{"id":4753,"date":"2023-10-23T08:21:19","date_gmt":"2023-10-23T06:21:19","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=4753"},"modified":"2023-10-05T16:21:47","modified_gmt":"2023-10-05T14:21:47","slug":"le-organizzazioni-umane-e-la-violenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2023\/10\/23\/le-organizzazioni-umane-e-la-violenza\/","title":{"rendered":"Le organizzazioni umane e la violenza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Futura Bk BT',sans-serif\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/organizzazioni_umane_01\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4744\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2023\/10\/Organizzazioni_umane_01-300x200.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2023\/10\/Organizzazioni_umane_01-300x200.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2023\/10\/Organizzazioni_umane_01-1024x682.jpeg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2023\/10\/Organizzazioni_umane_01-768x512.jpeg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2023\/10\/Organizzazioni_umane_01-1536x1024.jpeg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2023\/10\/Organizzazioni_umane_01.jpeg 2000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>chiarezza e coraggio<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14pt;font-family: 'Futura Bk BT', sans-serif;color: #000000\">Ognuno di noi vive all&#8217;interno di una vasta gamma di organizzazioni, grandi e piccole, dalla <strong>famiglia <\/strong>alla scuola, dalle imprese agli ambienti di lavoro, dagli enti pubblici ai social che si frequentano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14pt;font-family: 'Futura Bk BT', sans-serif;color: #000000\">Ogni struttura organizzativa influenza la nostra vita e le nostre attivit\u00e0 quotidiane, e ci permette di negoziare, <strong>riaffermare<\/strong> e talvolta anche rivedere l&#8217;organizzazione della struttura stessa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14pt;font-family: 'Futura Bk BT', sans-serif;color: #000000\">L&#8217;Organizzazione designa le regole e la routine, sia formali che informali, che disciplinano l&#8217;attivit\u00e0 quotidiana al suo interno, e se <strong>dovessimo<\/strong> pensare alle norme che la disciplinano molto probabilmente faremmo riferimento ai vari ruoli che ricoprono le persone all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione, alle norme e alle aspettative dei diversi gruppi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14pt;font-family: 'Futura Bk BT', sans-serif;color: #000000\">Per esempio, la struttura di un Dipartimento universitario include ruoli ricoperti dagli <strong>amministratori<\/strong>, dai collaboratori tecnici e dagli addetti alla manutenzione, dai professori e dagli studenti. Ognuno di questi gruppi <strong>possiede<\/strong> norme e aspettative specifiche, associate al ruolo preciso che ricopre all&#8217;interno del Dipartimento stesso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14pt;font-family: 'Futura Bk BT', sans-serif;color: #000000\">Affinch\u00e9 la vita professionale all&#8217;interno di un&#8217;organizzazione possa dipanarsi senza <strong>problemi<\/strong> \u00e8 necessaria l&#8217;esistenza di regole formali, come possono essere i codici di condotta e le descrizioni professionali, e regole <strong>informali<\/strong>, le quali includono accordi tra gruppi di dipendenti su come, ad esempio, condividere al meglio gli spazi di lavoro oppure i propri computer.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14pt;font-family: 'Futura Bk BT', sans-serif;color: #000000\">Accade altrettanto all&#8217;interno di una famiglia, per quanto riguarda la <strong>suddivisione<\/strong> delle faccende domestiche oppure le <strong>modalit\u00e0<\/strong> standardizzate, anche se non sempre codificate ufficialmente, attraverso cui comunicare fra genitori e figli.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14pt;font-family: 'Futura Bk BT', sans-serif;color: #000000\">Per renderci conto della dimensione antropologicamente rilevante di qualsiasi <span style=\"color: #ff00ff\">Organizzazione<\/span>, vi propongo questi breve resoconto scientifico, che ritengo essere importante e rivelatore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14pt;font-family: 'Futura Bk BT', sans-serif;color: #000000\">Nel 1999, alla <span style=\"color: #ff00ff\">Colombine High School<\/span> di Littleton, in <strong>Colorado<\/strong>, due adolescenti uccisero dodici studenti e un professore, ferendo pi\u00f9 di venti persone, prima di rivolgere le armi contro s\u00e8 stessi. Dopo questo tragico episodio, la violenza nelle scuole degli <strong>Stati Uniti<\/strong> \u00e8 diventata una vera emergenza nazionale e l&#8217;entit\u00e0 della carneficina ne ha fatto, all&#8217;epoca, il caso pi\u00f9 drammatico di violenza scolastica mai verificatosi nella storia degli Stati Uniti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14pt;font-family: 'Futura Bk BT', sans-serif;color: #000000\">La sparatoria avvenuta in questa universit\u00e0, per\u00f2, fu solo la pi\u00f9 <strong>sanguinosa<\/strong> rispetto alle oltre venticinque che hanno sconvolto gli <span style=\"color: #ff00ff\">Stati Uniti<\/span> tra gli anni &#8217;90 e i primi anni 2000.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14pt;font-family: 'Futura Bk BT', sans-serif;color: #000000\">In effetti, nel 2007, uno studente <strong>ventitreenne<\/strong> uccise due suoi compagni in un dormitorio e altre trenta persone in un&#8217;aula della Virginia Tech, prima di togliersi la vita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14pt;font-family: 'Futura Bk BT', sans-serif;color: #000000\">Situazioni ed eventi che hanno sollevato naturali <strong>preoccupazioni<\/strong> per la diffusione delle armi e le esplosioni di violenza nei campus universitari statunitensi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14pt;font-family: 'Futura Bk BT', sans-serif;color: #000000\">Di fronte ai diversi tentativi condotti dai dirigenti scolastici, dai sopravvissuti e dai familiari delle vittime di spiegare questi eventi, \u00e8 sorto <strong>spontaneamente<\/strong> un interrogativo: perch\u00e9 nessuno ha avuto il bench\u00e9 minimo sentore che questi studenti si stavano preparando a uccidere dei loro compagni? Dopo ogni evento tragico, i membri di qualsiasi comunit\u00e0 cercano di capire le eventuali cause che <strong>possono<\/strong> indurre alcuni individui a compiere delitti tanto atroci.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14pt;font-family: 'Futura Bk BT', sans-serif;color: #000000\">Nel solco di questa domanda si pone la ricerca di <span style=\"color: #ff00ff\">Catherine Newman<\/span> e dei suoi dottorandi. L&#8217;autrice scopre (<span style=\"color: #ff00ff\">2004, <i>Rampage: The social roots of school shootings<\/i>, Basic Books, New York<\/span>) l&#8217;esistenza di numerosi segnali in grado di presagire azioni violente da parte di studenti apparentemente non violenti.<a style=\"color: #000000\" href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/organizzazioni_umane_00\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-4745\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2023\/10\/Organizzazioni_umane_00-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2023\/10\/Organizzazioni_umane_00-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2023\/10\/Organizzazioni_umane_00-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2023\/10\/Organizzazioni_umane_00.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14pt;font-family: 'Futura Bk BT', sans-serif;color: #000000\">Fra diversi segnali, il gruppo di ricerca evidenzia le <b><i>scritte deliranti<\/i><\/b>, le <b><i>minacce ai compagni<\/i><\/b>, <b><i>precedenti disciplinari<\/i><\/b> e <b><i>maltrattamento di animali<\/i><\/b>. Tutti questi sintomi erano stati regolarmente ignorati dagli insegnanti e dai dirigenti scolastici. La causa, <strong>secondo<\/strong> l&#8217;autrice, \u00e8 insita in un problema di comunicazione che la ricercatrice definisce &#8220;<span style=\"color: #ff00ff\">perdita di informazioni<\/span>&#8220;, ascrivibile alla struttura organizzativa delle scuole statunitensi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14pt;font-family: 'Futura Bk BT', sans-serif;color: #000000\">Abbiamo osservato pi\u00f9 sopra, che la struttura organizzativa fa riferimento alla vita routinaria che regola l&#8217;attivit\u00e0 <strong>quotidiana<\/strong> di una qualsiasi istituzione. Alcune routine e pratiche standardizzate nelle scuole generano una perdita di informazione e possono allontanare i docenti e i dirigenti dalla <strong>possibilit\u00e0<\/strong> di identificare gli studenti che sono mentalmente disturbati.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14pt;font-family: 'Futura Bk BT', sans-serif;color: #000000\">Per esempio, negli Stati Uniti, i dirigenti scolastici generalmente sono convinti che gli studenti trasferiti o promossi da una <strong>scuola<\/strong> all&#8217;altra debbano mantenere il diritto-possibilit\u00e0 di ripartire <i>ex novo<\/i>, per cui le loro schede disciplinari non seguono i loro spostamenti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14pt;font-family: 'Futura Bk BT', sans-serif;color: #000000\">Una diretta conseguenza di questa convinzione \u00e8 che il Dirigente di una scuola media non <strong>condivide<\/strong> quasi mai le informazioni su uno studente problematico con il dirigente, suo collega, di una scuola superiore. Inoltre, l&#8217;esistenza di rigidi <strong>confini<\/strong> tra scuola e comunit\u00e0 sociale impedisce quasi sempre ai dirigenti scolastici di venire a conoscenza degli incidenti disciplinari che si verificano al di fuori della scuola. Per <strong>ultimo<\/strong>, gli insegnanti di quasi tutte le scuole medie e dei licei vedono i propri allievi circa quarantacinque minuti al giorno e pochi di loro arrivano a frequentarli al di fuori dell&#8217;aula. Tutti <strong>fattori<\/strong> che contribuiscono a creare una situazione in cui le informazioni che riguardano gli studenti disturbati sono assai frammentate, nel senso che ognuno dei dirigenti e professori conosce solo un pezzo della storia biografica di questi giovani.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14pt;font-family: 'Futura Bk BT', sans-serif;color: #000000\">Se prendiamo quindi in considerazione la rigida struttura organizzativa delle scuole <strong>statunitensi<\/strong>, il livello di alienazione, di rabbia e il senso di frustrazione che ogni studente prova rischiano di perdersi nelle strette maglie di una <strong>organizzazione<\/strong> che limita fortemente il trasferimento di informazioni e quindi la comunicazione. Perci\u00f2, questi studenti passano quasi sempre inosservati fino a quando non commettono una follia. Ecco perch\u00e9 sarebbe necessaria una struttura organizzativa che contribuisse a limitare il pi\u00f9 <strong>possibile<\/strong> la perdita di informazione sui ragazzi a rischio, in modo tale che gli studenti affetti da gravi turbe psichiche abbiano meno probabilit\u00e0 di passare inosservati.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 18.0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 14pt;font-family: 'Futura Bk BT', sans-serif;color: #000000\">Nella nostra nazione, fortunatamente, non siamo giunti a questi livelli di <strong>pericolosa<\/strong> espressione di violenza adolescenziale e scolastica, ma stiamo comunque assistendo ad una escalation di aggressivit\u00e0 giovanile che potrebbe essere contenuta, <span style=\"color: #ff00ff\">prendendo proprio in considerazione i consigli che provengono da questa ricerca<\/span>.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 chiarezza e coraggio. Ognuno di noi vive all&#8217;interno di una vasta gamma di organizzazioni, grandi e piccole, dalla famiglia alla scuola, dalle imprese agli ambienti di lavoro, dagli enti pubblici ai social che si frequentano. Ogni struttura organizzativa influenza la nostra vita e le nostre attivit\u00e0 quotidiane, e ci permette di negoziare, riaffermare e talvolta anche rivedere l&#8217;organizzazione della struttura stessa. L&#8217;Organizzazione designa le regole e la routine, sia formali che informali, che disciplinano l&#8217;attivit\u00e0 quotidiana al suo interno, e se dovessimo pensare alle norme che la disciplinano molto probabilmente faremmo riferimento ai vari ruoli che [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2023\/10\/23\/le-organizzazioni-umane-e-la-violenza\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1039,"featured_media":4744,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[152355],"tags":[42084,60083,4544,53957,18534,2536,544547,40300,62,413823,544545,31469,41813,27473,405297,54558,544541,544546,387512,87706,409549,420336,495792,7204,544542,114584,119669,211523,544549,11968,499561,53,458948,206,795,387495,114],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4753"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1039"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4753"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4753\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4754,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4753\/revisions\/4754"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4744"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4753"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4753"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4753"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}