{"id":77,"date":"2016-10-22T15:08:46","date_gmt":"2016-10-22T13:08:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/boezi\/?p=77"},"modified":"2016-11-21T08:33:07","modified_gmt":"2016-11-21T07:33:07","slug":"i-professori-come-benigni-asserviti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/boezi\/2016\/10\/22\/i-professori-come-benigni-asserviti\/","title":{"rendered":"I Professori come Benigni: asserviti?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/boezi\/files\/2016\/10\/benigni-renzi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-78 aligncenter\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/boezi\/files\/2016\/10\/benigni-renzi-300x200.jpg\" alt=\"benigni renzi\" width=\"388\" height=\"258\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/boezi\/files\/2016\/10\/benigni-renzi-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/boezi\/files\/2016\/10\/benigni-renzi.jpg 625w\" sizes=\"(max-width: 388px) 100vw, 388px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Tanto rumore per nulla. I fiumi d&#8217;inchiostro versati sulla &#8220;Buona Scuola&#8221; sono stati del tutto infruttuosi. La Cassazione, infatti, ha verificato le sottoscrizioni utili a far s\u00ec che la discutissima legge 107 venisse sottoposta al vaglio popolare di un referendum ed ha rigettato la richiesta: mancano poche migliaia di firme. Il caos social scatenato dalle ingiustizie che il governo Renzi avrebbe prodotto con la legge in questione, insomma, non ha prodotto niente di giuridicamente rilevante. Quello che gli intellettuali chiamano il capitalismo totalitario, il male ideologico per mezzo del quale si punterebbe a ristrutturare l&#8217;intero mondo scolastico riducendo gli studenti al mero ruolo di consumatori di competenze ed abilit\u00e0, ha trionfato. <strong>Nonostante il marasma generale denunciato dall&#8217;intero sistema, la babilonia degli uffici, le critiche alla figura del preside &#8220;sindaco&#8221;, la conseguente paura dell&#8217;incentivazione al clientelismo, i ritardi per l&#8217;avvio dell&#8217;anno scolastico, le dilazioni per le immissioni in ruolo, i drammi per la mobilit\u00e0 e la consequenziale separazione delle famiglie, nonostante le accuse d&#8217;opera d&#8217;ingegneria sociale, il risultato pratico del malcontento \u00e8 stato pari allo zero.<\/strong><\/p>\n<p>Si pu\u00f2 discutere per giorni rispetto i complessi ostacoli burocratici nascosti nell&#8217;operazione di raccogliere un numero sufficiente di firme per un referendum, resta il dato centrale: per una volta, nella recente storia d&#8217;Italia, sembrava che i professori, gli studenti, alcuni presidi ed il personale scolastico si fossero compattati contro un provvedimento di un governo di centrosinistra. Sembrava soltanto, evidentemente. Pareva fosse la volta buona, questa, per dimostrare la scollatura tra l&#8217;intellighenzia ed un servilismo di base che ha sempre contraddistinto la scuola italiana nei confronti del progressismo pi\u00f9 o meno pronunciato. L&#8217;occasione per smentire la partigianeria dell&#8217;universo culturale italiano.\u00a0<strong> Niente di nuovo, tuttavia, dalle cattedre d&#8217;Italia.<\/strong> Tante piccole manifestazioni organizzate per lo pi\u00f9 dalle puntuali combriccole studentesche che in questo periodo dell&#8217;anno, prescindendo dall&#8217;oggetto discusso, una settimanella di occupazione se la regalano comunque.<\/p>\n<p>Pare la parabola di Roberto Benigni sul referendum costituzionale: &#8220;Ho dato una risposta frettolosa, dicendo che se c\u2019\u00e8 da difendere la Costituzione, col cuore mi viene da scegliere il no. Ma con la mente scelgo il s\u00ec. E anche se capisco profondamente e rispetto le ragioni di coloro che scelgono il no, voter\u00f2 s\u00ec\u201d, disse a Repubblica.\u00a0 Vorrei ma non posso, in poche parole. Stessa medesima misura nel mondo della scuola: gli sarebbe piaciuto tantissimo concretizzare la protesta contro un provvedimento per cui sono stati sollevati polveroni a non finire eppure non \u00e8 stata partorita un&#8217;azione politicamente tangibile.<strong> La speranza era quella di vedere la sempre pi\u00f9 bistrattata classe degli insegnanti dimostrare una capacit\u00e0 mobilitativa degna di nota. Autenticazioni e certificazioni non avrebbero dovuto rappresentare un grosso problema in un contesto denso di burocrazia come quello scolastico. La sindrome di Benigni, per\u00f2, ha colpito anche in questo caso: la scuola italiana \u00e8 la pi\u00f9 bella del mondo e va tutelata ad ogni costo salvo quando a cambiarla nelle fondamenta sono degli storici alleati.<\/strong> C&#8217;\u00e8 un passaggio il 4 di Dicembre nel quale la separazione d&#8217;intenti tanto decantata potrebbe venir fuori: se c&#8217;\u00e8 una parte dell&#8217;Italia abituata a recarsi alle urne \u00e8 proprio quella proveniente dalle classi. La sensazione \u00e8 che il cuore abbia detto di no ma che il cervello dir\u00e0 di s\u00ec. Come sempre.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>Su Twitter: Fraboezi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Tanto rumore per nulla. I fiumi d&#8217;inchiostro versati sulla &#8220;Buona Scuola&#8221; sono stati del tutto infruttuosi. La Cassazione, infatti, ha verificato le sottoscrizioni utili a far s\u00ec che la discutissima legge 107 venisse sottoposta al vaglio popolare di un referendum ed ha rigettato la richiesta: mancano poche migliaia di firme. Il caos social scatenato dalle ingiustizie che il governo Renzi avrebbe prodotto con la legge in questione, insomma, non ha prodotto niente di giuridicamente rilevante. 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