 definisce. \u00c8 la cultura a stabilire quando una malattia pu\u00f2 essere considerata tale e anche la depressione rientra in questo percorso culturale, grazie al quale da vera e propria patologia pu\u00f2 rientrare in una <b><i>condizione esistenziale<\/i><\/b> che \u00e8 possibile affrontare, senza che, necessariamente, sia definita un problema psichiatrico irrisolvibile.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?attachment_id=4680\" rel=\"attachment wp-att-4680\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-4680\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2023\/06\/Tristezza_01-300x217.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2023\/06\/Tristezza_01-300x217.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2023\/06\/Tristezza_01.jpeg 474w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">In effetti, \u00e8 importante ricordare che le idee e quindi i termini di <b><i>ansia<\/i><\/b> e <b><i>depressione<\/i><\/b> non fanno parte del sistema linguistico di molte lingue umane, e quindi esistono persone che non possono utilizzare questi <span style=\"color: #ff00ff\">termini\/idee<\/span> per definire la loro realt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\">In sostanza, quando io stesso faccio riferimento al concetto di <b><i>strumenti cognitivi<\/i><\/b> per affrontare i temi della globalizzazione, mi riferisco proprio alla necessit\u00e0 di possedere e padroneggiare quei termini, e quindi quelle locuzioni sintattiche, che ci permettono di far emergere il <span style=\"color: #ff00ff\">nostro livello di consapevolezza rispetto al mondo stesso<\/span>.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 umanit\u00e0. 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[&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2023\/07\/10\/le-parole-della-tristezza\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1039,"featured_media":4679,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[38824],"tags":[420317,1658,63145,53957,87711,344338,48223,526018,405353,409697,420314,23424,68418,69696,405270,40,13658,526317,525879,2759,20879,405331,47034,37961,158767,87768,197141,387411,59435,186607,10756,526205],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4669"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1039"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4669"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4669\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4682,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4669\/revisions\/4682"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4679"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4669"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4669"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4669"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}