{"id":730,"date":"2015-02-19T19:14:37","date_gmt":"2015-02-19T17:14:37","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=730"},"modified":"2015-02-19T19:14:37","modified_gmt":"2015-02-19T17:14:37","slug":"che-fatica-il-mestiere-di-leggere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2015\/02\/19\/che-fatica-il-mestiere-di-leggere\/","title":{"rendered":"Che fatica, il mestiere di leggere!"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2015\/02\/lampione.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-733\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2015\/02\/lampione-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di&#8230;\u00a0<strong>saper faticare.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ben 6 italiani su 10<\/strong>\u00a0non leggono un libro nel corso di un anno, e questo emerge da una serie di indagini di cui si legge in questo\u00a0<a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/2015\/02\/09\/ioleggoperche-milano-23-aprile_n_6645080.html\" target=\"_blank\">articolo<\/a>.<\/p>\n<p>La domanda\u00a0<strong>spontanea<\/strong>\u00a0\u00e8: perch\u00e9 gli italiani non leggono? Inoltre: \u00e8 possibile rintracciare la causa di questo atteggiamento della mente?<\/p>\n<p>S\u00ec, penso che sia\u00a0<strong>possibile<\/strong>, ed espongo la mia idea.<\/p>\n<p>Dal punto di vista\u00a0<strong>antropologico-mentale<\/strong>, tanto la scrittura quanto la lettura sono due conquiste fondamentali della nostra specie, sia per le ripercussioni sullo stile di vita individuale, la forza propulsiva verso il futuro che queste due pratiche alimentano, che per la dimensione sociale delle azioni che esse permettono.<\/p>\n<p>Certo, per\u00a0<strong>entrambe<\/strong>\u00a0queste attivit\u00e0, ossia per poter leggere e scrivere \u00e8 necessario un impegno, a volte inizialmente faticoso, in esercizi quotidiani, con il conseguente risultato di ritrovarsi soddisfatti dopo aver letto e scritto, per poter continuare a farlo nei giorni a venire con sempre minor fatica. Se questo processo non avviene, la lettura, pi\u00f9 frequentemente della scrittura, viene abbandonata perch\u00e9 considerata, appunto, faticosa. E se la\u00a0<strong>fatica<\/strong>\u00a0\u00e8 una prerogativa del funzionamento sano della mente, abbandonare l&#8217;idea di compiere uno sforzo per raggiungere una conoscenza in pi\u00f9 rispetto a quello che si crede di sapere \u00e8 sintomo di una solitudine ignorante nella quale, evidentemente, si sta bene.<\/p>\n<p>Certo, in\u00a0<strong>solitudine<\/strong>\u00a0si ha sempre ragione, nessuno ci contraddice e nell&#8217;ignoranza tutte le cose che si fanno sono giuste e perfette, proprio perch\u00e9 non si \u00e8 a conoscenza di elementi che possano stimolare frustranti paragoni e sentimenti di inadeguatezza.<\/p>\n<p>Ma chi ci educa alla\u00a0<strong>lettura<\/strong>?<\/p>\n<p>La famiglia, i genitori, e solo dopo la scuola. E se non si trascorre del tempo con i propri figli a\u00a0<strong>sfogliare<\/strong>\u00a0libri, album per bambini, favole e racconti leggendari, i nostri figli si ritrovano da soli di fronte alla televisione e alla play station, dove si utilizzano sempre le stesse parole ed in numero limitato.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 facciamo fatica ad imparare nuovi termini, a consultare un dizionario, mentre ci risulta molto pi\u00f9 facile ascoltare passivamente quello che ci \u00e8 propinato, anche quando non ci piace.\u00a0E a forza di\u00a0<strong>ascoltare<\/strong>, ci ritroviamo a non saper pi\u00f9 parlare perch\u00e9 non sappiamo apprezzare in un bel libro come sono concordate le parole fra loro, i termini efficaci per esprimere un&#8217;emozione, e come sia pi\u00f9 creativo utilizzare la dovizia di verbi che ci offre la nostra lingua invece dei soliti tre o quattro verbi usurati.<\/p>\n<p>Eppure possiamo\u00a0<strong>rimediare<\/strong>, a qualsiasi et\u00e0, basta un metodo quotidiano e costante, con il quale possiamo decidere di leggere qualcosa che ci interessi davvero, che incarni nelle parole che trovo alcuni miei desideri e bisogni. Poco alla volta, qualche pagina, prima di andare a dormire e conciliare una notte serena nel ricordo delle emozioni che abbiamo provato.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 un libro \u00e8 forse l&#8217;amico pi\u00f9 intimo che possiamo scoprire, e l&#8217;occasione di ritrovare il vero legame con le nostre\u00a0<strong>origini<\/strong>, perch\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 scritto diventa un&#8217;eredit\u00e0 importante solo quando incontra colui che legge e consiglia agli altri questa esperienza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di&#8230;\u00a0saper faticare. Ben 6 italiani su 10\u00a0non leggono un libro nel corso di un anno, e questo emerge da una serie di indagini di cui si legge in questo\u00a0articolo. La domanda\u00a0spontanea\u00a0\u00e8: perch\u00e9 gli italiani non leggono? Inoltre: \u00e8 possibile rintracciare la causa di questo atteggiamento della mente? S\u00ec, penso che sia\u00a0possibile, ed espongo la mia idea. 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