{"id":948,"date":"2015-06-04T07:11:07","date_gmt":"2015-06-04T05:11:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=948"},"modified":"2015-06-04T07:11:07","modified_gmt":"2015-06-04T05:11:07","slug":"drogati-di-solitudine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2015\/06\/04\/drogati-di-solitudine\/","title":{"rendered":"Drogati di solitudine"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2015\/06\/10410779_10204156920513966_3752125967155363101_n.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-951\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2015\/06\/10410779_10204156920513966_3752125967155363101_n-150x150.jpg\" alt=\"10410779_10204156920513966_3752125967155363101_n\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2015\/06\/10410779_10204156920513966_3752125967155363101_n-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2015\/06\/10410779_10204156920513966_3752125967155363101_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2015\/06\/10410779_10204156920513966_3752125967155363101_n.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>amore<\/strong>.<\/p>\n<p>Quando ho terminato di leggere questo<a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/johann-hari\/la-piu-probabile-causa-dipendenza_b_6537964.html?ref=fbpr\" target=\"_blank\"> articolo<\/a>, sconvolto per quello che avevo compreso e saputo, ho iniziato subito a scrivere quello che la mia mente cominciava ad elaborare sapendo che sarebbe stato utile a molti conoscerne le conclusioni.<\/p>\n<p>Sono anni che esiste il problema, in Occidente ma non solo, della <strong><em>dipendenza<\/em><\/strong>, ossia dell&#8217;incapacit\u00e0 da parte di alcune persone di allontanarsi da forti legami di <strong>sottomissione <\/strong>che annebbiano ogni forma di reazione volontaria che impedisce di avere la libert\u00e0 di agire e scegliere.<\/p>\n<p>Sappiamo che esiste la dipendenza dal gioco, dal fumo, dall&#8217;alcool, dalla droga, dalle sette, e dalla cattiveria omicida altrui (e mi riferisco a quelle relazioni di coppia all&#8217;interno delle quali la femmina umana riesce ad amare il proprio carnefice). Gli interventi per liberarci da questa situazione hanno sempre fatto leva sugli aspetti attrattivi delle diverse droghe d&#8217;abuso, perch\u00e9 ne hanno evidenziato il potere che queste sostanze hanno nell\u2019annullare la volont\u00e0. In realt\u00e0, queste droghe si innestano in un tessuto esistenziale gi\u00e0 privo di volont\u00e0, proprio perch\u00e9 si tratta di persone abbandonate nel silenzio della propria solitudine.<\/p>\n<p>Eppure, dalle ricerche che in questo articolo vengono riportate, scientificamente condotte da studiosi che fanno parte dell&#8217;Accademia mondiale, emerge un dato completamente diverso: non \u00e8 la<strong> droga<\/strong> a creare la dipendenza nella mente umana ma \u00e8 una vita solitaria, disgiunta da ogni legame affettivo, che pu\u00f2 indurre a cercare di fuggire da questa realt\u00e0 stessa attraverso \u201cuna droga\u201d qualunque essa sia.<\/p>\n<p>La dipendenza nasce dalla <strong>solitudine<\/strong> e dalla negazione di ogni rapporto sociale affettivamente significativo. Come combatterla allora? L&#8217;unico rimedio \u00e8 inserire la mente \u201ccolpita\u201d all&#8217;interno di un sistema di <strong>relazioni amicale ed amorose<\/strong> di particolare importanza e rilevanza.<\/p>\n<p>Se le cose stanno in questo modo, come le ricerche scientifiche dimostrano, comprendiamo il perch\u00e9 siamo di fronte al fenomeno dei <strong>social<\/strong> network, della telematica, e dell&#8217;uso di droga anche da giovanissimi. Ci siamo sempre di pi\u00f9 allontanati dall&#8217;amore, dagli affetti, convinti che l&#8217;autonomia esistenziale significasse decidere di noi stessi e della nostra vita senza avere bisogno di nessuno. Abbiamo creduto, e molti ancora lo credono, che possiamo, da soli, bastare a noi stessi.<\/p>\n<p>Abbiamo creato una societ\u00e0 che avidamente consuma tutti i legami possibili, ne abbiamo stretti di nuovi, spesso vuoti e vacui ma che promettono una \u201csorpresa\u201d, che diventa un\u2019ulteriore dipendenza mentale.<\/p>\n<p>In questo contesto<strong> la famiglia<\/strong> e la <strong>scuola<\/strong> dovrebbero ripartire dal recupero di atteggiamenti <strong>tradizionali,<\/strong> legati appunto a quella rete di relazioni sociali affettivamente significative che abbiamo perso, giudicandole antiche, passate e demod\u00e9.<\/p>\n<p>Comprendere che all&#8217;origine dei maggiori mali umani vi \u00e8 l&#8217;assenza di legami significa che abbiamo una sola possibilit\u00e0 rivoluzionaria di fronte a noi: perseguire l&#8217;amore, come fonte, mezzo e fine dell&#8217;intera esistenza umana.<\/p>\n<p>Non a caso, dal 2011 io sostengo che&#8230; <a href=\"http:\/\/www.bertirotti.info\/i-nuovi-libri-di-alessandro-bertirotti\/\" target=\"_blank\"><strong><em>La mente ama<\/em><\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 amore. 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