{"id":983,"date":"2015-06-22T06:53:12","date_gmt":"2015-06-22T04:53:12","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/?p=983"},"modified":"2015-06-22T06:53:12","modified_gmt":"2015-06-22T04:53:12","slug":"imito-ergo-amo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2015\/06\/22\/imito-ergo-amo\/","title":{"rendered":"Imito ergo amo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2015\/06\/neuroni_cervello_1_home.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-992\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/files\/2015\/06\/neuroni_cervello_1_home-150x150.jpg\" alt=\"Telepathy\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 tutta questione di\u2026 <strong>imitazione.<\/strong><\/p>\n<p>Quando davvero circola un legame sincero fra le persone, cos\u00ec come fra le persone e gli animali, si assiste al cambiamento pi\u00f9 profondo che possa accadere nella propria vita. E questo <a href=\"http:\/\/www.fightthestroke.org\/lottaesorridi\/\" target=\"_blank\">libro<\/a> lo conferma ampiamente.<\/p>\n<p>Che i nostri <strong>neuroni<\/strong> specchio avessero un&#8217;importanza fondamentale nello sviluppo della mente lo sapevamo da molto tempo grazie alle scoperte ed agli studi passati e recenti di Giacomo Rizzolatti, ma quello che ancora non sapevamo \u00e8 che essi potessero giocare un ruolo decisamente utile nel migliorare la<strong> qualit\u00e0 della vita <\/strong>di un cervello leso.<\/p>\n<p>I <strong>neuroni specchio<\/strong>, situati nell&#8217;area F5 del nostro cervello, tra il lobo frontale e pre-frontale, hanno la funzione di favorire l&#8217;apprendimento per <strong>imitazione<\/strong>: questi neuroni imitano incondizionatamente le azioni delle persone con le quali si relazionano. Per esempio, se noi vediamo qualcuno mangiare in serenit\u00e0 i nostri neuroni specchio ci diranno di mangiare, quando ci troveremo a farlo, anche noi, con serenit\u00e0.<\/p>\n<p>E\u2019 esattamente quello che ha fatto Mario, colpito nella pancia della mamma da un ictus che gli aveva paralizzato met\u00e0 del corpo. E come lo ha fatto? Semplicemente guardando quello che lo circondava: i suoi genitori. Quell\u2019ictus si \u00e8 abbattuto su Francesca e Roberto come un colpo tremendo: i due genitori hanno iniziato a lottare con tutte le loro forze. Ma non bastava. \u201cMario non guardava gli esercizi, guardava noi genitori, cos\u00ec concentrati a insegnargli l\u2019autonomia che ci eravamo dimenticati di trasmettergli la gioia di vivere\u201d.<\/p>\n<p>Molto spesso di fronte a dolori che riteniamo insuperabili, come quello di Francesca e Roberto, si cerca di fare l&#8217;impossibile. Crediamo che sia necessaria una risposta che superi il semplice agire umano, una risposta impossibile, proprio come il dolore provato in fondo al cuore. Poi scopriamo che il comportamento pi\u00f9 naturale, pi\u00f9 semplice e chiaro \u00e8 invece quello pi\u00f9 efficace. Dice Francesca: \u201cAllora abbiamo cambiato prospettiva: se volevamo il meglio da nostro figlio, dovevamo dare il meglio di noi. Abbiamo ripreso a fare con lui le cose belle che ci piacevano prima: viaggiare, ascoltare musica, leggere, frequentare gli amici. E lui, passo a passo, letteralmente, si \u00e8 messo in piedi ed \u00e8 diventato il bambino sorridente che \u00e8 oggi\u201d.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle importantissime considerazioni scientifiche sul ruolo dei neuroni specchio, quello che mi preme sottolineare &#8211; come ho gi\u00e0 cominciato a fare con altri <a href=\"https:\/\/youtu.be\/PhuW-oSfi68\" target=\"_blank\">mezzi<\/a> &#8211; \u00e8 il ruolo che la <strong>circolazione di affetto<\/strong> assume all&#8217;interno di qualsiasi forma di relazione tra persone.<\/p>\n<p>In questa bellissima storia di amore genitoriale e filiale, scopriamo che non solo imitiamo le <strong>azioni <\/strong>ma siamo in grado di imitare le <strong>intenzioni <\/strong>positive o negative che sottostanno ad ogni azione: quando agiamo con amore comunichiamo il nostro concetto di amore, quello che intendiamo con questo termine e come sia possibile imparare ad amare gli altri.<\/p>\n<p>Come nella storia sopra citata, sono spesso azioni apparentemente molto semplici \u2013 come il viaggiare, frequentare gli amici, leggere ed ascoltare musica- che permettono al nostro cervello di dare vita ad una <strong>mente felice<\/strong>, sorridente, come \u00e8 accaduto a Mario, dopo un lungo e meraviglioso esercizio che possiamo chiamare nel modo pi\u00f9 universale possibile: amore.<\/p>\n<p>Per questo motivo la famiglia \u00e8, e resta, un luogo cognitivo ed esistenziale importantissimo, direi, imprescindibile. E\u2019 solo attraverso l\u2019imitazione dei gesti appresi in famiglia che si pu\u00f2 imparare ad amare e a <strong>capitalizzare<\/strong> il gesto altruistico che si \u00e8 ricevuto dando vita quindi ad un circolo <strong>virtuoso<\/strong> e una mente felice e sana.<\/p>\n<p>Articolo scritto da Alessandro Bertirotti e Laura Les\u00e8vre<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 tutta questione di\u2026 imitazione. Quando davvero circola un legame sincero fra le persone, cos\u00ec come fra le persone e gli animali, si assiste al cambiamento pi\u00f9 profondo che possa accadere nella propria vita. E questo libro lo conferma ampiamente. Che i nostri neuroni specchio avessero un&#8217;importanza fondamentale nello sviluppo della mente lo sapevamo da molto tempo grazie alle scoperte ed agli studi passati e recenti di Giacomo Rizzolatti, ma quello che ancora non sapevamo \u00e8 che essi potessero giocare un ruolo decisamente utile nel migliorare la qualit\u00e0 della vita di un cervello leso. I neuroni specchio, situati nell&#8217;area F5 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/2015\/06\/22\/imito-ergo-amo\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1039,"featured_media":992,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[73687],"tags":[73693,60862,405274,53957,240,25439,405312,73694,73689,73691],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/983"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1039"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=983"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/983\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":993,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/983\/revisions\/993"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/media\/992"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=983"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=983"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bertirotti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=983"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}