{"id":136,"date":"2017-01-17T13:31:42","date_gmt":"2017-01-17T12:31:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/boezi\/?p=136"},"modified":"2017-01-17T13:31:42","modified_gmt":"2017-01-17T12:31:42","slug":"benedetti-populisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/boezi\/2017\/01\/17\/benedetti-populisti\/","title":{"rendered":"Benedetti Populisti&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8221; Populista! &#8221; Un&#8217;accusa, un monito ed un&#8217;indelebile etichetta. La parola pi\u00f9 utilizzata per stroncare da principio qualunque velleit\u00e0 del politically incorrect, specie dalle poltroncine dei salotti televisivi. Eppure, nonostante le continue messe in guardia del mondo radical chic, questo fenomeno non sembra intenzionato a scendere nei consensi. Donald Trump ne rappresenta l&#8217;emanazione pi\u00f9 eclatante, Marine Le Pen la possibile declinazione nell&#8217;imminente, la Brexit il primo tangibile segno concreto nell&#8217;Europa del mercato comune, Orban un&#8217;impronta massimalista, Putin la versione autoritaria e pragmatica. Un &#8220;ospite scomodo della democrazia&#8221;, lo ha definito il Professor Marco Tarchi, animato da una &#8221; mentalit\u00e0 caratteristica&#8221;, non da un&#8217;ideologia ( D.Mc Rae) o da uno stile politico ( E.Laclau), ma se la scienza politica si \u00e8 interrogata e continua ad interrogarsi sull&#8217;essenza del macro-fenomeno, il populismo, oggi, viene ridotto dai media main stream a qualsiasi avvenimento costituisca uno sconfinare dagli esiti elettorali previsti, inevitabili: la vittoria della Clinton, il trionfo del remain, il S\u00ec al referendum costituzionale italiano. Subito dopo la vittoria di Trump, Beppe Severgnini sul Corriere della Sera \u00a0comment\u00f2 cos\u00ec: &#8220;Donald Trump ha battuto Hillary Clinton nei piccoli centri e nell&#8217;America rurale. Qualcosa del genere era successo nel Regno Unito con il voto sulla Brexit. Le grandi citt\u00e0 sembrano vaccinate contro il populismo aggressivo. I \u00a0piccoli centri e le zone rurali si sono dimostrate pi\u00f9 vulnerabili. Perch\u00e9?&#8221;. Le anime belle del pensiero liberal, gli ultrademocratici, insomma, comincerebbero a ragionare sull&#8217;ipotesi che questa storia di far votare proprio tutti non sia stata un&#8217;idea cos\u00ec grandiosa. Celebre, al riguardo, la posizione di Rondolino sul suffragio universale. Il\u00a0<em>demos,\u00a0<\/em>la\u00a0<em>koin\u00e8,\u00a0<\/em>vota male, inconsapevolmente, in modo frettoloso ed emotivo: con la pancia. Oggi usa dire cos\u00ec. Poco importa se il Rust Best blue cambi colore politico, il famoso Midwest, se si parli di lepenizzazione del voto di sinistra o di operaizzazione del voto di destra, se l&#8217;east London ( Havering, Barking, Dagenham) voti compattamente per la Brexit: il modello corretto \u00e8 l&#8217;attuale, quello del capitalismo finanziario, della globalizzazione, dell&#8217;accentramento della ricchezza nelle mani di pochi, del multiculturalismo, del gender e cos\u00ec via. L&#8217;idea \u00e8 giusta, \u00e8 il ceto medio a sbagliare, sostengono i teologi dell&#8217;unico modello di mondo possibile.<\/p>\n<p>Su queste ed altre questioni ho scritto in maniera pi\u00f9 approfondita nel pamphlet che sar\u00e0 allegato ad Il Giornale, Gioved\u00ec 19 Gennaio al costo di 2,50 euro. Un piccolo libro che rester\u00e0 in edicola per una settimana. La base di partenza \u00e8 il ragionamento per cui la chiusura delle valvole d&#8217;ascolto nei confronti della questione sociale possa far s\u00ec, che quello che viene chiamato populismo, proliferi a dismisura nei sistemi democratici occidentali. Il giudizio spetter\u00e0 alla storia. Certo \u00e8 che il modello mono-ideologico neoliberista necessita di un contrappeso, di un&#8217;alternativa, di una teorizzazione distinta dall&#8217;unica comunemente accettata. In questo senso &#8221; Benedetti populisti, brutti, sporchi e cattivi ma salveranno la democrazia dai verticismi radical chic&#8221;, mi \u00e8 sembrato il titolo pi\u00f9 appropriato. Il populismo, per dirla con Laclau, avrebbe delle ragioni. Ho provato ad analizzarle in cinquanta pagine, fatemi sapere cosa ne pensate!<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/boezi\/files\/2017\/01\/pamphlet.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-137 aligncenter\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/boezi\/files\/2017\/01\/pamphlet-233x300.jpg\" alt=\"pamphlet\" width=\"386\" height=\"497\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/boezi\/files\/2017\/01\/pamphlet-233x300.jpg 233w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/boezi\/files\/2017\/01\/pamphlet.jpg 498w\" sizes=\"(max-width: 386px) 100vw, 386px\" \/><\/a><\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &#8221; Populista! &#8221; Un&#8217;accusa, un monito ed un&#8217;indelebile etichetta. La parola pi\u00f9 utilizzata per stroncare da principio qualunque velleit\u00e0 del politically incorrect, specie dalle poltroncine dei salotti televisivi. Eppure, nonostante le continue messe in guardia del mondo radical chic, questo fenomeno non sembra intenzionato a scendere nei consensi. Donald Trump ne rappresenta l&#8217;emanazione pi\u00f9 eclatante, Marine Le Pen la possibile declinazione nell&#8217;imminente, la Brexit il primo tangibile segno concreto nell&#8217;Europa del mercato comune, Orban un&#8217;impronta massimalista, Putin la versione autoritaria e pragmatica. 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