{"id":173,"date":"2017-07-05T16:05:49","date_gmt":"2017-07-05T14:05:49","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/boezi\/?p=173"},"modified":"2017-07-07T15:58:06","modified_gmt":"2017-07-07T13:58:06","slug":"la-maturita-non-serve-a-niente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/boezi\/2017\/07\/05\/la-maturita-non-serve-a-niente\/","title":{"rendered":"La maturit\u00e0 non serve a niente"},"content":{"rendered":"<p>Cari studenti,<\/p>\n<p>state facendo o avete finito da poco gli esami di maturit\u00e0. Bene, scoprirete presto che non servono a nulla. Siete in quello che vi raccontano essere il periodo pi\u00f9 importante per la vostra formazione culturale e per i vostri destini lavorativi. Nulla di pi\u00f9 fallace. Il sapere di Stato, quello che vi chiedono di ratificare, se non altro, non \u00e8 capace di sviluppare nessuno dei vostri talenti. I vostri doni. L&#8217;ideologia che vi propinano sottilmente, forse, voi neppure l&#8217;avvertite, ma c&#8217;\u00e8. Vi assicuro che c&#8217;\u00e8. Risiede nella scelta degli autori epurati, nella scientificit\u00e0 con cui selezionano con attenzione quello che <strong>non<\/strong> potere leggere, ma tranquilli: ci sar\u00e0 tempo per la libert\u00e0. Non \u00e8 questione di salire sulla cattedra in piedi come <strong>Joan Keating<\/strong> nell&#8217; &#8220;Attimo fuggente&#8221;, no, quella \u00e8 esattamente l&#8217; ideologia che vi inculcano, con successo peraltro. &#8220;Capitano mio capitano&#8221;, del resto, prova ad insegnarvi che la vita \u00e8 tutto un &#8220;carpe diem&#8221;, che la cultura sia tutto un mordere il momento emotivo ( tra l&#8217;altro interpretando malissimo Orazio). Ma non \u00e8 vero. L&#8217;apprendimento di nozioni, forse, rileva in questa misura, ma il sapere, quello che per qualcuno non \u00e8 conoscibile, ha trovato residenza pi\u00f9 facilmente sulle ginocchia robuste dei vostri nonni, e sui loro insegnamenti, che in 13 anni di percorso scolastico statale. Vi giuro.<\/p>\n<p>Imparatele quelle nozioni, prendeteli quei bei voti, sperando che vi servano per qualche limite concorsuale o per evitare salassi universitari, ma non fateci troppo affidamento. E se non vi fidate di me, ascoltate <strong>Pasolin<\/strong>i, ( estendendo un attimo il ragionamento oltre gli obblighi scolastici) quando scriveva: &#8220;La scuola d&#8217;obbligo \u00e8 una scuola di iniziazione alla qualit\u00e0 di vita piccolo borghese: vi si insegnano delle cose inutili, stupide, false, moralistiche, anche nei casi migliori (cio\u00e8 quando si invita adulatoriamente ad applicare la falsa democraticit\u00e0 dell&#8217;autogestione, del decentramento ecc: tutto un imbroglio). Inoltre una nozione \u00e8 dinamica solo se include la propria espansione e approfondimento: imparare un po&#8217; di storia ha senso solo se si proietta nel futuro la possibilit\u00e0 di una reale cultura storica. Altrimenti le nozioni marciscono: nascono morte, non avendo futuro, e la loro funzione dunque altro non \u00e8 che creare , col loro insieme, un piccolo borghese schiavo&#8230;&#8221;. Un piccolo borghese schiavo, appunto. Di una visione del mondo totalizzante per cui la vostra alternanza scuola-lavoro \u00e8 presumibilmente pi\u00f9 facile da rintracciare in un Mc&#8217;Donald che in una biblioteca. E voi ci credete davvero in uno Stato che vi manda a &#8220;lavorare&#8221; nei fast food, ma vi ribadisce insistentemente che &#8220;studiare \u00e8 tutto&#8221;?<\/p>\n<p>Studiare cosa, poi? Studiare come? Libri di testo ultraideologici che saltano a pi\u00e8 pagine interi capitoli di narrazione patria, che fanno dell&#8217;uso storico degli avvenimenti una questione strettamente politica. Quando siete fortunati. Partitica, quando lo siete meno. Le materie umanistiche, ce lo siamo detti spesso in questo blog, svuotate di significato e rese caricature di s\u00e8 stesse. Private del valore identitario che naturalmente rappresenterebbero. &#8220;La filosofia non serve a niente&#8221;, vi dicono e il termine &#8220;classico&#8221; \u00e8 diventato la parolaccia del secolo corrente. Le lingue &#8220;morte&#8221;? Nell&#8217;oblio. Noi dimentichiamo il latino, noi, gli americani e i cinesi se ne innamorano, lo studiano, ci investono. Chi per definizione \u00e8 estraneo al nostro patrimonio artistico e culturale, rincorre la nostra identit\u00e0, la stessa che noi ripudiamo.<\/p>\n<p>Caro studente, davvero, fottitene! E ragiona, magari, su quegli psicofarmaci per l&#8217;ansia che \u00a0sei dovuto arrivare a prendere. Potrebbero esistere anche dei rimedi natuali, sai? C&#8217;\u00e8 una scena di un\u00a0film di Paolo Virz\u00ec,\u00a0<strong><em>Ovosodo<\/em><\/strong>, uscito nel 1997. Narra dell\u2019ultimo anno di liceo di un gruppo di ragazzi di Livorno. La scena finale \u00e8 \u00a0quella dell\u2019orale dell\u2019esame di maturit\u00e0 del protagonista. Ad un certo punto, il professore sbotta e dice al maturando: \u201cRicapitoliamo: Carducci sarebbe trombone, Pascoli stucchevole, Manzoni paternalista. Ci parli lei di un autore che merita il suo apprezzamento\u201d. Il tizio risponde con un serpentone di banalit\u00e0 da pensiero debole ( Benni, Pennac, Pazienza&#8230;). Pensa, ti prego, a quanto avrebbe dimostrato di essere libero, quello studente, se avesse risposto: &#8220;Quest\u2019anno ho letto tante bellissime cose, Louis Ferdinand Celine, Ezra Pound, Curzio Malparte, i fumetti sul martirio di Sergio Ramelli, che secondo me hanno una loro dignit\u00e0 letteraria. Poi quel fantastico libro di Tolkien sui pericoli del potere, e la biografia di Bettino Craxi, quell\u2019uomo ha avuto una vita incredibile, ma\u2026 conoscete vero? Eh? Lo conoscete? No, non lo conoscete?\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Cari studenti, state facendo o avete finito da poco gli esami di maturit\u00e0. Bene, scoprirete presto che non servono a nulla. Siete in quello che vi raccontano essere il periodo pi\u00f9 importante per la vostra formazione culturale e per i vostri destini lavorativi. Nulla di pi\u00f9 fallace. 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